Lazise piange la scomparsa di Renato Campagnari pioniere dello sviluppo turistico di Lazise

27/04/2015 in Attualità
Di Sergio Bazerla

I famil­iari lo han­no cer­ca­to per un’o­ra e lo han­no rin­venu­to nel grande gia­rdi­no del­l’ho­tel Al Pescador esanime. E’ accadu­to saba­to , in ser­a­ta. Ma quan­do l’han­no ritrova­to per Rena­to Cam­pag­nari non c’era purtrop­po più nul­la da fare. Un infar­to lo ha ful­mi­na­to a soli 77 anni nel gia­rdi­no del suo hotel che tan­to ha ama­to e per ques­ta crea­tu­ra ha occu­pa­to una intera vita. Las­cia la moglie Ren­za ed i figli Ste­fano e Lore­na. I funer­ali di Rena­to si svol­go­no mart­edì alle 16,00 nel­la par­roc­chiale dei SS Zenone e Mar­ti­no a Lazise.

La scom­parsa di Rena­to ha desta­to moltissi­mo clam­ore e rimpianto a Lazise. Era uno dei mag­giori impren­di­tori tur­is­ti­ci lacisien­si. Era ama­bil­mente sopran­nom­i­na­to “El Con­te” per la sua ele­gan­za, dis­tinzione, ma anche per la sua ama­bil­ità e corte­sia e grande pro­fes­sion­al­ità.

E’ sta­to assieme ai fratel­li Rober­to e Giuseppe, nonché con il cug­i­no Gui­do Pachera, uno dei pri­mi a credere nel tur­is­mo e nel­lo svilup­po di Lazise, fin dal suo pri­mo boom eco­nom­i­co. Pro­prio nei prim­is­si­mi anni ” ses­san­ta” ha con­tribuito alla real­iz­zazione del­l’ho­tel Al Pescador, alla dis­cote­ca Jol­ly, al suc­ces­so del ris­torante, gra­zie anche all’arte culi­nar­ia del­la mam­ma che sape­va real­iz­zare un risot­to con la tin­ca con i fioc­chi.

Mia madre è mor­ta poco temo fa a 102 anni — spie­ga com­mosso ilo fratel­lo Rober­to — e mio padre invece gio­vanis­si­mo las­cian­do mia madre ed i miei fratel­li e sorelle in grande dif­fi­coltà. Ci siamo rim­boc­cati le maniche ed abbi­amo real­iz­za­to due alberghi: Al Pescador gesti­to da Rena­to e famiglia e Da Rober­to gesti­to dal­la maia famiglia. Rena­to era un vul­cano di idee, un impren­di­tore molto atten­to. Cura­va mani­a­cal­mente ogni det­taglio.”

Rena­to è sta­to gio­vanis­si­mo in Amer­i­ca, pre­cisa­mente a San Fran­cis­co. Lo ha por­ta­to la  Mari­na Mil­itare.

Vol­e­va a tut­ti i costi arruo­lar­si in Mari­na — spie­ga incred­u­lo di quan­to accadu­to Fran­co Beladel­li — e a 17 anni si era ammala­to di pol­monite. E’ sta­to a casa mia diver­si mesi per curar­si per­ché noi ave­va­mo locali cal­di aven­do in ges­tione l’al­ber­go Sire­na. Le cure e l’am­bi­ente sano lo han­no rimes­so in ses­to ed ha così potu­to coronare il suo sog­no di essere arruo­la­to in mari­na.”

Ha fat­to la naja pro­prio in Mari­na — dichiara Gio­van­ni Olivet­ti, pres­i­dente dei mari­nai d’I­talia — e c’è sta­to ben 28 mesi. Non poco. Ma per lui è sta­to coronare un sog­no. La Mari­na l’ha appun­to con­dot­to in Amer­i­ca dove la com­pi­va l’ad­de­stra­men­to. Ed ha vis­to un nuo­vo mon­do. Un mon­do che ha cer­ca­to di portare anche a Lazise , nel suo alber­go, uno dei pri­mi e più mod­erni del luo­go. Un grande impren­di­tore che las­cia una bel­la tes­ti­mo­ni­an­za ai figli ed ai gio­vani garde­sani.”

Ser­gio Baz­er­la