Da quest’anno il concorso di Cavaion Veronese si avvale del riconoscimento del Ministero della Politiche Agricole. I produttori del Bardolino Chiaretto in versione spumante sono passati in pochi anni da 4 a 26. Mezzo milione le bottiglie prodotte, ma l’interesse del pubblico e della critica è in continua crescita.

La terza edizione del Trofeo San Michele dedicato al Chiaretto Spumante va all’azienda agricola Casaretti

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Di Luca Delpozzo

La terza edi­zione del Tro­feo San Michele, il con­cor­so che il Comune di Cavaion Veronese ha volu­to dedi­care al Bar­dolino Spumante, ha vis­to il suc­ces­so dell’azienda agri­co­la Casaret­ti,  pic­co­la realtà pro­dut­ti­va di Cal­masi­no di Bar­dolino, gui­da­ta da due gio­vanis­si­mi pro­dut­tori, Gian­maria e Ste­fano Rossi: il pri­mo si prende cura delle viti, men­tre il sec­on­do è respon­s­abile del­la can­ti­na. Insieme, sulle orme del padre Loren­zo e del non­no Agosti­no, pros­eguono una tradizione di famiglia che ha avu­to inizio nel 1911. Il con­cor­so di Cavaion Veronese, da quest’anno riconosci­u­to uffi­cial­mente dal Min­is­tero delle Politiche Agri­cole, ha una carat­ter­is­ti­ca che lo rende abbas­tan­za sin­go­lare nel panora­ma delle com­pe­tizioni eno­logiche: pre­mia un solo . Al vinci­tore va il dirit­to di con­ser­vare per un anno il tro­feo real­iz­za­to in pietra, leg­no ed oro da due artisti cavaione­si, Adeli­no Rossi e Sebas­tiano Zanet­ti.  Dopo un anno la scul­tura (Cavaion è zona di tradizionale lavo­razione del mar­mo) viene rimes­sa in palio. La pri­ma edi­zione fu vin­ta dall’azienda agri­co­la Costa­doro di Bar­dolino, la scor­sa edi­zione vide il suc­ces­so dell’azienda agri­co­la Enzo Righet­ti di Cavaion Veronese, men­tre ques­ta vol­ta è sta­ta dunque l’azienda agri­co­la Casaret­ti di Cal­masi­no di Bar­dolino a rice­vere il pre­mio dalle mani del sin­da­co di Cavaion, Loren­zo Sar­tori. È sta­to pro­prio Sar­tori a ricor­dare, durante la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione, come la mod­er­na scuo­la spuman­tis­ti­ca del Chiaret­to abbia pre­so le mosse a Cavaion oltre un quar­to di sec­o­lo fa. Era­no una venti­na le etichette di Chiaret­to Spumante in com­pe­tizione: una panoram­i­ca molto ampia del­la pro­duzione del rosato bar­do­linese con le bol­licine, che con­ta com­p­lessi­va­mente un parterre di 26 pro­dut­tori (alcu­ni per­al­tro con pro­duzioni molto lim­i­tate, e comunque infe­ri­ori al lim­ite fis­sato dal rego­la­men­to del Tro­feo San Michele), men­tre era­no appe­na 4 una man­ci­a­ta di anni fa. L’interesse per il Chiaret­to Spumante è in con­tin­ua cresci­ta e sta dan­do al com­par­to del Bar­dolino grosse sod­dis­fazioni anche a liv­el­lo inter­nazionale: basti ricor­dare le medaglie rac­colte al Mon­di­al du Rosé a Cannes o la citazione del Bar­dolino Chiaret­to Spumante tra i più inter­es­san­ti prodot­ti ital­iani del momen­to nel­la cat­e­go­ria “pink fizz” (si potrebbe tradurre come “bol­licine rosa”) da parte del­la riv­ista bri­tan­ni­ca Decanter. “La pro­duzione di Chiaret­to Spumante — spie­ga il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, — è anco­ra abbas­tan­za lim­i­ta­ta sot­to il pro­fi­lo quan­ti­ta­ti­vo: stimi­amo che in totale le bot­tiglie prodotte siano attorno al mez­zo mil­ione. Per­al­tro, l’interesse da parte sia dei con­suma­tori che del­la crit­i­ca è in costante incre­men­to, il che fa del Chiaret­to Spumante un’interessante oppor­tu­nità di diver­si­fi­cazione del­la pro­duzione, in tut­ta coeren­za con la nos­tra vocazione a pro­porre vini fres­chi, frut­tati, facil­mente accom­pa­gnabili sia alla tavola quo­tid­i­ana che ai piat­ti più com­p­lessi”.

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