Gli assessori Berasi e Muraro a Riva per un sopralluogo sulla gloriosa strada e confermare l'avvio del suo ripristino. Terra battuta al posto dell'asfalto, barriere protettive e arredi floreali

La Ponale rivivrà: il traguardo è settembre

08/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Si chi­amerà «Anti­ca Via del Ponale», costerà (sal­vo impre­visti) 750 mila euro e per set­tem­bre tornerà ad essere per­cor­ri­bile. A san­cire final­mente che la vec­chia stra­da real­iz­za­ta dal ledrense Gia­co­mo Cis oltre 150 anni fa potrà tornare pat­ri­mo­nio di tut­ti, una fol­ta pat­tuglia di politi­ci e tec­ni­ci che ieri pomerig­gio, a pie­di, si è iner­pi­ca­ta fino a Forte Teo­dosio. In aria volteggia­vano fes­tosi anche i gab­biani, men­tre sul lago sot­tostante le barche iscritte ai Match Race orga­niz­za­ti dal­la Fraglia ingag­gia­vano duel­li. Il panora­ma che tut­ti, tur­isti e non, potran­no presto tornare a rivedere alla fine di ques­ta estate.La lun­ga battaglia del Comi­ta­to Gia­co­mo Cis è sta­ta vin­ta. Le diec­im­i­la firme rac­colte a suo tem­po han­no prodot­to l’ef­fet­to desider­a­to dopo quat­tro anni di petizioni, dis­cor­si, sopral­lu­oghi, ser­ate e tem­po “per­so” a far capire a chi “dove­va” capire che un pez­zo così impor­tante del­la nos­tra sto­ria non pote­va e non dove­va morire in quel modo. Il grup­pet­to è sal­i­to sino alla cur­va da dove si dom­i­na la spi­ag­gia del­lo Sper­one, si è sof­fer­ma­to a dare uno sguar­do su quel­l’in­cred­i­bile vista moz­zafi­a­to e poi, mes­sosi al riparo dal­la forteòra che sof­fia sem­pre gen­erosa, ha illus­tra­to ai pre­sen­ti la situ­azione. «In tem­pi rapi­di, dieci giorni cir­ca — ha det­to Iva Berasi — il prog­et­to esec­u­ti­vo potrà dare il via alla fase d’inizio dei lavori veri e pro­pri. Il vec­chio asfal­to sarà rimosso e smalti­to rici­clan­do­lo, sul sen­tiero si pro­ced­erà poi a posare ter­ra idonea e com­pat­ta, ai lati si installer­an­no adeguate bar­riere pro­tet­tive, si poser­an­no piante e fiori in abbel­li­men­to. Al Comi­ta­to Gia­co­mo Cis, infine, con­seg­ner­e­mo (pre­sum­i­amo in set­tem­bre) la vec­chia Ponale divenu­ta sen­tiero, a loro il com­pi­to di “sorveg­liare” lo sta­to di manuten­zione chiara­mente in accor­do con l’am­min­is­trazione comu­nale e la Provin­cia». Parole promesse e man­tenute, anche nei tem­pi già annun­ciati un anno fa quan­do la Provin­cia sol­lecita­ta a più riprese, in un incon­tro chiar­i­fi­ca­tore ave­va espres­sa­mente garan­ti­to che, trova­to il modo giuridi­co di affi­dare la stra­da, pardòn il “sen­tiero”, in affi­da­men­to a terzi, tut­to si sarebbe sbloc­ca­to. Anche l’asses­sore Muraro è sta­to estrema­mente con­ciso: «siamo pas­sati dalle parole ai fat­ti, d’al­tronde ques­ta è un’­opera da val­oriz­zare e cre­do che anche Gia­co­mo Cis oggi pos­sa dirsi sod­dis­fat­to del­la soluzione. Riva­l­uter­e­mo il pas­sag­gio pedonale, dan­do gius­ta col­lo­cazione ad un ambi­ente uni­co invidi­a­to­ci da tut­to il mon­do». A questo propos­i­to ben si col­lo­ca la nota del­l’asses­sore comu­nale Lui­gi Mari­no, il quale ha già avvi­a­to con­tat­ti per la pro­ce­du­ra vol­ta ad ottenere che la Ponale sia clas­si­fi­ca­ta pat­ri­mo­nio mon­di­ale Unesco. Con il vicesin­da­co reggente Pietro Mat­teot­ti a ricor­dare come di quelle diec­im­i­la firme ben 3600 fos­sero state rac­colte da lui, ed il vicesin­da­co di Moli­na Wal­ter Zen­dri a sot­to­lin­eare la sod­dis­fazione di tut­ti i ledren­si, le parole han­no las­ci­a­to il pos­to ai fat­ti.