Un volantino della Lega riporta alla luce il problema, senza soluzione ormai da anni

Il ponte rischia il crolloe nessuno se ne occupa

15/01/2008 in Attualità
A Dolcè
Di Luca Delpozzo
Giancarla Gallo

Il ponte rischia di cadere, ma non si sa a chi apparten­ga, quin­di non si effet­tua nes­suna manuten­zione. Suc­cede al ponte sull’Adige, che col­le­ga Peri a Rival­ta, rispet­ti­va­mente nei Comu­ni di Dol­cè e Brenti­no Belluno.La ques­tione è annosa: ripetute sono state le richi­este, da parte delle due ammin­is­trazioni comu­nali, di inter­ven­ti ai para­pet­ti e ai piloni del ponte, forte­mente sol­lecitati dalle piene del fiume. Ma la com­pe­ten­za sem­bra non essere di nes­suno, quin­di nes­suna manuten­zione è sta­ta mai fat­ta dagli anni quar­an­ta, quan­do il ponte fu costruito.A riportare in bal­lo la ques­tione è sta­to il recente volan­ti­nag­gio pro­mosso dal­la sezione del­la Lega Nord. «Vogliamo un nuo­vo Ponte per la Val D’Adige», questo lo slo­gan del volan­ti­no, con cui la sezione del­la Lega Nord dei Comu­ni di Dol­cè e Brenti­no Bel­luno ha lan­ci­a­to la richi­es­ta per la sis­temazione del vec­chio Ponte, come opera pri­or­i­taria per la zona. A ogni piena dell’Adige, infat­ti, il ponte trema e per pre­cauzione viene chiu­so al tran­si­to dei veicoli, con notevoli dis­a­gi per la popo­lazione; inoltre qui viene devi­a­to il traf­fi­co, spes­so traf­fi­co pesante, quan­do si devono fare dei lavori nel­la vic­i­na autostra­da del Bren­nero. Il ponte, infat­ti, col­le­ga una stra­da provin­ciale alla stra­da Statale. C’è da con­sid­er­are anche che il ponte più vici­no si tro­va a 20 chilometri a Sud, alla Sega di Cavaion; men­tre a nord il ponte di Borghet­to è appe­na sta­to sis­tem­ato dal­la Provin­cia Autono­ma di Trento.«In Val d’Adige da diver­si anni si dis­cute del prob­le­ma del ponte, ma c’è anche un prob­le­ma politi­co non da poco: le mappe pre­sen­ti nei Comu­ni non chiariscono di chi sia la pro­pri­età del ponte», sostiene il con­sigliere comu­nale del­la Lega Ivan Castel­let­ti, «neces­si­ta urgen­te­mente di una ristrut­turazione. Come Lega Nord, noi pro­poni­amo ai due Comu­ni del­la Val d’Adige di unir­si nel­la richi­es­ta di un con­trib­u­to da inviare in Regione, mag­a­ri inseren­do l’opera come infra­strut­tura pri­maria, all’interno dei lavori finanzi­a­bili come comu­ni di con­fine con il Trentino».Senz’altro d’accordo l’assessore ai lavori pub­bli­ci di Dol­cè, Fil­ib­er­to Semen­zin, ex sin­da­co. «Mi fac­cio pro­mo­tore di un incon­tro con la Regione per ver­i­fi­care che tipo di cop­er­tu­ra finanziaria pos­sa essere data per effet­tuare inter­ven­ti sul­la sta­tic­ità del ponte», dichiara Semen­zin, che quan­do era sin­da­co di Dol­cè si era spes­so atti­va­to, sol­lecitan­do incon­tri ed inter­ven­ti manu­ten­tori, purtrop­po sen­za esi­to. «Vis­to le dif­fi­coltà di bilan­cio dei due pic­coli Comu­ni di Dol­cè e Brenti­no Bel­luno, questi non pos­sono far­si cari­co di enor­mi spese per la mes­sa in sicurez­za del ponte, se la com­pe­ten­za non è dimostra­ta», con­tin­ua, «c’è un con­tin­uo rim­pal­lar­si delle respon­s­abil­ità, di fat­to nes­suno se le assume e non si fa nul­la, men­tre gli inter­ven­ti sono ormai impro­ro­ga­bili. Nel 1999 con l’ex sin­da­co di Brenti­no, Castel­let­ti, ave­va­mo invi­a­to alla Provin­cia comu­ni­cazione sul prob­le­ma di insta­bil­ità del ponte con le piene e delle sol­lecitazioni alle pal­ifi­cate di fon­dazione. Era­no state fat­te anche prove di cari­co». Altre let­tere era­no state invi­ate dal sin­da­co Vir­gilio Asilep­pi in più riprese.

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