Nessuna cerimonia commemorativa, ma un bilancio delle cose fatte e da fare. Il nodo delle chiese: «La metà ha già un progetto approvato». Il commissario Buscemi assicura: «La ricostruzione è nella fase conclusiva»

La promessa: a casa entro l’estate

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Di Luca Delpozzo
Massimo Pasinetti

«A due anni dal ter­re­mo­to che il 24 novem­bre 2004 ha col­pi­to Gar­da e Valsab­bia, non è anco­ra tem­po di even­ti commemorativi».È il Com­mis­sario stra­or­di­nario per il ter­re­mo­to Mas­si­mo Busce­mi ad illus­trare il per­ché del­la deci­sione, a due anni esat­ti dal­la scos­sa di quel 24 novem­bre 2004, di non dar spazio ad alcun even­to com­mem­o­ra­ti­vo: «L’abbiamo deciso per­ché non tut­to quel che c’era da fare è sta­to anco­ra com­ple­ta­to: ci sono cir­ca 350 per­sone fuori casa, e la grande fes­ta si farà solo quan­do sarà rien­tra­to nel­la pro­pria abitazione l’ultimo dei terremotati».L’obiettivo che Busce­mi si vuol porre è che questo avven­ga pri­ma dell’arrivo dell’estate: «E la situ­azione attuale ci rende mod­er­ata­mente ottimisti sul fat­to di rius­cir­ci. Cer­to è che, se subito dopo il ter­re­mo­to gli sfol­lati era­no 2.202, oggi, a 24 mesi di dis­tan­za, riman­gono da sis­temare solo 350 per­sone, che in pochi mesi dovreb­bero diminuire drasticamente».Intanto dal­la Regione sono sta­ti ero­gati fon­di per cir­ca 50 mil­ioni di euro e si è entrati nel­la fase con­clu­si­va dell’approvazione dei prog­et­ti, sia pub­bli­ci che privati.Ma la parte più del­i­ca­ta dell’opera di ricostruzione è quel­la che riguar­da gli edi­fi­ci eccle­si­as­ti­ci. «Per le chiese — ha spie­ga­to Busce­mi -, comunque, un ter­zo cir­ca sono in via di ristrut­turazione, men­tre la metà pos­sono con­tare sul prog­et­to approva­to, anche se il via ai lavori anco­ra non è sta­to dato. Qui, nat­u­ral­mente, i lavori non potran­no con­clud­er­si entro giug­no del 2007, ma bisogn­erà gio­co forza andare ben oltre».Massimo Busce­mi vuole comunque fare delle sot­to­lin­ea­ture. «In par­ti­co­lare — spie­ga -, la splen­di­da oper­osità e la grande atten­zione dei sin­daci del­la zona. La Regione, sen­za la Provin­cia e sen­za i sin­daci, ben poco avrebbe potu­to fare. E se toc­casse a me il potere di ridar manda­to a questi sin­daci oggi in car­i­ca, per quel che han­no saputo dimostrare, io lo farei subito, ad occhi chiusi. Un gra­zie va poi sia al pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li che alla vicepres­i­dente del­la Regione, la bres­ciana Viviana Becca­los­si, per la costante e con­tin­ua pre­sen­za evi­den­zi­a­ta in questi due anni».Gli stes­si Cav­al­li e Becca­los­si, pre­sen­ti a Sab­bio Chiese per l’inaugurazione delle scuole ele­men­tari e del­la mater­na, ringraziano il Com­mis­sario stra­or­di­nario. «Vogliamo esprimer­gli grat­i­tu­dine — spie­gano -, per­ché cer­to avrebbe potu­to trattar­ci con cortese fred­dez­za buro­crat­i­ca, ma così non ha fat­to, anzi. Diven­ta­to Com­mis­sario nel 2004 per­ché asses­sore alla , una vol­ta per­so questo asses­so­ra­to avrebbe potu­to defi­lar­si con facil­ità. Invece ha con­fer­ma­to il suo ruo­lo, con la volon­tà di com­pletare il suo lavoro, assun­to 24 mesi, gra­zie anche allo staff effi­ciente che lo segue. Sen­so di respon­s­abil­ità dunque, ma anche il fas­ci­no eserci­ta­to su di lui dal­la comu­nità bres­ciana, che nelle situ­azioni di emer­gen­za sa dare il meglio di sé».Per Cav­al­li, la volon­tà dei bres­ciani di non com­por­tar­si come chi, a decen­ni dal ter­re­mo­to, tiene anco­ra la prat­i­ca aper­ta per rice­vere sol­di, c’è tutta.«La nos­tra grande forza — ha con­clu­so il pres­i­dente comu­ni­tario Ermano Pasi­ni — è sta­to il saper fare squadra. E seder­si attorno ad un tavo­lo per ragionare sul da far­si, con atteggia­men­to con­cre­to, ha por­ta­to pro­prio a questi pos­i­tivi risul­tati».

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