In calendario mostre, scenografie e performance dedicate alla favola di Collodi.

La Notte di fiaba si fa in sette In scena Pinocchio e i fuochi

22/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

A Riva è inizia­ta la set­ti­mana del­la «Notte di fia­ba», incen­tra­ta su Pinoc­chio e sul­lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co di saba­to. La favola di Col­lo­di viene svilup­pa­ta negli angoli più carat­ter­is­ti­ci del­la cit­tad­i­na, con gran­di fig­ure in car­tapes­ta, il filo con­dut­tore dei nar­ra­tori e l’apporto diret­to del pub­bli­co, che in alcu­ni momen­ti diven­ta pro­tag­o­nista. Nel Museo Civi­co è sta­ta inoltre allesti­ta la mostra anto­log­i­ca inter­nazionale d’illustrazione per l’infanzia di Sarmede (Tre­vi­so): un modo per entrare anco­ra più a stret­to con­tat­to col mon­do del­la fan­ta­sia. Da lunedì, burat­ti­nai e attori han­no inizia­to a uti­liz­zare ogni ango­lo disponi­bile per far riv­i­vere le avven­ture del sim­pati­co burat­ti­no di leg­no, ric­che di fate, orchi, mostri mari­ni e ani­mali par­lan­ti. Un cam­pi­onario di fig­ure e di situ­azioni diver­ten­ti, che con­sentono di dare con­sis­ten­za, cor­po e for­ma a immag­i­ni, sog­ni, ricor­di. C’è un naso che si allun­ga, code e orec­chie che spun­tano a sor­pre­sa, ci sono fur­bi, cat­tivi, impos­tori, mon­el­li e papà pazi­en­ti. Domani alle 16, il rac­con­to pren­derà il via da piaz­za Cavour, pre­ce­du­to da uno «spir­i­to gui­da» che lascerà trac­ce del suo pas­sag­gio e pre­sen­terà i per­son­ag­gi prin­ci­pali del­la fia­ba. Il per­cor­so si snoderà attra­ver­so via Mazz­i­ni, piaz­za Garibal­di, piaz­za delle Erbe, piaz­za San Roc­co e la Gal­le­ria , con fughe da gen­dar­mi, guai e incon­tri con la fati­na. Ma il cartel­lone non si esaurisce qui, e tante altre sor­p­rese atten­der­an­no i tur­isti e i vis­i­ta­tori: tra can­ti, sto­rie, bal­li e nar­razioni si arriverà a saba­to, col momen­to clou, ovvero lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co, al quale assistono medi­a­mente almeno quar­an­tami­la per­sone prove­ni­en­ti da molte province. I fuochi si spara­no da ter­ra (da Pun­ta Lido, dove sono piaz­zate le cariche più grosse) e dal lago, a cir­ca 200 metri dal­la riva e su chi­at­te. Ser­vono due giorni agli uomi­ni del­la dit­ta Mattarel­lo di Arquà Pole­sine per cari­care il mate­ri­ale. In pas­sato lo sparo si coman­da­va con chilometri di cavi elet­tri­ci, che pas­sa­vano di postazione in postazione per chi­ud­ere i cir­cuiti. Adesso si uti­liz­zano gli impul­si radio. Il vero nemi­co è il ven­to. Il ris­chio, infat­ti, è che le par­ti infuo­cate cadano sul pub­bli­co a ter­ra, cre­an­do situ­azioni di pan­i­co, o vadano a incen­di­are tet­ti o alberi. Inoltre le raf­fiche cre­ano onde, e impedis­cono di cal­co­lare le trai­et­to­rie. Da qui la neces­sità di un rin­vio di 24 ore. E veni­amo all’ultima gior­na­ta, quel­la di domeni­ca. Alle 11 l’apertura de «L’abbecedario» nel Museo Civi­co (la mostra di illus­trazioni pros­eguirà