-

«Il piano spiagge va fermato» Così la minoranza boccia la variante

27/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Garda

«La filosofia del piano delle spi­agge è sta­ta stra­vol­ta». A par­lare così è Beni­amino Zer­mi­ni, capogrup­po del­la lista d’opposizione del Tim­o­ne e asses­sore nelle due pas­sate ammin­is­trazioni gui­date da Gior­gio Comenci­ni. La nuo­va vari­ante del­lo stru­men­to urban­is­ti­co des­ti­na­to a met­tere ordine alle rive garde­sane non piace dunque alla mino­ran­za. Nel pre­sentare le mod­i­fiche alle pre­vi­sioni del piano rego­la­tore adot­ta­to dal­la prece­dente ammin­is­trazione, il sin­da­co Davide Bendinel­li ave­va affer­ma­to che così si anda­va snel­lire la real­iz­zazione delle infra­strut­ture e dei servizi sulle spi­agge, a van­tag­gio del­la qual­ità dell’offerta tur­is­ti­ca. «Sostanzial­mente», ave­va anno­ta­to Bendinel­li, «l’innovazione è data dal fat­to che i pro­pri­etari delle aree potran­no real­iz­zare gli inter­ven­ti a stral­ci e non più solo in un’unica soluzione». Ma su ques­ta snellez­za Zer­mi­ni man­i­fes­ta per­p­lessità. «Così», sot­to­lin­ea il capogrup­po di mino­ran­za, «i tito­lari non han­no più l’obbligo di inter­venire in maniera uni­taria sul­la loro pro­pri­età, facen­do venir meno l’equilibrio fra i bene­fì­ci acquisi­ti dal pri­va­to e i suoi obb­lighi ver­so la comu­nità, che era­no sta­ti delin­eati nel piano rego­la­tore. Di fat­to, adesso ci si affi­da alla buona volon­tà del sin­go­lo, soprat­tut­to per quelle miglior­ie che non abbiano ril­e­van­za eco­nom­i­ca. Non sono così malig­no», con­tin­ua il leader dell’opposizione, «da pen­sare che i pri­vati attuer­an­no solo quelle opere che con­ven­gono a loro, ma se tut­ti fos­sero volon­terosi non ci sarebbe neanche bisog­no di una nor­ma­ti­va». In par­ti­co­lare, l’attenzione di Zer­mi­ni è riv­ol­ta a pun­ta San Vig­ilio, uno dei luoghi più bel­li e ammi­rati del­la riv­iera bena­cense. «Il piano rego­la­tore», spie­ga il rap­p­re­sen­tante del Tim­o­ne, «in quel­la zona prevede­va una sta­gion­al­ità nel­la col­lo­cazione di strut­ture come pun­ti di ris­toro, chioschi, stazioni di pron­to soc­cor­so. Con la nuo­va vari­ante questo non c’è più, così come è scom­par­so il divi­eto di real­iz­zare basa­men­ti fis­si in cal­ces­truz­zo. Per quan­to riguar­da i servizi, pri­ma si prevede­va che non dovessero super­are i cinquan­ta metri qua­drati, adesso invece si dice che non pos­sono essere infe­ri­ori a trenta metri, sen­za fis­sare un lim­ite supe­ri­ore. Per i parcheg­gi non c’è più l’indicazione di quel­la rotazione bien­nale che dove­va con­sen­tire di ricreare l’inerbimento. Ora», pros­egue Zer­mi­ni, «si par­la solo di una rotazione agro­nom­i­ca, sen­za speci­fi­care ogni quan­to deb­ba effet­tuar­si. Sen­za con­tare che la rotazione pare inap­plic­a­bile su una zona che è qua­si tut­ta a olive­to. In più, adesso si prevede che ogni parcheg­gio sia dota­to di servizi igien­i­ci col­le­gati con gli scarichi fog­nari, il che con­sente evi­den­te­mente di real­iz­zare opere che rimar­ran­no fisse in eter­no, sem­pre fat­ta sal­va la buona volon­tà degli inter­es­sati». «Per quan­to riguar­da i parcheg­gi», repli­ca però il sin­da­co Bendinel­li, «cre­di­amo sia gius­to dotar­li di bigli­et­terie e toi­lette, per evitare che si stacchi­no i bigli­et­ti su un tavoli­no cop­er­to da un ombrel­lone dei gelati e che per i servizi si usi qualche albero. Quan­to all’aumento di cubatu­ra, questo è rel­a­ti­vo ai servizi inter­rati, e quin­di privi di impat­to ambi­en­tale. Siamo stra­con­vin­ti che lo svilup­po del nos­tro ter­ri­to­rio e del­la nos­tra econo­mia non pos­sano pre­scindere dal­la sal­va­guardia ambi­en­tale». Ma Zer­mi­ni con­trat­tac­ca. «La mia pre­oc­cu­pazione», dice il capogrup­po di mino­ran­za, «è che a forza di adottare vari­anti parziali, come ques­ta rel­a­ti­va alle spi­agge, si vadano a stravol­gere le linee gen­er­ali del piano rego­la­tore, il che sarebbe con­trario ai più ele­men­tari prin­cipi di piani­fi­cazione territoriale».