Domenica alla Palazzina storica la cerimonia di rievocazione

Il re allo storico convegno e Grande Guerra in mostra

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Caporet­to! In pre­vi­sione di un ced­i­men­to del­la lin­ea del Piave, si pen­sò a raf­forzare quel­la del Min­cio. A Valeg­gio si scav­arono trin­ce­ra­men­ti e si ste­sero reti­co­lati e cav­al­li di Frisia sul monte Ogheri; cam­mi­na­men­ti ven­nero sca­v­ati tra Pin­ti e Mon­zam­bano; alle Gia­re di Salionze v’erano i nos­tri pon­tieri, pron­ti a gettare sul Min­cio l’equipaggio da ponte in caso di riti­ra­ta. Alcune divi­sioni fran­co-ingle­si era­no già accam­pate lun­go il fiume, ma rimanevano con l’arma al piede, aspet­tan­do garanzie da parte nos­tra. In Valseg­ri­da piantarono le tende repar­ti del 332° Reg­g­i­men­to amer­i­cano. A Camalavic­i­na fun­zion­a­va già una men­sa uffi­ciali france­si con sac­chi pieni di cioc­co­la­ta. L’osteria da Bot­tura — sem­pre zep­pa di mil­i­tari — reca­va allo­ra la seguente inseg­na: «Liquori — Salume­ria Anti­ca Oste­ria Gam­bi­ni». La chieset­ta di San Loren­zo, sul monte del­la fiera di Cav­al­caselle, divenne «ricovero di milizie mobil­i­tate». É chiaro che gli alleati — come nota il Con­siglio — non era­no venu­ti a Peschiera per sen­tir­si rac­con­tare delle chi­ac­chiere. Essi vol­e­vano sapere se esiste­va anco­ra un alto coman­do ital­iano e un eserci­to ital­iano, insieme al quale un’armata anglo-francese potesse com­bat­tere sen­za cor­rere il ris­chio di essere tra­vol­ta in un nuo­vo dis­as­tro. La ripresa stra­or­di­nar­ia, dopo meno di tre set­ti­mane, ebbe la sua radice nel con­veg­no inter­al­leato di Peschiera l’8 novem­bre 1917. Quel­la mat­ti­na piove­va dirot­ta­mente sul­la piaz­zaforte. Il cielo era gri­gio con nuv­ole qua­si tem­po­ralesche. Tira­va un forte ven­to e le strade mel­mose si rico­pri­vano di foglie morte cadute dagli alberi. La palazz­i­na del coman­do di pre­sidio appari­va più tetra del soli­to. Qui era atte­so il re. La riu­nione durò oltre due ore. Con asso­lu­ta padro­nan­za dell’argomento, Vit­to­rio Emanuele III — con­tro col­oro che sostenevano la neces­sità dell’abbandono del­la lin­ea del Piave — assi­curò che l’esercito ital­iano era per­fet­ta­mente in gra­do di resistere su di essa. Disse a propos­i­to del­la rot­ta di Caporet­to: «Alla guer­ra si va con un bas­tone per dar­le e con un sac­co per pren­der­le». «Egli — scrive Lloyd George — non dimostrò seg­no alcuno di tim­o­re o di abbat­ti­men­to. La sua sola ansi­età sem­bra­va essere quel­la di elim­inare qual­si­asi impres­sione che il suo eserci­to fos­se fug­gi­to». Si notò in lui «il fer­vore di Mazz­i­ni e la chiaroveg­gen­za di Cavour». E la sto­ria gli diede ragione. Ernesto Bar­bi­eri Come ogni anno l’Amministrazione comu­nale orga­niz­za la cer­i­mo­nia rie­voca­ti­va del­lo stori­co Con­veg­no inter­al­leato del giorno 8 novem­bre 1917. La cer­i­mo­nia si svol­gerà domeni­ca e il pro­gram­ma prevede: alle 9.30 visi­ta alla Sala stor­i­ca del­la Palazz­i­na stor­i­ca; alle 9.50 cel­e­brazione del­la mes­sa in sala con­sil­iare; alle 10.40 cor­teo al mon­u­men­to ai Cadu­ti; alle 11 alla Palazz­i­na stor­i­ca salu­to del pres­i­dente dell’Associazione sala stor­i­ca, Gior­gio Resi­dori, e del sin­da­co Bruno Dal­la Pal­le­g­ri­na; rie­vo­cazione del Con­veg­no dell’8 novem­bre 1917, rela­tore Vito De Caro; inter­ven­to di Michele d’Elia, pre­side del Liceo sci­en­tifi­co «Sev­eri» di , stori­co; con­clu­sione del pro­fes­sor Wal­ter Mon­tre­sor, asses­sore alla Cul­tura di Peschiera. Alla pre­sen­za delle autorità civili e mil­i­tari la ban­da cit­tad­i­na eseguirà la «Mar­cia reale» e «L’inno sar­do». Domani, domeni­ca e lunedì (San Mar­ti­no, patrono di Peschiera) al Com­pen­dio del­la Caser­ma d’ar­tiglieria di Por­ta Verona sarà pos­si­bile vis­itare una mostra di ogget­ti rin­venu­ti sul luo­go del­la Grande Guer­ra, cura­ta e allesti­ta da Ser­gio Mari­ni con orari di visi­ta dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 21.

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