La Traviata, di Giuseppe Verdi, ultimo allestimento del maestro Franco Zeffirelli, inaugura il 97° Festival areniano di Verona

20/06/2019 in Musica lirica
Di Redazione

Ven­erdì 21 giug­no alle 21 La Travi­a­ta di inau­gu­ra l’ Opera Fes­ti­val 2019:la nuo­va pro­duzione dell’opera più conosci­u­ta e ama­ta al mon­do por­ta la fir­ma del grande Fran­co Zef­firelli per regia e scene, di Mau­r­izio Mil­lenot­ti per i cos­tu­mi e dell’étoile Giuseppe Picone per le core­ografie. L’allestimento kolos­sal è tra i più ambiziosi mai real­iz­za­ti dai lab­o­ra­tori verone­si e coro­na il sog­no del mae­stro fiorenti­no dopo 60 anni di lavoro sul cap­ola­voro ver­diano. Gli artisti, la direzione e tutte le maes­tranze del Fes­ti­val sono uni­ti nell’omaggio a Fran­co Zef­firelli a pochi giorni dal­la scom­parsa. Daniel Oren, Diret­tore Musi­cale del 97° Fes­ti­val, sale sul podio alla gui­da di Orches­tra e Coro dell’Arena e di un cast di stelle inter­nazion­ali per 11 ser­ate, con un even­to spe­ciale il 1 agos­to con Orope­sa, Grigo­lo e Domin­go.

Fran­co Zef­firelli conosce­va La Travi­a­ta da sem­pre e forse meglio di chi­unque. Il suo bat­tes­i­mo con l’opera per antono­ma­sia avvenne nel 1958 a Dal­las nien­te­meno che con Maria Callas nei pan­ni di Vio­let­ta Valéry: ora come allo­ra l’intuizione geniale del Mae­stro fiorenti­no è quel­la di far ruotare sin dall’inizio la dram­matur­gia intorno alla pro­tag­o­nista, una don­na mostra­ta in tut­ta la sua fragilità sul let­to di morte (con la malat­tia ben descrit­ta dal­la musi­ca di Ver­di). Poi Vio­let­ta si rian­i­ma e come per magia tor­na in quel­la fes­ta dove tra luci, col­ori, brin­disi ha incon­tra­to Alfre­do per la pri­ma vol­ta e il pub­bli­co vede tut­ta la sto­ria con gli occhi lei, appas­sio­n­an­dosi, innamoran­dosi, piangen­do con lei fino al catar­ti­co finale, grandioso eppure così umano. Da allo­ra Zef­firelli ha svilup­pa­to la pro­pria idea dell’opera in altre occa­sioni con i più impor­tan­ti inter­preti del Nove­cen­to ma mai a Verona, dove va in sce­na la sua let­tura defin­i­ti­va a coro­n­a­men­to di un prog­et­to lunga­mente pon­der­a­to e desider­a­to sin dal 2008, frut­to di oltre un anno di lavoro con­dot­to coi più fidati col­lab­o­ra­tori ed assis­ten­ti per l’Arena. Il grande mae­stro fiorenti­no, i cui prece­den­ti alles­ti­men­ti fan­no tut­to­ra parte del reper­to­rio are­ni­ano, è già sta­to il “cre­atore di sog­ni” per eccel­len­za in Are­na dal 1995 con Car­men, Il Trova­tore, , Madama But­ter­fly, Turan­dot e Don Gio­van­ni, por­tan­do una dimen­sione spet­ta­co­lare cin­e­matografi­ca nel Teatro così come ha arric­chi­to il Cin­e­ma dell’intensità teatrale attra­ver­so amore ed espe­rien­za lun­ga e glo­riosa nel­la prosa e nell’opera.

