Lotta agli abusivi

«Ispettorato in ritardo con le nostre bollette»

12/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(a.s.)

Mario Mon­ese, pres­i­dente del­la coop­er­a­ti­va pesca­tori di Gar­da, che di pro­fes­sione oltre al pesca­tore svolge anche attiv­ità di noleg­gia­tore, la vita del por­to la conosce bene: «Gli abu­sivi ci sono sem­pre sta­ti, ma ormai il prob­le­ma è esplo­si­vo. Nel por­to il 50 per cen­to delle barche non è in rego­la e non c’è più coor­di­na­men­to nel con­trol­lo. Dovrem­mo essere noi a denun­cia­re le barche abu­sive, così dopo mag­a­ri ci bru­ciano la nos­tra? È chi con­trol­la che dovrebbe inter­venire e per far­lo bene dovreb­bero essere i Comu­ni ad avere la ges­tione; potreb­bero met­tere un respon­s­abile e man­dare i vig­ili urbani a fare le rimozioni». «Siamo 30 pesca­tori con la bar­ca nel por­to vec­chio», con­tin­ua Mon­ese, «ma se usci­amo a met­tere le reti non siamo sicuri al ritorno di trovare anco­ra il nos­tro pos­to libero. Così abbi­amo pre­so l’abitudine, al rien­tro, di andare a cer­care il tur­ista sedu­to nei bar a man­gia­re il gela­to che ci ha occu­pa­to il pos­to. Quel­lo che dà fas­tidio a tut­ti è che noi paghi­amo rego­lar­mente e l’abusivo non paga niente e ci fre­ga il pos­to. Insom­ma, così ci per­dono tut­ti, anche l’immagine tur­is­ti­ca del paese». «Tra noleg­gia­tori ci diamo una mano», con­tin­ua Mon­ese, «ma di fat­to non ci sono attrac­chi defin­i­ti per noi. Quan­do arrivano i miei col­leghi da altri pae­si, con mag­a­ri 20–30 tur­isti a bor­do, non san­no dove attrac­care, così di soli­to li fac­ciamo venire nei nos­tri posti noleg­gio, in quel momen­to liberi. Questo però non sarebbe rego­lare. In tut­ti i por­ti c’è l’area ris­er­va­ta alla Nav­i­gar­da, per i bat­telli­ni pri­vati invece non esiste niente. Per questo noi pro­poni­amo delle boe o delle aree con posti a rotazione per i tur­isti, così le cose si risolvereb­bero». Inter­viene anche Angi­oli­no Zant­edeschi, meglio noto come “Spi­ansis”, socio fonda­tore dell’associazione «El Matros di Gar­da», che dal 1981 rap­p­re­sen­ta 45 soci di pesca sporti­va, il quale spie­ga: «Da un anno, ma anche due, diver­si soci non han­no rice­vu­to dall’Ispettorato di por­to il bol­let­ti­no di paga­men­to, così finché non ci arri­va non pos­si­amo pagare, ma poi ver­sare due o tre anni assieme non è la stes­sa cosa. Sem­bra davvero stra­no che un ente che deve incas­sare i sol­di non te li chieda».

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