Il dramma dei catari rivive in una rappresentazione teatrale portata in scena dalla  Compagnia Teatrale Radau’s Theatre,

Il Palazzo del Re 

07/07/2010 in Spettacoli
Di Luca Delpozzo

Piaz­za De André, una delle più recen­ti real­iz­zazioni urban­is­tiche sirmione­si, è sicu­ra­mente una sor­pre­sa per chi la vede per la pri­ma vol­ta. Pro­prio in questo spazio rac­colto e silen­zioso, saba­to 10 luglio alle 21 si ter­rà una rap­p­re­sen­tazione teatrale su un tema insoli­to, anche se stret­ta­mente lega­to a Simione: i catari,  una set­ta ereti­ca medievale che impeg­nò la Chiesa in una lun­ga lot­ta che pro­prio a Sirmione ebbe la sua trag­i­ca fase con­clu­si­va.  Nel­la peniso­la infat­ti ave­vano trova­to toller­ante accoglien­za ereti­ci prove­ni­en­ti sia dal­l’I­talia che dal­la Fran­cia merid­ionale, altrove perse­gui­tati dal­l’In­qui­sizione. Ma l’11 novem­bre del 1276 con­tro di loro fu orga­niz­za­ta una spedi­zione mil­itare: era gui­da­ta dal cap­i­tano del popo­lo di Man­to­va e da Alber­to del­la Scala,  entram­bi inter­es­sati ad ottenere il favore del papa abbat­ten­do l’ul­ti­ma roc­caforte catara.   Quel giorno furono cat­turati 166 ereti­ci che, tradot­ti a Verona, il 13 feb­braio del 1278 ven­nero arsi vivi nel­l’Are­na.   Ma chi era­no i catari o “puri” o “buoni uomi­ni”, come si autodefini­vano?  Ques­ta ere­sia, che si svilup­pò in Italia e nel sud del­la Fran­cia dal 1150 cir­ca fino al 1300, asso­ci­a­va alle sue con­cezioni teo­logiche anche  accuse con­tro il mal­cos­tume del clero, oltre a riven­di­cazioni politiche. Si trat­ta­va di una dot­t­ri­na che ave­va mol­ta pre­sa sul­la gente, anche per­chè i suoi espo­nen­ti con­duce­vano una vita rig­orosa ed asceti­ca, che sus­ci­ta­va l’am­mi­razione del popo­lo.  Pred­i­ca­tori itin­er­an­ti all’inizio, in segui­to si orga­niz­zarono in comu­nità che ebbero una sede impor­tante, tra le altre, a Desen­zano.  I catari era­no, in diverse gradazioni, dual­isti: dis­tingue­vano, cioè, questo mon­do mate­ri­ale, creazione del demo­nio, dal vero mon­do spir­i­tuale indi­ca­to da Cristo, al quale aspi­ra­vano e per il quale molti di loro vive­vano asceti­ca­mente.  Il loro dis­prez­zo per la mate­ria li por­ta­va ad affer­mare che Cristo era sce­so sul­la ter­ra con un cor­po spir­i­tuale, non per sac­ri­fi­car­si, ma per mostrare agli uomi­ni la via del­la reden­zione.  E’ facile intuire come queste con­vinzioni, unite alle accuse  di mate­ri­al­is­mo che riv­ol­gevano alla Chiesa di Roma, por­tarono  alla loro repres­sione che ebbe l’ul­ti­ma man­i­fes­tazione pro­prio a Sirmione con l’episo­dio cita­to. Per  questo  l’Am­min­is­trazione  Comu­nale,  atten­ta  a  val­oriz­zare  tutte  le  vicende  storiche  che  han­no coin­volto la Peniso­la, si pro­pone nei prossi­mi mesi di dare risalto anche questo avven­i­men­to con inizia­tive che sta vaglian­do.  E pro­prio per far risco­prire una pag­i­na di sto­ria non facile e  poco conosci­u­ta, ha scel­to di pro­porre una ser­a­ta teatrale con  “Il palaz­zo del re”, di Fran­co Bon­tem­pi,  un dram­ma che affronta questo tema unen­do  la vivac­ità del­la rap­p­re­sen­tazione al rig­ore del­la doc­u­men­tazione stor­i­ca.  La sug­ges­ti­va cor­nice nat­u­rale di piaz­za De André, quel lago e quelle mon­tagne che anche i catari videro e  in cui sper­arono la loro salvez­za, con­tribuirà a rie­vo­carne la vicen­da.