Una sce­na ambiziosa svela su più liv­el­li una gran­dis­si­ma “scat­o­la sceni­ca”, cela­ta e mostra­ta al pub­bli­co dai movi­men­ti di un colos­sale sipario, inedi­ta soluzione per gli spazi dell’anfiteatro, che mette alla pro­va le abil­ità dei Tec­ni­ci dell’Arena di Verona. I cos­tu­mi per ques­ta pro­duzione sono di uno stori­co col­lab­o­ra­tore, il pluripremi­a­to Mau­r­izio Mil­lenot­ti, vinci­tore più volte del David di Donatel­lo e can­dida­to all’Oscar per Amle­to e Otel­lo, entrambe immor­tali pel­li­cole zef­firelliane. Le luci sono cre­ate dall’areniano Pao­lo Maz­zon e le core­ografie da Giuseppe Picone, étoile inter­nazionale e diret­tore del Cor­po di Bal­lo del Teatro San Car­lo di Napoli nonché popo­lare volto tele­vi­si­vo, che tor­na in Are­na eccezional­mente anche come pri­mo bal­leri­no per quat­tro recite. Inoltre, per il truc­co del­la nuo­va Travi­a­ta, il team cre­ati­vo si avvale dell’importante col­lab­o­razione di Michele Mag­nani, Glob­al Senior Artist di MAC Cos­met­ics, che ha dis­eg­na­to il make-up dei per­son­ag­gi prin­ci­pali.

Infat­ti a dare vita alla pro­tag­o­nista Vio­let­ta Valéry è un quar­tet­to di gran­di voci e gran­di pre­sen­ze sceniche, asso­lu­ta­mente nec­es­sarie per un pal­co che, meglio di ogni altro, sa esaltare la nuo­va gen­er­azione di inter­preti dell’Opera, così atten­ta alla recitazione e vic­i­na all’immaginario cin­e­matografi­co: il sopra­no polac­co Alek­san­dra Kurzak, finis­si­ma musicista oltre che can­tante richi­estis­si­ma dai migliori teatri del mon­do; l’americana Lisette Orope­sa, vera star dell’ultimo fes­ti­val rossini­ano di Pesaro; la croa­ta Lana Kos, molto lega­ta al pal­co are­ni­ano dove debut­tò nel 2011 con La Travi­a­ta di Hugo de Ana, e la rus­sa Iri­na Lun­gu, più volte applau­di­ta dal pub­bli­co veronese.

Pro­tag­o­nisti de La Travi­a­ta sono inter­preti affer­mati in tut­to il mon­do, tra atte­si debut­ti e ritorni stra­or­di­nari: come Alfre­do fan­no il loro esor­dio all’Arena di Verona Pavel Petrov, quin­di Raf­faele Abete e infine Stephen Costel­lo. Come Ger­mont padre eccezional­mente tor­na per le prime recite Leo Nuc­ci, cui si avvi­cen­dano altre tre gio­vani e autorevolis­sime voci ver­diane: Simone Piaz­zo­la, Amar­tu­vshin Enkhbat e Badral Chu­lu­un­baatar. Inoltre, per la sola recita del 1 agos­to, accan­to a Lisette Orope­sa, cal­cano il pal­cosceni­co are­ni­ano Vit­to­rio Grigo­lo e per la pri­ma vol­ta come Gior­gio Ger­mont Plácido Domin­go, nel­la set­ti­mana in cui fes­teggia i 50 anni dal debut­to in Are­na e in Italia, nonché il pri­mo stori­co incon­tro pro­prio con Fran­co Zef­firelli, avvenu­to alla Scala nel 1969.

Com­pri­mari di lus­so sono impeg­nati in tut­ti i ruoli, come la Flo­ra di Alessan­dra Volpe e Claris­sa Leonar­di, il Gas­tone di Car­lo Bosi e Mar­cel­lo Nardis, il Barone Douphol di Gian­fran­co Mon­tre­sor e Nicolò Ceri­ani, l’Annina di Daniela Maz­zu­ca­to, il fido Giuseppe di Max René Cosot­ti. Com­ple­tano il cast Daniel Giu­lian­i­ni e Dario Giorgelè come March­ese d’Obigny, Romano Dal Zovo e Alessan­dro Spina come Dot­tor Grenvil, Ste­fano Rinal­di Mil­iani nel doppio ruo­lo di Domes­ti­co e Com­mis­sion­ario. Prime bal­ler­ine ospi­ti ad ani­mare le son­tu­ose feste parig­ine sono Petra Con­ti ed Eleana Andreou­di, cir­con­date dal Bal­lo dell’Arena di Verona coor­di­na­to da Gae­tano Pet­rosi­no.

