Presentato il progetto proposto dall’Azienda servizi municipalizzati di Verona: una fila di pale sui monti delle Danzie. Il prossimo Consiglio comunale dovrà approvare la convenzione con l’Agsm

Impianto eolico in attesa di voto

09/05/2007 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Per­no dell’ultimo Con­siglio comu­nale è sta­ta la pre­sen­tazione da parte dei tec­ni­ci dell’Agsm, l’azienda servizi munic­i­pal­iz­za­ti di Verona, di un prog­et­to per un impianto eoli­co. Il sin­da­co Rober­to Bonomet­ti ha introdot­to la riu­nione ricor­dan­do: «Nel nos­tro pro­gram­ma elet­torale è inser­i­to l’indirizzo ver­so l’energia puli­ta, ad Affi abbi­amo sole e ven­to, quin­di siamo agevolati. Il prog­et­to che vor­rem­mo real­iz­zare è molto sim­i­le a quel­lo già par­ti­to a Riv­o­li. In ques­ta sede ci ver­rà solo pre­sen­ta­ta l’idea, nel prossi­mo Con­siglio si voterà la con­ven­zione con l’Agsm».«Preciso», ha sot­to­lin­eato l’ingegner Mar­co Giusti dell’Agsm, «che non sono qui per pre­sentare un prog­et­to ben­sì l’intenzione di un prog­et­to». Giusti è par­ti­to da alcu­ni dati sul riscal­da­men­to glob­ale del piane­ta e sul­la neces­sità di inter­venire con rispar­mi ener­geti­ci, pas­san­do dalle fonti fos­sili a quelle rin­nov­abili. Poi è entra­to nel cuore dei sis­te­mi di pro­duzione di ener­gia prodot­ti con il ven­to: «Ci sono tre tipi di aere­o­gen­er­a­tori, di tre diverse taglie: da 850 chilowatt ora, che riesce a coprire il fab­bisog­no ener­geti­co per 1500 abi­tan­ti; da 2000 kw per 4 mila abi­tan­ti e da 3000 kw per 6 mila. A Riv­o­li, sul Monte Mesa, abbi­amo instal­la­to un tral­ic­cio molto fine, alto 40 metri, dove sono mon­tate tre mis­ure di ven­to che ci for­niscono una map­pa eoli­ca ogni min­u­to. Con questo stru­men­to si riesce a sti­mare la pro­duzione di ven­to, nec­es­saria a val­utare gli inves­ti­men­ti, che all’inizio sono altissi­mi ma che poi ven­gono rip­a­gati con i costi infe­ri­ori di ges­tione e con l’energia prodotta».«La Val D’Adige», ha spie­ga­to, «crea un regime di brez­za costante risul­ta­to dell’insolazione dei mon­ti del trenti­no e la pia­nu­ra padana. Questo è uno dei pochi posti in Italia in cui ques­ta brez­za è suf­fi­ciente per l’investimento di un impianto eoli­co. Per real­iz­zar­lo però c’è un lun­go iter buro­crati­co che prevede lo stu­dio di impat­to ambi­en­tale che in Italia è richiesto per l’eolico che pro­duce fino a 5 megawatt di ener­gia puli­ta ed invece non è richiesto per le cen­trali ter­moelet­triche con 299 megawatt». L’iter è labo­rioso: il prog­et­to va pre­sen­ta­to in Provin­cia, poi alla Regione, la quale chia­ma a rac­col­ta tut­ti gli enti inter­es­sati, poi una con­feren­za di servizi anal­iz­za il prog­et­to e lo stu­dio di impat­to ambi­en­tale ed entro 180 giorni appro­va o riget­ta. Una vol­ta approva­to diven­ta opera di pub­bli­ca util­ità, la quale prevede la pro­ce­du­ra autor­iz­za­ta per gli espro­pri dei ter­reni dove ver­rà instal­la­to l’impianto. Infine, si pro­cede all’acquisto delle mac­chine ed ai lavori per l’opera.«Le altezze delle tor­ri», ha spie­ga­to Giusti, «van­no dai 60 ai 70 metri per le tre taglie, men­tre i diametri var­i­ano da 52 ad 80 metri. Più sono poten­ti, più le pale sono lente, silen­ziose ed ele­gan­ti». Il sito dove dovrebbe essere instal­la­to l’impianto può essere solo quel­lo dove ci sono le migliori con­dizioni di vento.«Innanzitutto abbi­amo pen­sato ad una fila uni­ca di mac­chine», ha pre­cisato il tec­ni­co Agsm, «a Riv­o­li sul Monte Mesa e ad Affi sui Mon­ti delle Danzie: si ver­reb­bero in questo modo a creare due ali lat­er­ali all’autostrada». In prat­i­ca l’impianto per Affi andrebbe a col­lo­car­si sulle colline moreniche alle spalle dei cen­tri com­mer­ciali e frontale all’uscita dell’autostrada. La con­ven­zione che il Comune dovrebbe stip­u­lare prevede il sis­tema roy­al­ties: l’Agsm assi­cu­ra un ritorno eco­nom­i­co fis­so di base al Comune, in base al fat­tura­to di ven­di­ta dell’energia elet­tri­ca e poi in pro­gres­sione in base alla pro­duzione, aumen­ta anche l’utile. L’investimento è a cari­co dell’Azienda servizi, come ges­tione e rica­va­to dell’energia elet­tri­ca prodot­ta. Come tutte le gran­di opere pub­bliche, rischia però di pas­sare sopra le teste dei cit­ta­di­ni, come ha sot­to­lin­eato il con­sigliere di mino­ran­za Alfre­do Opri, poichè il Con­siglio voterà la con­ven­zione, ma sia prog­et­to pre­lim­inare che defin­i­ti­vo passer­an­no al voto solo del­la giun­ta munic­i­pale, anche se poi le opere supe­ri­ori ai 2 mil­ioni di euro dovran­no essere votate dal Con­siglio. L’approvazione del prog­et­to però rimane appan­nag­gio del­la sola giun­ta. L’Agsm ha spie­ga­to che «con­sid­er­a­ta la por­ta­ta degli inves­ti­men­ti, poi ci devono essere le certezze di real­iz­zazione ed anche la ris­er­vatez­za sulle trat­ta­tive con i pro­pri­etari dei ter­reni da acquistare per allo­care l’impianto». Il sin­da­co ha chiu­so la pre­sen­tazione dicen­do: «Se siamo qua stasera ad illus­trare l’idea non è cer­to per ten­er nascos­to niente: aus­pichi­amo che la popo­lazione con­di­vi­da. Nel prossi­mo Con­siglio approver­e­mo la convenzione».Il Con­siglio comu­nale, all’unanumità, ha poi vota­to la richi­es­ta di Mas­si­mo Tosi di cam­biare la des­ti­nazione d’uso del suo edi­fi­cio res­i­den­ziale in «a servizio», per trasfor­mare la casa in asi­lo nido pri­va­to da con­ven­zionare con il Comune. L’edificio si tro­va in via Don Gnoc­chi, in local­ità Coc­che. «Questo è un asi­lo pri­va­to», ha con­clu­so Bonomet­ti, «che si dis­tingue dal nos­tro prog­et­to politi­co che rimane quel­lo di costru­ire un asi­lo inte­gra­to a fian­co del­la scuo­la mater­na esistente. Questo è un asi­lo in più che real­iz­za il privato».