Visita guidata nella struttura che potrebbe rappresentare un rilancio per la cittadina dell’alto Garda. L’allestimento del museo dedicato a Gesù Bambino sarà pronto a novembre

La casa nuova del Divino infante

04/09/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

I lavori per il nuo­vo “Il Divi­no Infante” di Gar­done Riv­iera sono alle ultime bat­tute. E già è sta­ta fis­sa­ta la data dell’inaugurazione per metà novem­bre. La visi­ta al cantiere, in com­pag­nia del­la cre­atrice — la sig­no­ra Hilde­gard Mayr Hin­terkircher — con­sente di apprez­zare una real­iz­zazione che, pur nel­la sua set­to­ri­al­ità, è sta­ta prog­et­ta­ta e attua­ta con intel­li­gen­za. «Ho real­iz­za­to il sog­no del­la mia vita — affer­ma la sig­no­ra Hilde­gard -. Non sono ital­iana per nasci­ta, ma per affet­to e per ani­ma da tan­ti anni, pri­ma che per cit­tad­i­nan­za. Colleziono e restau­ro stat­uette di Gesù Bam­bi­no da trent’anni e ne ho rac­colte 250 di quat­tro sec­oli, dal 1600 al 1900. Sono opere ital­iane, di tutte le regioni, di tutte le mis­ure, prodotte in tutte le materie. Il nuo­vo museo si estende su oltre mille metri qua­drati e su due piani col­le­gati in un uni­co per­cor­so espos­i­ti­vo. Nat­u­ral­mente è a nor­ma di legge ed è dota­to di un per­fet­to impianto di cli­ma­tiz­zazione, indis­pens­abile per la con­ser­vazione di queste del­i­cate opere d’arte. Inoltre è correda­to da un lab­o­ra­to­rio di restau­ro. Sono sta­ti pre­visti anche ambi­en­ti per mostre col­lat­er­ali, con­feren­ze, pic­coli rice­vi­men­ti e cucine per degus­tazioni, in par­ti­co­lare riferite alle tradizioni gas­tro­nomiche natal­izie». La nuo­va strut­tura è sta­ta idea­ta e real­iz­za­ta sec­on­do i cri­teri muse­ali più avan­za­ti: dalle vetrine che ospit­er­an­no le stat­ue, ai col­ori delle pareti, all’illuminazione, ai locali acces­sori. Il per­cor­so sarà arric­chi­to da opere com­ple­men­tari (quadri ed altro) che «vesti­ran­no» ulte­ri­or­mente i gran­di ambi­en­ti. Di effet­to scenografi­co è la ricostruzione di un notev­ole pre­se­pio napo­le­tano con oltre un centi­naio di per­son­ag­gi. L’impegno è sta­to notev­ole e il prog­et­to è d’inserire la nuo­va realtà nel cir­cuito dei musei d’arte sacra e spec­i­fi­cata­mente di quel­li ded­i­cati ai pre­sepi e alle tradizioni natal­izie. Per cui le mostre col­lat­er­ali cos­ti­tuiran­no oppor­tu­nità per col­lega­men­ti con altre regioni, dal Tiro­lo alla Sicil­ia. La ris­er­va iniziale sul­la trasfor­mazione dell’ex alber­go Vil­la Ella in museo «Il Divi­no Infante» e in res­i­den­za, va sci­ol­ta dopo la visi­ta al cantiere e soprat­tut­to dopo la dichiarazione del­la stes­sa sig­no­ra Mayr Hin­terkircher che il pat­ri­mo­nio res­i­den­ziale non sarà pos­to in ven­di­ta ma dato in affit­to per finanziare il museo stes­so. Si può aus­pi­care che al ripen­sa­men­to fac­cia segui­to un ulte­ri­ore pas­so nell’utilizzazione alberghiero-res­i­den­ziale degli appar­ta­men­ti a sup­por­to del­la nuo­va strut­tura con il duplice van­tag­gio: d’incrementare le disponi­bil­ità dei posti-let­to in Gar­done (soprat­tut­to nel­la sta­gione inver­nale) e di finanziare la nuo­va isti­tuzione. L’insolita real­iz­zazione, nata total­mente dall’iniziativa pri­va­ta, fa sper­are che pos­sa cos­ti­tuire un esem­pio per la ripresa tur­is­ti­ca di Gar­done Riv­iera che non gode più del pres­ti­gio del peri­o­do mit­teleu­ropeo (1893–1915) o di quel­lo dan­nun­ziano (1921–1938) e addirit­tura di quel­lo suc­ces­si­vo, quan­do era il cen­tro più pres­ti­gioso dell’intero baci­no garde­sano; e ciò sino all’inizio del decli­no negli anni Ses­san­ta del Nove­cen­to. Lo stes­so Vit­to­ri­ale si è las­ci­a­to sfug­gire le poten­zial­ità a liv­el­lo inter­nazionale. C’è inoltre da chieder­si che fine abbiano fat­to i quadri antichi e mod­erni del­la Collezione Scilt­ian (val­ore di mil­iar­di di vec­chie lire) donati al Vit­to­ri­ale, accettati negli anni Ottan­ta nel­la prospet­ti­va di un trasfer­i­men­to a Vil­la Alba o in altra sede gar­donese, pri­mo nucleo di una pos­si­bile Pina­cote­ca del Gar­da. Si pen­si poi a Vil­la Alba e al suo par­co degrada­to (con l’inutile vas­ca pri­va di acqua da un decen­nio), alla Torre San Mar­co non val­oriz­za­ta come bene muse­ale. E che dire del lun­go­la­go sem­pre meno fre­quen­ta­to? Il val­ore dei beni nat­u­ral­is­ti­ci e cul­tur­ali — che godono una sem­pre mag­giore atten­zione da pare del pub­bli­co — è con­fer­ma­to da alcune recen­tis­sime pic­cole creazioni, come il Gio­ca­parco di Gavar­do, e gran­di, quali il recen­tis­si­mo Gia­rdi­no botan­i­co e Touri­se­um di Mer­a­no, vis­i­ta­to da ben 295 mila per­sone nei pri­mi otto mesi di aper­tu­ra nel 2004. La spet­ta­co­lare real­iz­zazione del­la cit­tà tirolese è sta­ta cre­a­ta su 12 ettari con al cen­tro Cas­tel Trauttman­dos­dorff (fre­quen­ta­to dal­la cele­bre imper­a­trice Sis­si), ed è ric­ca di 450.000 piante di 5.400 vari­età su un per­cor­so di sette chilometri di sen­tieri; un insieme che gli ammin­is­tra­tori gar­done­si — ma non solo — dovreb­bero vis­itare. Inter­es­sante è anche per il prez­zo d’ingresso: 21 euro per una famiglia di quat­tro per­sone, com­pre­so il cos­to del parcheg­gio. L’augurio è che il nuo­vo museo “Il Divi­no Infante”, pos­sa seg­nare il risveg­lio nel­la val­oriz­zazione dei beni cul­tur­ali gar­done­si, indis­pens­abile pre­mes­sa per il rilan­cio eco­nom­i­co fonda­to sul turismo.