fino al 4 set­tem­bre), de «Il paese dei baloc­chi» in piaz­za Garibal­di, e de «L’osteria del Gam­bero rosso» in piaz­za Bat­tisti. Alle 15.30 la parten­za da piaz­za Cavour del cor­teo, alle 16 lo show del­la «Non melt­ing ice cream band» in piaz­za Cate­na, alle 18 lo spet­ta­co­lo «I fol­li» in piaz­za 3 Novem­bre, e alle 21.30 l’esibizione dell’Accademia di dan­za e bal­lo. Nel­la tradizione di Riva, la Notte di Fia­ba occu­pa un pos­to impor­tante. Già nell’Ottocento la cit­tà si ves­ti­va a fes­ta per salutare gli ospi­ti e dare l’addio all’es­tate. Gli ingre­di­en­ti: luci, even­ti, musi­ca e giochi. Gli archivi ricor­dano min­uziosa­mente pro­gram­mi, inizia­tive e costi di quelle gior­nate in cui la comu­nità scen­de­va nelle piazze in alle­gria. Nel dopoguer­ra la fia­ba veni­va rac­con­ta­ta dai natan­ti alle­gori­ci che, a mo’ di , sfila­vano sulle acque del gol­fo. I comi­tati che si sono suc­ce­du­ti han­no dato sem­pre una loro impronta. L’attuale grup­po orga­niz­za­tore fa capo all’ex sin­da­co Enzo Bas­set­ti, e ha orga­niz­za­to una edi­zione utile e diver­tente per non­ni, nipoti, figli e gen­i­tori, pren­den­do come scenografo Emilio Cinqui­ni, un arti­giano di Viareg­gio che costru­isce car­ri dal 1983. Uti­liz­zan­do la car­tapes­ta, ha real­iz­za­to alles­ti­men­ti per l’Opera di Pari­gi, il Fes­ti­val Puc­cini­ano, la cer­i­mo­nia d’inaugurazione dei cam­pi­onati del mon­do di cal­cio di Italia ’90. Cinqui­ni col­lab­o­ra poi col pre­mio di sati­ra polit­i­ca di Forte dei Mar­mi. Il «Cor­riere del­la fes­ta» spie­ga che sono sta­ti nec­es­sari 120 giorni di lavoro per 2.245 ore, 2 quin­tali di car­ta, 15 di ges­so, 300 di fer­ro, 100 di col­ori ad acqua, 8 scenografi che han­no lavo­ra­to inin­ter­rot­ta­mente per due mesi tra Riva e Viareg­gio, 200 musicisti, 80 bal­leri­ni, 80 volon­tari, 20 scat­ole di pennarel­li, 200 fogli di car­ta, tan­ta pazien­za, 3 ani­ma­tori per bam­bi­ni, 8 nar­ra­tori, 10 attori, tan­tis­si­mi kilo­watt, 150 chilometri di cavi, 20 marche da bol­lo, 500 let­tere e fran­cobol­li e 1500 litri di bir­ra. Poi l’elenco pros­egue con 5000 di acqua, 2 disc jock­ey, 400 metri qua­drati di pal­co, 10 chilometri di transenne, 2 tir, tan­ti favori, tan­tis­si­mi chio­di e cam­brette, lis­toni di leg­no, 1095 caf­fè e brioches, altret­tan­ti bic­chieri di lat­te mac­chi­a­to, 100 lib­ri let­ti, 23 visioni del film, 15 incu­bi not­turni, 120 gilet e cop­pole da spaz­za­camino, 150 kg di fulig­gine, 45 riu­nioni, 56 ore di prove core­ografia, 15 mila bigli­et­ti del­la lot­te­ria e molto altro anco­ra. Sarà vero o anche i redat­tori del notiziario han­no il naso da Pinoc­chio? In aprile la man­i­fes­tazione era sta­ta pre­sen­ta­ta addirit­tura nell’Automobile Forum di Berli­no, il palaz­zo di tre piani nel quale la Volk­swa­gen (pro­pri­etaria dei marchi Bugat­ti, Rolls Royce, Bent­ley, Seat e Sko­da) non vende auto­mo­bili ma ospi­ta mostre, con­veg­ni, con­feren­ze e mer­ca­ti­ni.

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