A Sirmione e Desenzano continuano a latitare, in maniera preoccupante, i turisti tedeschi. Un commerciante: «Manca da anni una politica promozionale». Bene gli affari per bar e ristoranti, lamentano un calo gli alberghi e i negozi

Il Garda piange per il pienone mancato

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Fer­ragos­to in tono dimes­so sul Gar­da: il bilan­cio con­fer­ma le fos­che pre­vi­sioni del­la vig­ilia. «C’è sta­ta un’affluenza parag­o­nabile a quel­la di un week end di pri­mav­era», sin­te­tiz­za con una bat­tuta il pres­i­dente degli alber­ga­tori di Sirmione, Dino Barel­li. Ital­iani in sopran­nu­mero, tur­isti stranieri — in par­ti­co­lare aus­triaci e tedeschi — in cadu­ta lib­era. Si deve andare indi­etro di parec­chi decen­ni pri­ma di trovare una set­ti­mana di Fer­ragos­to tan­to impov­eri­ta, con strade e lun­go­laghi per niente intasati, sen­za ingorghi sulle strade, sen­za ressa nei negozi e nei locali. Ampia­mente sot­to con­trol­lo la situ­azione del­la : due le paten­ti riti­rate (una per ecces­so di veloc­ità, l’al­tra per uso di stu­pe­facen­ti) ad altret­tan­ti auto­mo­bilisti dal­la Pol­stra­da di Desen­zano. Ma tor­ni­amo al quadro delle pre­sen­ze tur­is­tiche. Ci sono alberghi che già da dopodomani, o tut­t’al più da mart­edì, avran­no stanze libere. E se gli alber­ga­tori piangono un meno 20–30% di pre­sen­ze rispet­to ad un anno fa, i com­mer­cianti non ridono cer­to e denun­ciano un 30–40% di calo del vol­ume d’affari, sal­vo il com­par­to più speci­fi­co dei pub­bli­ci eser­cizi e delle dis­coteche che non lamen­tano perdite sig­ni­fica­tive. In chiaroscuro il bilan­cio del­la “”, l’azien­da gov­er­na­ti­va che gestisce i servizi pub­bli­ci di lin­ea: ma solo lunedì si tir­eran­no le somme sul numero dei passeg­geri trasporta­to in questo ponte fer­ragostano. «Abbi­amo gli alberghi pieni solo per questi giorni ma poi — con­fer­ma Dino Barel­li — si pro­fi­lano parec­chie ombre. Non ci sono incor­ag­gianti preno­tazioni e i tedeschi man­cano total­mente». «Dal­l’al­tro ieri abbi­amo vis­to un cer­to aumen­to di tur­isti — ril­e­va Raoul Negri, numero uno del­l’As­com sirmionese — ma in ter­mi­ni di qual­ità dob­bi­amo denun­cia­re un calo vis­toso pari al 30 o 40%. Gli incas­si? Sono a due zeri? Il tur­ista non spende, assente il tedesco, van­no meglio i ris­toran­ti ed i bar». Anche gli sta­bil­i­men­ti ter­mali han­no lavo­ra­to a singhioz­zo, ci si aspet­ta­va il clas­si­co pienone di Fer­ragos­to, che invece non c’è sta­to. Pochi ped­alò in acqua, poche le richi­este di mini­crociere a bor­do di moto­scafi a noleg­gio. A Desen­zano il quadro pes­simisti­co non si spos­ta granchè. Det­to degli alberghi che pre­fig­u­ra­no un fine agos­to in ulte­ri­ore calo dopo il luglio dis­as­troso, e con­fer­ma­to che le pre­vi­sioni che vol­e­vano una cala­ta in ritar­do dei tedeschi dopo il 20 luglio sono state smen­tite clam­orosa­mente, non res­ta che vedere in casa dei negozianti. «Gra­zie ai sal­di che abbi­amo oper­a­to in questo scor­cio di agos­to — sostiene Rober­to Tremoli­ni, del­l’omon­i­ma bou­tique di Desen­zano — e gra­zie alla nos­tra affezion­a­ta clien­tela, siamo rius­ci­ti a super­are inden­ni fino­ra questo momen­to di crisi. Ma se dob­bi­amo vedere l’in­tero panora­ma del terziario, allo­ra dico che il calo è enorme: a Desen­zano si par­la di 30% in meno di incas­si. Vor­rei, però, far osser­vare che il crol­lo dei tur­isti si nota da alcu­ni anni, e non da oggi. Purtrop­po, però, nes­suno è inter­venu­to per tem­po». Bene le per­fo­mance, come si dice­va, nel set­tore del­la ris­torazione. «Non ci lamen­ti­amo, abbi­amo lavo­ra­to benis­si­mo — esor­disce Enzo Vez­zoli, tito­lare del noto ris­torante “Al Car­ret­to” sul lun­go­la­go, poi del­la “Brici­o­la” e del “Ran­cho” — gra­zie alla clien­tela tradizionale e ad una cer­ta polit­i­ca con­tenu­ta dei prezzi».

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