Venerdì a Gardone Riviera Aventino Frau incontrerà i sindaci delle tre sponde del Benaco, i presidenti delle Province e i dirigenti dell’Aipo.
Registrati ieri a Peschiera 126 centimetri sopra lo zero idrometrico. Ora si guarda al disgelo

Il livello del Garda rimane molto alto

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Di Luca Delpozzo
S.J.

Rimane molto alto il liv­el­lo delle acque del Gar­da, anche se poi la situ­azione, al momen­to, non des­ta par­ti­co­lari pre­oc­cu­pazioni. Ieri mat­ti­na il più grande lago d’Italia reg­is­tra­va sul­la colon­ni­na di Por­ta Verona, a Peschiera, 126 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. Undi­ci cen­timetri in meno rispet­to al 9 feb­braio scor­so quan­do ha rag­giun­to il mas­si­mo sta­gionale. Al momen­to dal­la diga di Salionze, man­u­fat­to entra­to in fun­zione nel 1950 e che con­sente di dosare il deflus­so delle acque del Gar­da al Min­cio, fuori­escono trenta metri cubi d’acqua al sec­on­do. Una por­ta­ta dimez­za­ta rispet­to all’ultima set­ti­mana e net­ta­mente infe­ri­ore ai 120 metri cubi d’acqua al sec­on­do travasati dal Bena­co al Min­cio dal 5 all’8 mar­zo. Un modo per con­trastare le abbon­dan­ti piogge ma anche per riequi­li­brare la chiusura, per manuten­zione, del­la cen­trale idroelet­tri­ca di Riva del Gar­da che dal 20 feb­braio all’8 mar­zo non ha attin­to dal Gar­da con­tribuen­do in modo deter­mi­nante a far salire il liv­el­lo dell’acqua. «La situ­azione al momen­to è sot­to con­trol­lo e non ci sono par­ti­co­lari prob­le­mi», dice il geol­o­go Vin­cen­zo Ces­chi­ni del­e­ga­to per la a mon­i­torare i liv­el­li del Gar­da. «Ovvio c’è, come sem­pre, una par­ti­co­lare atten­zione in vista del­lo sciogli­men­to dell’abbondante quan­tità di neve pre­sente in mon­tagna. Ora però il liv­el­lo di pre­oc­cu­pazione è min­i­mo per­ché si pre­an­nun­cia un grad­uale sciogli­men­to dei man­ti nevosi che pos­sono così essere smalti­ti tran­quil­la­mente dai cor­si d’acqua. Un 10–20 per cen­to ali­menterà le sor­gen­ti del­la mon­tagna e il resto, una vol­ta che ter­min­erà la sua cor­sa nel Gar­da, ver­rà travasato nel Min­cio. Non dimen­tichi­amo che dal pri­mo aprile parte la sta­gione irrigua per la cam­pagna man­to­vana e di fat­to tut­to il ciclo dovrebbe trovare un gius­to equi­lib­rio», con­tin­ua Ces­chi­ni pron­to a sot­to­lin­eare il lavoro d’equipe tra i con­sorzi vir­giliani, fruitori dell’acqua per l’irrigazione, e l’ingegnere Lui­gi Mille diri­gente dell’area idro­grafi­ca del Po e respon­s­abile del fun­zion­a­men­to del­la diga di Salionze. Quan­to ai dan­ni creati in alcu­ni pae­si dell’alto Gar­da veronese dai liv­el­li alti del Bena­co, Ces­chi­ni non ha ten­ten­na­men­ti. «I prog­et­tisti dovreb­bero conoscere le quote medie del Gar­da pri­ma di licen­ziare certe opere in riva al lago. Basterebbe anal­iz­zare le tabelle dell’Aipo per capire che la misura stor­i­ca media da tenere in con­sid­er­azione è 175 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. Solo così si evi­tano prob­le­mi». Intan­to ven­erdì alle 10 a Vil­la Mirabel­la di Gar­done Riv­iera il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da Aventi­no Frau ha con­vo­ca­to i sin­daci delle tre sponde del lago, i pres­i­den­ti delle Province e i diri­gen­ti dell’Aipo per trattare «Nuove regole e un mod­er­no mod­el­lo di ges­tione per il liv­el­lo del Gar­da».

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