Conclusi i lavori di abbellimento e sistemazione, è iniziata la fase più delicata: l'organizzazione della sicurezza del vertice Tombini sigillati, forze dell'ordine ovunque e tante facce inusuali

Il summit è alle porte e la città si blinda

02/09/2003 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo

Prati­ca­mente con­clusa la cura di bellez­za, già da qualche giorno per Riva è inizia­ta la fase del­la preparazione vera e pro­pria del sum­mit e del­la con­tem­po­ranea blin­datu­ra. Ammi­raglie con targhe diplo­matiche, frotte di per­son­ag­gi abbigliati in stile reg­i­men­tal, inusu­ali mezzi di polizia, tombi­ni sig­illati e vig­i­lantes che invi­tano gen­til­mente a non scattare foto attorno al Pala­con­gres­si: il con­to alla roves­cia, insom­ma, è inizia­to per davvero. Bas­ta fare due pas­si in cen­tro o sul lun­go­la­go per intuire che i prepar­a­tivi sono ormai entrati nel­la fase cal­da. Nei giorni scor­si, gli operai del comune, sot­to gli occhi di un respon­s­abile del Min­is­tero, han­no provve­du­to a sig­illare non solo i tombi­ni, ma ogni più pic­co­lo per­tu­gio (com­p­rese le scat­ole elet­triche pre­sen­ti sui fusti di alcu­ni lam­pi­oni) pre­sente nel­la zona inter­es­sa­ta al pas­sag­gio dei min­istri e delle del­egazioni e nelle imme­di­ate vic­i­nanze del cen­tro. La Colo­nia Mirala­go — dove ieri mat­ti­na sono arrivati a sor­pre­sa per un sopral­lu­o­go il que­store Francesco Coluc­ci e il coman­dante provin­ciale dei , il colon­nel­lo Anto­nio Labi­an­co — s’è trasfor­ma­ta in un aut­en­ti­co quarti­er gen­erale e con il nuo­vo ruo­lo è diven­ta­ta area asso­lu­ta­mente off-limts, il cui acces­so è con­trol­la­to 24 ore su 24 da blin­dati delle . Stesse pre­cauzioni, ma messe in atto con più dis­crezione, per Palaz­zo dei Con­gres­si, dove gli operai che stan­no real­iz­zan­do la nuo­va entra­ta e le altre infra­strut­ture sono anco­ra al lavoro, e per l’area cir­costante. Transenne dap­per­tut­to, mezzi del­l’e­serci­to (des­ti­nati a fun­zione pura­mente logis­ti­ca) e pat­tuglie di polizia e cara­binieri che con­trol­lano sen­za dare molto nel­l’oc­chio. Bas­ta avvic­i­nar­si per fare una foto, però, e da una siepe sbu­ca un vig­i­lante che cortese­mente invi­ta a non scattare immag­i­ni del­la strut­tura. Non occorre essere gran­di detec­tive, inoltre, per accorg­er­si che per le vie del cen­tro le fac­ce nuove sono davvero tante: uomi­ni in abito o ragazze in tailleur che han­no tut­ta l’aria di essere le avan­guardie di del­egazioni o i pri­mi agen­ti del­l’im­po­nente macchi­na che garan­tirà la sicurez­za. Ma non man­cano nem­meno i tur­isti “trop­po” tur­isti per essere cred­i­bili. Anche sul­l’al­tro fronte, e cioè su quel­lo dei new glob­al, l’im­pres­sione è che i pri­mi attivisti siano già arrivati. Cer­to, viag­gian­do a bor­do di vec­chie sta­tion wag­on a tar­ga tedesca ed esi­ben­do lunghi capel­li ras­ta, pierc­ing ovunque e abbiglia­men­to col­oratis­si­mo, i ragazzi non fan­no davvero nul­la per far­si pas­sare come “sem­pli­ci” tur­isti. Ver­tice e con­tro­ver­tice sono già iniziati.