Lo scultore Nereo Costantini, originario di Caselle di Nogara, morì il 5 agosto 1969 a Verona dove in via Cappello c’è la famosa opera

La mitica Giulietta di Shakespeare è sua

05/08/2000 in Curiosità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Giordano Padovani

Il 5 agos­to 1969 mori­va a Verona, all’età di 64 anni, lo scul­tore Nereo Costan­ti­ni. Alla mag­gior parte dei nog­a­re­si questo nome non dice molto. Solo pochi, in paese, san­no qual­cosa di lui. Eppure, la sua ulti­ma opera, conosci­u­ta in tut­to il mon­do, è diven­ta­ta uno dei sim­boli del­la Verona cara ai tur­isti: sti­amo par­lan­do del­la stat­ua bronzea di Giuli­et­ta, nel cor­tile del­la pre­sun­ta casa dell’eroina immor­ta­la­ta da Shake­speare. Nereo Costan­ti­ni, pri­ma di trasferir­si a Verona nel 1938, visse e operò a Caselle di Nog­a­ra, dove nacque il 13 dicem­bre del 1905. La sua famiglia colti­va­va la ter­ra da gen­er­azioni. A 17 anni, vista l’abilità che dimostra­va nel model­lare la cre­ta umi­da strap­pa­ta alla palude che cir­con­da­va anche il suo paese, fu manda­to a Verona, a stu­di­are all’Accademia Cig­naroli a spese del sign­or Milani, il padrone del­la cam­pagna dove i Costan­ti­ni lavo­ra­vano. Qui in bre­vis­si­mo tem­po divenne uno degli allievi più bril­lan­ti dimostran­do di possedere spic­cate doti artis­tiche e sus­ci­tan­do l’ammirazione dei suoi inseg­nan­ti per il modo vig­oroso e allo stes­so tem­po inno­v­a­ti­vo di affrontare l’esecuzione dei ritrat­ti. In quel peri­o­do fondò a Nog­a­ra, con il pit­tore Rolan­do Colom­bi­ni, il Cir­co­lo artis­ti­co nog­a­rese, che viva­ciz­zò, con varie inizia­tive, la cul­tura locale per vari anni. A 33 anni, Costan­ti­ni fu invi­ta­to ad esporre alla Bien­nale di Venezia, una delle più pres­ti­giose rasseg­ne d’arte del mon­do, meta sog­na­ta da pit­tori e scul­tori. Ben presto si impose all’attenzione del­la crit­i­ca parte­ci­pan­do a mostre nazion­ali e vin­cen­do numerosi pre­mi. Il suo stu­dio, fre­quen­ta­to dai prin­ci­pali artisti verone­si, si trova­va sul fian­co del­la chieset­ta di San Pro­co­lo, nei pres­si del­la basil­i­ca di San Zeno. Costan­ti­ni visse tut­ta la vita del suo lavoro di scul­tore, arric­chen­do Verona, l’Italia e molti pae­si stranieri di mon­u­men­ti cel­e­bra­tivi e funer­ari, stat­uette in bron­zo e ritrat­ti. Nel­la cit­tà scalig­era eseguì, tra le tante opere, una “via cru­cis” in bas­so­rilie­vo, per la chiesa di San­ta Maria Anti­ca e un fonte bat­tes­i­male, una stat­ua bronzea raf­fig­u­rante la Madon­na, un cro­ci­fis­so e dei bas­so­rilievi in mar­mo per la chiesa par­roc­chiale di Golo­sine. A Dachau, in Ger­ma­nia, nel tem­pio voti­vo, real­iz­zò un fre­gio il cui sogget­to invi­ta a non dimen­ti­care le atroc­ità che vi furono commesse in quel luo­go nel cor­so dell’ultima guer­ra mon­di­ale. Sue opere fan­no parte di collezioni pri­vate amer­i­cane, svizzere, tedesche e svedesi. Costan­ti­ni las­ciò il seg­no del­la sua arte anche in Africa, dove eseguì, nel 1961, alcu­ni lavori nel cimitero di Addis Abe­ba in Etiopia. A Nog­a­ra, dove anco­ra oggi abi­tano una sorel­la e altri par­en­ti, si pos­sono ammi­rare molte sue opere: due bas­so­rilievi nel tem­pi­et­to di San Roc­co, raf­fig­u­ran­ti il Milite Igno­to del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale e il mis­sion­ario Regi­nal­do Giu­liani; il bus­to di Gae­tano Ter­zo Franceschet­ti, sit­u­a­to in un gia­rdi­no del cro­ce­via; due angi­o­let­ti in ges­so col­lo­cati sull’altare mag­giore del­la chiesa par­roc­chiale di Caselle, oltre a numerosi ritrat­ti, bas­so­rilievi e dec­o­razioni ese­gui­ti per pri­vati cit­ta­di­ni nel cimitero locale. Nereo Costan­ti­ni fu anche insigne medaglista. La sua pro­duzione in ques­ta par­ti­co­lare tec­ni­ca è qua­si intera­mente ded­i­ca­ta alla sto­ria del­la sua cit­tà di adozione. Nell’autunno del 1972 il Comune di Verona ha ospi­ta­to una sua mostra com­mem­o­ra­ti­va pres­so il di Castelvec­chio. Il suo paese invece, lo ha ricorda­to una venti­na di anni fa ded­i­can­dogli una via del cen­tro.

Parole chiave: -