Mercoledì apre la mostra della Casa degli Artisti: ancor più completa di quella che era già stata presentata a Tenno

Le copertine di guerra di Beltrame al forte di Nago

29/07/2002 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Nago Torbole

Ritor­nano le car­to­line di guer­ra del­la Casa degli Artisti “Gia­co­mo Vit­tone”, ma ritor­nano dopo un anno com­plete e total­mente riv­is­i­tate e aggior­nate. Infat­ti la collezione delle cop­er­tine di guer­ra ded­i­cate dal­la “Domeni­ca del Cor­riere” alla vicen­da epocale del­la Grande Guer­ra 15–18 viene ora pre­sen­ta­ta nel­la sua com­pletez­za, inter­es­san­do non solo i pri­mi anni di guer­ra, dal 1915 al 1916, ma anche gli ulti­mi rovi­nosi fat­ti bel­li­ci, che van­no dal 1917 alla parte finale, con Vit­to­rio vene­to nel­l’an­no 1918 e la con­clu­sione bellica.Questa vol­ta il diret­tore del­la Casa degli Artisti pre­sen­ta la collezione delle cop­er­tine del­la riv­ista al com­ple­to: si trat­ta come noto delle cop­er­tine dis­eg­nate e dip­inte da Achille Bel­trame, il famoso dis­eg­na­tore per tan­ti anni delle cop­er­tine più belle del­la popo­lare riv­ista che accom­pa­g­na­va il Cor­riere, “La Domeni­ca del Cor­riere”, almeno per mez­zo sec­o­lo, dal 1898 alla scom­parsa, avvenu­ta nel­l’an­no 1945. L’or­ga­niz­zazione del­la mostra delle cop­er­tine di guer­ra è del­la Casa degli Artisti “Gia­co­mo Vit­tone”, che pre­sen­ta le belle tav­ole pres­so il forte aus­tro-ungari­co di Nago dal 31 luglio al 22 agos­to prossi­mi, pros­eguen­do in prat­i­ca un’inizia­ti­va intrapre­sa qualche anno fa con “Il Piave Mor­morò” e pros­e­gui­ta un anno fa con le cop­er­tine del­la “Domeni­ca del Cor­riere” alla sede del­la Casartisti di Canale di Ten­no. Ma ques­ta vol­ta si va in grande stile con la col­lab­o­razione del Comune di Nago-Tor­bole, del­l’APT Gar­da trenti­no e del­la Cas­sa Rurale di Arco. Da parte sua il Comune, per boc­ca del­l’asses­sore Flavio Pom­per­maier, intende pros­eguire nel­la polit­i­ca di val­oriz­zazione del forte aus­tro-ungari­co, medi­ante un’inizia­ti­va sicu­ra­mente robus­ta e in gra­do di atti­rare l’in­ter­esse dovu­to sulle poten­zial­ità del forte aus­tri­a­co, del resto già messe in evi­den­za lo scor­so inver­no gra­zie al con­veg­no-mostra sul­la Grande guer­ra nel­l’Al­to Gar­da orga­niz­za­to a cura del Museo Civi­co di Riva con incon­tri, dibat­ti­ti e pre­sen­tazioni a tema, la Grande guer­ra, appunto.Caratteristica del­la mostra di Nago, è la scelta delle cop­er­tine rel­a­tive alla guer­ra com­bat­tuta soprat­tut­to nel Trenti­no e sui fron­ti lim­itrofi, che van­no dal­la Lom­bar­dia all’Adamel­lo, Altopi­ano di Fol­gar­ia-Lavarone e Val­la­ga­ri­na. In questo modo Fran­co Pivet­ti ha volu­to evi­den­ziare l’in­ter­esse del­la cul­tura locale e trenti­na per l’e­popea del­la Grande guer­ra, che vide coin­volti non solo i sol­dati aus­triaci, unghere­si e ital­iani, ma anche tante famiglie del Bas­so Sar­ca, Mori e Val di Ledro, costrette ad emi­grare in pae­si del­l’Aus­tria o del­l’I­talia per pot­er vivere inco­lu­mi in quei ter­ri­bili anni che seguirono alla procla­mazione del­lo sta­to bel­li­co tra Impero d’Aus­tria e Reg­no d’I­talia, il fatidi­co 24 mag­gio del 1915. L’aper­tu­ra del­la mostra è mer­coledì 31 luglio, l’in­au­gu­razione uffi­ciale è però pre­vista ven­erdì prossi­mo, 2 agos­to, alle ore 18. L’o­rario di aper­tu­ra del­la mostra è tut­ti i giorni, dalle 17 alle 19 e dalle 20 alle 22.

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