Alla cerimonia numerose le autorità presenti accolte dal presidente della Fondazione Giordano Bruno Guerri

Inaugurato al Vittoriale un nuovo spazio museale dedicato a “d’Annunzio Segreto”

03/10/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Da saba­to 2 otto­bre 2010, il di Gar­done Riv­iera, la cit­tadel­la volu­ta da Gabriele d’An­nun­zio a memo­ria del­la pro­pria vita d’eccezione e del­la guer­ra vit­to­riosa con i cimeli delle sue imp­rese più audaci, si è arric­chi­ta di un nuo­vo spazio espos­i­ti­vo: il Museo D’Annunzio seg­re­to. Il Museo, col­lo­ca­to sot­to l’Anfiteatro, si avvale di un alles­ti­men­to prog­et­ta­to da Ange­lo Bucarel­li e accoglierà 150 ogget­ti, preziosi e di uso comune, che han­no accom­pa­g­na­to la vita del Vate e delle sue donne, rimasti fino a ora inac­ces­si­bili agli occhi del pub­bli­co. Come affer­ma , pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, “ ha dona­to il Vit­to­ri­ale agli Ital­iani per­ché vol­e­va che venis­sero ricor­date non soltan­to la sua opera let­ter­aria e le sue imp­rese di guer­ra, ma anche la sua vita quo­tid­i­ana, nel­la sua casa. È mia con­vinzione che il Poeta amerebbe che tut­ti i suoi ogget­ti potessero essere ammi­rati dai vis­i­ta­tori, alla stregua degli edi­fi­ci, delle stanze e dei gia­r­di­ni del Vit­to­ri­ale”. Il Museo, real­iz­za­to gra­zie al con­trib­u­to del­la Fon­dazione CAB, con­sen­tirà un incon­tro ravvi­c­i­na­to con d’Annunzio. Ver­rà mes­so in luce il modo in cui il Vate vede­va se stes­so, il rap­por­to che ave­va con il pro­prio cor­po e con ciò che ave­va il “priv­i­le­gio” di toc­car­lo. Si trat­terà quin­di di un incon­tro diret­to, “inti­mo” con il poeta, che pre­scinderà dal­la scenografia dan­nun­ziana e dall’atmosfera in cui il Vate era soli­to accogliere il suo ospite.Per questo alles­ti­men­to, l’architetto Bucarel­li ha scel­to uno stile min­i­mal­ista, per con­sen­tire alla ric­chez­za teatrale di d’Annunzio di dom­inare lo spazio e di non con­trastare il gus­to del­la casa e il vas­to corre­do delle mem­o­ra­bil­ia esposte. Come ide­ale intro­duzione, il vis­i­ta­tore tro­verà all’entrata sei mon­i­tor che trasmet­ter­an­no a ciclo con­tin­uo fil­mati di reper­to­rio su Gabriele D’Annunzio, prove­ni­en­ti dall’Istituto Luce e dalle Teche Rai.Il per­cor­so espos­i­ti­vo pren­derà avvio dagli ogget­ti che riguardano il mon­do fem­minile, come le vestaglie, gli abiti, gli accap­pa­toi, le scarpe, indos­sati dalle donne che han­no fre­quen­ta­to la casa.Tra le par­ti­co­lar­ità di ques­ta sezione seg­na­liamo che tut­ti gli abiti fem­minili esposti non appartenevano alle donne ma era­no di pro­pri­età di d’Annunzio. Infat­ti, le sig­nore che fre­quen­ta­vano il Vit­to­ri­ale era­no obb­li­gate a spogliar­si dei loro capi per  vestir­si con gli abiti che il Vate, da sub­lime este­ta qual era, ave­va scel­to e dis­eg­na­to per loro.Questi intro­dur­ran­no una lun­ga sfi­la­ta di scarpe e sti­vali dan­nun­ziani che si con­clud­erà con una sequen­za di mani­chi­ni di d’Annunzio vesti­ti con abiti e cap­pot­ti. Lo spazio, rivesti­to da gigan­tografie, offrirà anche una serie di vetrine dove saran­no con­ser­vati gli ogget­ti più rari, più preziosi e più curiosi appartenu­ti a d’Annunzio. Tra questi i col­lari dei suoi cani, gli ani­mali più amati. All’ingresso del nuo­vo Museo tro­ver­an­no col­lo­cazione due gran­di scul­ture in bron­zo di Ugo Riva, con­cesse in comoda­to al Vit­to­ri­ale, men­tre una terza stat­ua dell’artista berga­m­as­co è sta­ta data, sem­pre in comoda­to, dal Vit­to­ri­ale al Comune di Gar­done Riv­iera e pos­ta sul­la tor­ret­ta di guardia al Mon­u­men­to ai cadu­ti di fronte all’ingresso del Vit­to­ri­ale stesso.Queste opere arric­chis­cono ancor di più la collezione del­la mostra per­ma­nente “Omag­gio a d’Annunzio”, inau­gu­ra­ta quest’anno, che rac­coglie impor­tan­ti creazioni di maestri con­tem­po­ranei, quali De Chiri­co e Marinet­ti, già di pro­pri­età del­la Fon­dazione, e altre apposi­ta­mente donate da artisti, come il Cav­al­lo di Mim­mo Pal­adi­no, L’Erma Bifronte d’Annunzio-Marinetti di Lui­gi Ontani, la stat­ua in bron­zo del­la March­esa Casati Stam­pa di Pao­lo Schmidlin.“Le opere di arte con­tem­po­ranea — ricor­da anco­ra il Pres­i­dente del Vit­to­ri­ale — oltre a sot­to­lin­eare il legame cul­tur­ale tut­to­ra esistente fra d’Annunzio e gli artisti nos­tri con­tem­po­ranei, tes­ti­mo­ni­ano che il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani non è un mau­soleo, ma – come vol­e­va Gabriele d’Annunzio, una ‘Casa di pietre vive’”.