Elogi dell’amministrazione all’associazione «Fontana» per il recupero. E un appello da monsignor Zenti

Il vescovo benedice la chiesa:«Restaurare anche la società»

03/01/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
S.B.

«Questo è il seg­nale che dob­bi­amo dare e fare per restau­rare la nos­tra soci­età, così come la gente di Lazise ha fat­to per restau­rare ques­ta bel­lisi­ma chieset­ta. Se non vi fos­se sta­to il cor­ag­gio di pren­dere ques­ta inizia­ti­va, qui oggi, vi sarebbe un cumu­lo di mac­erie. Neces­si­ta quin­di un uguale cor­ag­gio per la nos­tra soci­età». Con queste affer­mazioni stringate ma pun­gen­ti il vesco­vo Giuseppe Zen­ti ha por­ta­to il pro­prio salu­to e il pro­prio augu­rio alla gente che gremi­va la restau­ra­ta chieset­ta dei San­ti Fer­mo e Rus­ti­co, nell’omonima local­ità I Santi.Ora, dopo la benedi­zione dell’altare e delle mura, la chiesa dei San­ti è ritor­na­ta a essere un luo­go di cul­to e di ritro­vo del­la comu­nità lacisiense . Si è quin­di ritor­nati all’anno 1571, come recita esplici­ta­mente la tar­ga pos­ta all’in­gres­so del­la chiesa, 1571 C.L. (Comu­ni­tatis Lacisien­sis). La sua let­tura esplici­ta chiara­mente che la chiesa dei San­ti, come quel­la di San Nicolò al por­to, era­no e sono un possed­i­men­to del­la comu­nità civi­ca di Lazise.L’incontro ala chiesa dei San­ti è sta­to davvero una fes­ta. Una fes­ta per­chè dopo molti anni di sforzi e di caparbia volon­tà di recu­pero del­la chiesa da parte dell’associazione «Francesco Fontana», la chiesa è ritor­na­ta a splen­dere e ad essere luo­go di incon­tro. La sen­ten­za del­la Corte di appel­lo di Venezia ha sanci­to il dirit­to di pas­so e ciò con­sente agevol­mente di poter­vi accedere ammi­ran­do un restau­ro con­ser­v­a­ti­vo davvero di pregio.«È davvero un giorno di fes­ta», ha esor­di­to Giulio Rama, pres­i­dente del­la «Francesco Fontana», «nel portare il salu­to ai pre­sen­ti ed al vesco­vo. I San­ti sono ritor­nati all’antico splen­dore e sono ritor­nati ad essere luo­go di vita del­la intera comu­nità civile e reli­giosa di Lazise. Grande mer­i­to va da dato al com­pianto con­sigliere comu­nale Lui­gi Righi», ha sog­giun­to Rama, «per­chè pro­prio Righi mi ha più volte sot­to­lin­eato, quand’era in vita, di dare cor­so all’azione di recu­pero di questo nos­tro gioiel­lo. Devo ringraziare pub­bli­ca­mente tut­ti col­oro che in ogni modo han­no dato un con­trib­u­to per ques­ta real­iz­zazione , ma in modo par­ti­co­lare l’assessore Fabio Mari­noni per il suo impeg­no personale».A fare gli onori di casa, essendo appun­to la chiesa pat­ri­mo­nio comu­nale, e affi­da­ta alla Francesco Fontana per il recu­pero e l’u­ti­liz­zo, vi era il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni. «Recu­pero e splen­dore di questo luo­go tan­to caro alla nos­tra gente», ha esor­di­to, «sono mer­i­to esclu­si­vo del­la “Francesco Fontana” e del­la decisa volon­tà del suo pres­i­dente. Con lui han­no col­lab­o­ra­to in molti. Ognuno con una inizia­ti­va per­son­ale , vuoi con con­tribu­ti, con impeg­no lavo­ra­ti­vo, con aiu­to ester­no. Quì si è vista Lazise nel­la sua ani­ma più aut­en­ti­ca. Mii corre l’ob­bli­go», ha con­clu­so, «di ringraziare in modo par­ti­co­lare i dipen­den­ti comu­nali che in questi giorni han­no lavo­ra­to alacre­mente e con sen­so di respon­s­abil­ità per con­sen­tire che questo luo­go fos­se acces­si­bile e presentabile».Alla cer­i­mo­nia era­no pre­sen­ti anche i padri Camal­dole­si del­la Roc­ca di Gar­da, con i par­ro­ci di Lazise e Cal­masi­no, nonchè Don Nico­la Aza­li , Don Bruno Rossi e Mons. Gior­gio Benedet­ti. A con­clu­sione del­la man­i­fes­tazione, vici­no al grande camino acce­so del romi­to­rio, un brin­disi con il vesco­vo , accom­pa­g­na­to da «fogas­sa sul­la gradela» e dol­ci natal­izi offer­ti dalle famiglie vicine.