Il sindaco illustra una novità già inserita nel Piano regolatore, sulla spiaggia nei pressi dei Cantieri del Garda. Una struttura da 150-200 porti barca, con parcheggi auto e rimessaggio

Il nuovo porto vicino allo stadio

09/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un nuo­vo por­to a Toscolano, sul­la spi­ag­gia in fon­do a via Reli­gione. E’ l’idea del­la mag­gio­ran­za comu­nale, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle lib­ertà. L’ha pre­sen­ta­ta ieri mat­ti­na il sin­da­co Pao­lo Ele­na, tra l’al­tro capogrup­po di An a Palaz­zo Bro­let­to, e prossi­mo can­dida­to nelle liste region­ali del Sen­a­to. «Il vec­chio molo di Toscolano — ram­men­ta Ele­na — è sta­to allun­ga­to, e potrà accogliere un mag­gior numero di barche. Ora si sta proce­den­do a col­lo­care il por­fi­do nel­la piazzetta, ad aprire un pas­sag­gio pedonale e a sis­temare l’il­lu­mi­nazione. I lavori dovreb­bero essere ulti­mati entro un paio di mesi. E questo è il pri­mo dis­cor­so, ormai com­ple­ta­to». La novità riguar­da invece un’­op­er­azione da dieci mil­ioni di euro, sul­la spi­ag­gia vici­no ai Cantieri del Gar­da e allo sta­dio comu­nale, che por­ta il nome di Ugo Locatel­li, orig­i­nario di Toscolano Mader­no, scom­par­so alcu­ni anni fa (Locatel­li è l’u­ni­co cal­ci­a­tore ital­iano che fu capace di vin­cere sia le Olimpia­di, a Berli­no nel 1936, che i Mon­di­ali, in Fran­cia nel 1938). «I tec­ni­ci del nos­tro uffi­cio comu­nale, gui­dati dal respon­s­abile Alessan­dro Cap­pa — spie­ga il sin­da­co -, han­no sti­la­to un prog­et­to di mas­si­ma, per real­iz­zare l’intervento già inser­i­to nel Piano rego­la­tore. Riguar­da tre lot­ti: la zona a lago, lo sta­dio di cal­cio e l’o­live­to. Su quest’ul­ti­ma super­fi­cie inten­di­amo col­lo­care due pic­cole piscine per i bam­bi­ni: una pro­fon­da 30 cen­timetri, l’al­tra 60–70, da uti­liz­zare in estate». «Per quan­to riguar­da il por­to — con­tin­ua Ele­na — pen­si­amo a una strut­tura da 150–200 posti bar­ca. Cir­ca il 50% sarà ottenu­to sca­v­an­do all’in­ter­no, las­cian­do comunque la spi­ag­gia vic­i­na (una parte è pub­bli­ca, l’al­tra in con­ces­sione)». A pochi metri di dis­tan­za c’è lo sta­dio. «Ebbene, a causa del dis­liv­el­lo esistente tra il ter­reno di gio­co e la super­fi­cie del lago, è pos­si­bile real­iz­zare un bel parcheg­gio inter­ra­to, sot­to il cam­po di cal­cio, da usare per il rimes­sag­gio. Potrebbe accogliere 200 posti auto, altri 32 ris­er­vati alle barche gran­di e una venti­na ai car­rel­li di cospicue dimen­sioni. Il ret­tan­go­lo di gio­co ver­rebbe trasfor­ma­to: dal­l’er­ba nat­u­rale, sarem­mo inten­zionati a pas­sare al sin­teti­co, che con­sente un mag­giore uti­liz­zo da parte delle squadre locali, sen­za alcu­na spe­sa di manuten­zione». Il prog­et­to prevede uno sposta­men­to di viale Mar­coni che, a un cer­to pun­to, si biforcherebbe: da un lato con­sen­tirebbe l’in­gres­so nei garage del parcheg­gio, e dal­l’al­tro si ricon­giun­gerebbe a via Reli­gione. All’in­ter­no del com­par­to tro­verebbe pos­to anche il Cir­co­lo vela, la cui sede (mod­es­ta) è tut­t’og­gi sul lun­go­la­go di Mader­no. Un’ oper­azione per ora soltan­to abboz­za­ta. E sti­ma­ta, in modo del tut­to approssi­ma­ti­vo, in cir­ca dieci mil­ioni di euro. Ma come ver­rebbe finanzi­a­ta? «Sti­amo val­u­tan­do due soluzioni — risponde il sin­da­co -. La pri­ma: per­cor­rere la stra­da del project financ­ing. Il min­is­tero dei Trasporti e delle infra­strut­ture ha una soci­età («Italia nav­i­gan­do») che con­trol­la «Gar­da nav­i­gan­do», la quale potrebbe erog­a­re i quat­tri­ni nec­es­sari. Ma a tale propos­i­to bisognerebbe cos­ti­tuire una soci­età col Comune, i pri­vati, ecc. La sec­on­da soluzione, che al momen­to rite­ni­amo migliore poichè non impeg­na il Munici­pio in pri­ma per­sona, è di effet­tuare un con­cor­so di prog­et­tazione. Vale a dire: pre­dis­porre un ban­do det­taglia­to, con tutte le nos­tre richi­este, riguardan­ti il numero di posti bar­ca, i mate­ri­ali da usare, l’im­pat­to ambi­en­tale, le dimen­sioni del parcheg­gio-rimes­sag­gio, la dura­ta del­la con­ces­sione, ecc. Insom­ma, un capi­to­la­to chiaro, con i pun­teg­gi da asseg­nare in rap­por­to alla accettazione dei sin­goli pun­ti. L’im­pre­sa vincitrice dovrà real­iz­zare l’opera, e la gestirà per tot anni». «Ma è un prog­et­to anco­ra in fase di elab­o­razione — con­clude Ele­na -. Entro un paio di mesi lo illus­tr­ere­mo in con­siglio comu­nale e, suc­ces­si­va­mente, alla con­feren­za dei servizi, che si tiene a Salò, con i fun­zionari del Demanio, del­la Regione, del­la Soprint­en­den­za, ecc. Se son rose, fioriranno».