Daniel Oren, Diret­tore Musi­cale del Fes­ti­val 2019, gui­da l’Orchestra dell’Arena di Verona e il Coro istru­ito da Vito Lom­bar­di. Con lui si alter­nano sul podio il mae­stro veronese Andrea Bat­tis­toni per due recite (11 e 19 luglio) e Mar­co Armil­ia­to per la ser­a­ta spe­ciale del 1 agos­to.

2019 Are­na di Verona, La Travi­a­ta, fig­uri­ni di Mau­r­izio Mil­lenot­ti — © di Verona

Il Sin­da­co e Pres­i­dente del­la Fon­dazione Are­na Fed­eri­co Sboa­ri­na dichiara: «La sta­gione che sta per debuttare con La Travi­a­ta pre­sen­ta un ele­va­to liv­el­lo artis­ti­co sia nei cast sia negli alles­ti­men­ti. L’innalzamento del­la qual­ità, che è sta­to il nos­tro pri­mo obi­et­ti­vo, oggi ci è riconosci­u­to da più par­ti e per me è quin­di una grande gioia pre­sentare l’opera inau­gu­rale, che assume anche la gran­dis­si­ma valen­za com­mem­o­ra­ti­va del Mae­stro Zef­firelli. La cresci­ta del Fes­ti­val è tes­ti­mo­ni­a­ta quest’anno anche dalle numerose pre­sen­ze isti­tuzion­ali alla pri­ma, una su tutte quel­la del pres­i­dente Mattarel­la, che con­fer­mano il ritrova­to pres­ti­gio del­la nos­tra Fon­dazione Are­na».

Cecil­ia Gas­dia, Sovrin­ten­dente e Diret­tore Artis­ti­co del­la Fon­dazione Are­na, ricor­da con orgoglio e com­mozione il pri­mo incon­tro con Zef­firelli, avvenu­to pro­prio per La Travi­a­ta in cui debut­tò a Firen­ze nel 1984 con Car­los Kleiber: «Ha cre­du­to in me quan­do ero poco più che una ragazz­i­na, come in tan­ti gio­vani. La magia che ha saputo creare allo­ra si rin­noverà sul nos­tro immen­so pal­cosceni­co, meta lunga­mente sog­na­ta per ques­ta pro­duzione. Fran­co Zef­firelli è un mae­stro indis­cus­so dell’Opera e la sua Travi­a­ta è un cap­ola­voro di teatro musi­cale che abbi­amo real­iz­za­to al meglio: tut­ti gli dob­bi­amo molto, l’abbiamo ama­to molto, come lui ha ama­to Verona. Avrem­mo volu­to fer­mar­ci più a lun­go per pianger­lo ma non ne abbi­amo il tem­po. Per noi era già immor­tale, come la sua arte, ora lo è a tut­ti gli effet­ti: con ques­ta pro­duzione vogliamo omag­gia­r­lo per tut­to ciò che ha dato al mon­do e all’Arena in par­ti­co­lare».

Un acco­ra­to ricor­do per­son­ale e pro­fes­sion­ale è anche quel­lo di Daniel Oren, Diret­tore Musi­cale del Fes­ti­val 2019 e sul podio per La Travi­a­ta: «Fran­co ed io amava­mo lavo­rare insieme, a suo tem­po mi dice­va sem­pre che ero il suo diret­tore “pupil­lo”. Fra di noi c’era una forte ami­cizia, e un feel­ing artis­ti­co par­ti­co­lare: il mio modo di fare musi­ca e la sua maniera di con­cepir­la sul pal­cosceni­co era­no in totale sim­biosi. Ho impara­to da lui tan­ti seg­reti del teatro, in ogni sua azione traspari­va una sen­si­bil­ità fuori dal comune e una cul­tura scon­fi­na­ta. Il Mae­stro las­cia un vuo­to incolma­bile nel mon­do del teatro, e nel mio cuore. Lo ricorderò per sem­pre gra­zie alla musi­ca che ci ha uni­ti fin dal­l’inizio. Sono inoltre pro­fon­da­mente com­mosso di pot­er inau­gu­rare la nos­tra sta­gione Are­ni­ana con la Sua ulti­ma regia di La Travi­a­ta, sarà una ser­a­ta indi­men­ti­ca­bile per me».