Le due aziende del paese hanno scelto di non produrre il famoso vino nuovo. Nel Bresciano la produzione è in netto calo: «Non sarà mai un gran bicchiere»

Il Novello «made in Padenghe»? Quest’anno non andrà sulla tavola

10/11/2002 in Varie
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Di Luca Delpozzo
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Quest’an­no Padenghe dovrà rin­un­cia­re in qualche modo all’an­nuale appun­ta­men­to di novem­bre con il . Nonos­tante ris­toran­ti, wine bar, can­tine ed enoteche stiano già offren­do il Nov­el­lo alla già pre­an­nun­ci­a­ta onda­ta di esti­ma­tori, le due prin­ci­pali aziende agri­cole padengh­e­si, «Pratel­lo» e «Zuliani», quest’an­no han­no deciso di non pre­sentare il prodot­to sul mer­ca­to. Scelte azien­dali, queste, che sem­bra­no andare con­tro­cor­rente rispet­to alla ten­den­za nazionale, se è vero che, stan­do alle più recen­ti sta­tis­tiche, negli ulti­mi dieci anni la pro­duzione di Nov­el­lo è addirit­tura rad­doppi­a­ta e che per ques­ta edi­zione saran­no più di 20 mil­ioni le bot­tiglie in com­mer­cio. In realtà appaiono per­fet­ta­mente in lin­ea con la ten­den­za locale; nel Bres­ciano, infat­ti, la pro­duzione di Nov­el­lo reg­is­tra quest’an­no un calo del 40%. Col­pa solo di una sta­gione esti­va poco clemente, oppure c’è del­l’al­tro? «Indub­bi­a­mente — affer­ma Vin­cen­zo Berto­la, co-tito­lare del­l’azien­da agri­co­la «Pratel­lo» — il con­sumo di vino Nov­el­lo in questi ulti­mi anni è diven­ta­to un vero e pro­prio fenom­e­no di cos­tume. La clien­tela, soprat­tut­to quel­la gio­vane, apprez­za molto questo tipo di vino di pronta beva, per­ché il suo bou­quet frut­ta­to e la sua bas­sa gradazione alcol­i­ca lo ren­dono molto grade­v­ole al pala­to. Ma questo non è bas­ta­to a con­vin­cer­ci a met­ter­lo in pro­duzione». Il tipo di fer­men­tazione a cui è sot­to­pos­to, com­ple­ta­mente diver­so da quel­lo tradizionale, regala infat­ti al Nov­el­lo una vas­ta gam­ma di pro­pri­età organolet­tiche dif­fi­cil­mente riscon­tra­bili in altri vini, ma al tem­po stes­so una vita media che oscil­la tra i quat­tro e i cinque mesi, superati i quali il vino nuo­vo perde tutte le sue carat­ter­is­tiche di leg­gerez­za e di fres­chez­za. «Pro­prio per ques­ta serie di motivi — spie­ga Cristi­na Bol­di­ni, che assieme al mar­i­to Vin­cen­zo Berto­la con­di­vide la pas­sione per l’enolo­gia — il Nov­el­lo non sarà mai un gran bic­chiere di vino. Inoltre, adesso come adesso, sono in molti a pro­dur­lo, e sebbene il suo con­sumo si sia con­sol­ida­to anche a liv­el­lo locale, quest’an­no la nos­tra azien­da ha rin­un­ci­a­to al Nov­el­lo per dedi­car­si alla lavo­razione di un prodot­to di più alta qual­ità». Atti­va solo da poco più di tre anni, l’azien­da agri­co­la «Pratel­lo» è attual­mente impeg­na­ta nel­la pro­mozione del «Tem­pale», un vino il cui aro­ma roton­do ed equi­li­bra­to è dato da uve caber­net e sauvi­gnon e dal­la bar­ri­catu­ra di 16 mesi in bot­ti di rovere. «L’ag­giun­ta di anidride car­bon­i­ca — com­men­ta Eleono­ra Zuliani, gra­zie all’es­pe­rien­za mat­u­ra­ta in anni di ges­tione del­l’azien­da agri­co­la omon­i­ma — rischia di scon­vol­gere il nat­u­rale proces­so di fer­men­tazione del vino». Per essere imbot­tiglia­to già all’inizio di novem­bre, infat­ti, la fer­men­tazione delle uve des­ti­nate alla pro­duzione del Nov­el­lo viene agevola­ta dal­l’ag­giun­ta di anidride car­bon­i­ca in un pro­ced­i­men­to par­ti­co­lare che nel set­tore prende il nome di «mac­er­azione car­bon­i­ca». «La nos­tra scelta azien­dale — con­fes­sa la sig­no­ra, che si occu­pa per­sonal­mente del­la lavo­razione del vino che da Zuliani viene prodot­to anco­ra con meto­di tradizion­ali — pun­ta sul rispet­to del proces­so fisi­o­logi­co del­l’e­lab­o­ra­to eno­logi­co. Sen­za nul­la togliere alla bon­tà del Nov­el­lo, — con­clude la sig­no­ra Eleono­ra, il cui impeg­no pro­fes­sion­ale in più di un’oc­ca­sione è sta­to pre­mi­a­to con impor­tan­ti riconosci­men­ti — appli­care delle forza­ture alla fase di vinifi­cazione delle uve non rien­tra nel­la lin­ea polit­i­ca del­la nos­tra azien­da». Per quest’an­no, dunque, niente vino nuo­vo di pro­duzione padengh­ese sulle tav­ole di ris­toran­ti, wine bar, can­tine ed enoteche. Del resto, l’ha det­to anche un famoso enol­o­go, il Nov­el­lo è come una ragaz­za nel pieno del­l’ado­lescen­za; ma in mez­zo a tante belle donne, per­ché accontentarsi?

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