La Collezione AAB. Opere scelte (1945–2010)

Di Luca Delpozzo
Giuseppina Ragusini

Ven­erdì 9 dicem­bre alle ore 18,30 pres­so l’ex Cotonifi­cio De Angeli-Frua in via Belli­ni 9, a Roè Vol­ciano sarà inau­gu­ra­ta la mostra La Collezione AAB. Opere scelte (1945–2010), che era già sta­ta allesti­ta come antepri­ma del­la sta­gione 2011/2012 nel­la sede dell’AAB in set­tem­bre. Ven­gono pro­posti lavori di famosi artisti, bres­ciani e non, che han­no avu­to rap­por­ti con l’AAB, o per­ché vi han­no orga­niz­za­to mostre per­son­ali, o per­ché han­no ritenu­to di las­cia­re una loro tes­ti­mo­ni­an­za ad arric­chire il pat­ri­mo­nio sociale. Scopo del­la rasseg­na è non solo ren­dere note alla comu­nità bres­ciana e alle Ammin­is­trazioni locali la ric­chez­za, la vari­età e l’importanza del­la collezione, ma soprat­tut­to ricostru­ire, attra­ver­so un rig­oroso ordi­na­men­to crono­logi­co, il per­cor­so del­la pro­duzione artis­ti­ca nel­la nos­tra provin­cia e il seg­no del­la pre­sen­za di artisti non locali. È così doc­u­men­ta­to il lun­go peri­o­do che va dall’anno di fon­dazione dell’AAB (1945) ad oggi: dal­lo splen­di­do autori­trat­to di Aride Cor­belli­ni (anni Quar­an­ta) alle dram­matiche opere ispi­rate alla strage di piaz­za del­la Log­giaal­la mis­te­riosa Trap­po­la­di Giulio Mot­tinel­li (2010). Tra gli artisti pre­sen­tati fig­u­ra­no inoltre Pierange­lo Arbosti, Gior­gio Bertel­li, Beppe Bonet­ti, Ermete Bot­tici­ni, Aldo Bres­ciani, Luciano Cot­ti­ni, Ken Damy, Clau­dio Fil­ip­pi­ni, Giuseppe Gal­lizioli, Mar­ti­no Gerevi­ni (1933–2010), Giusi Laz­zari, Daniele Lievi (1951–1990), Iros Marpi­cati, Lui­gi Parac­chi­ni, Pao­lo Petrò, Oreste Rodi­ni (1903–1971), Francesco Car­lo Salo­di­ni (1903–1950), Bruno Scaglia (1921–1996), Anto­nio Stag­no­li, Turi Volan­ti. La mostra, aper­ta fino al 23 dicem­bre con orar­i­o­dal lunedì alla domeni­ca dalle 10 alle 18, è l’approdo di un lun­go lavoro, dura­to più di un anno, di ricer­ca, di stu­dio, di cat­a­logazione (è sta­to inven­tari­a­to ben un centi­naio di opere) e di restau­ro, a cui han­no parte­ci­pa­to con com­pe­ten­za e dedi­zione i col­lab­o­ra­tori dell’AAB.