Garda e Valsabbia chiedono il metrobus Provincia d’accordo

Illustrato a Salò il Piano territoriale

14/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.z.

C’era una vol­ta il tram. Il pri­mo tron­co del­la lin­ea Bres­cia-Salò entrò in servizio nel 1881, l’ultima cor­sa venne effet­tua­ta il 9 luglio 1954. Ora, a dis­tan­za di mez­zo sec­o­lo, si è tor­nati a par­lare di una nuo­va lin­ea tra Bres­cia e il . L’al­tra sera, nel Palaz­zo munic­i­pale di Salò, il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana , Bruno Faus­ti­ni, tra l’al­tro capogrup­po di Forza Italia in comune, ha infat­ti chiesto all’asses­sore provin­ciale di inserire nel prog­et­to defin­i­ti­vo di Piano ter­ri­to­ri­ale il col­lega­men­to del­la met­ro­pol­i­tana fino a Tormi­ni. Gianan­to­nio Girelli, il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del­la Valle Sab­bia, si è asso­ci­a­to, sot­to­lin­e­an­do la grave caren­ze di infra­strut­ture. L’assessore Gelmi­ni ha det­to di con­di­videre le neces­sità di un metrò che si esten­da ben oltre i con­fi­ni del­la cit­tà: deve rag­giun­gere la per­ife­ria, così da dis­in­cen­ti­vare l’u­ti­liz­zo dei mezzi pri­vati e ridurre l’impatto ambi­en­tale. Al cen­tro del­l’in­con­tro c’è sta­to il Piano ter­ri­to­ri­ale, pre­sen­ta­to a sin­daci e ammin­is­tra­tori del­la zona. «La stesura com­ple­ta del Piano — ha spie­ga­to Girelli — pro­gram­merà l’as­set­to urban­is­ti­co del­la nos­tra provin­cia nei prossi­mi dieci anni, con la sper­an­za di cos­ti­tuire un vali­do stru­men­to per le scelte piani­fi­ca­to­rie degli enti locali». L’assessore Gelmi­ni: «La con­cen­trazione dei servizi in cit­tà e la costante cresci­ta demografi­ca ed eco­nom­i­ca delle par­ti restanti com­por­tano uno squilib­rio che ha le mag­giori riper­cus­sioni sul sis­tema infra­strut­turale del­la mobil­ità. Per miglio­rare la situ­azione occorre decen­trare i servizi, miglio­ran­do la qual­ità del­la vita di tut­ti, sia in provin­cia che in cit­tà». La rius­ci­ta del Piano ter­ri­to­ri­ale, sec­on­do l’assessore, «dipen­derà in gran parte dal­la misura in cui i suoi con­tenu­ti ver­ran­no con­di­visi e appro­fon­di­ti su scala comu­nale. Il piano, una vol­ta approva­to, per­me­t­terà di ridurre i tem­pi di approvazione dei piani rego­la­tori; ogni ammin­is­trazione comu­nale si approverà il pro­prio stru­men­to urban­is­ti­co, in piena coeren­za con la devoluzione delle com­pe­ten­ze agli enti locali, pre­via ver­i­fi­ca da parte del­la Provin­cia del­la coeren­za con il Piano ter­ri­to­ri­ale». Obi­et­tivi strate­gi­ci di questo Piano: la con­ser­vazione del­l’i­den­tità ambi­en­tale, la val­oriz­zazione del pae­sag­gio rurale e la costruzione di una rete eco­log­i­ca che osta­coli il proces­so di impov­er­i­men­to del pat­ri­mo­nio nat­u­ral­is­ti­co. Il con­sumo di suoli ver­rà ridot­to del 45%.