I contenuti del progetto che da gennaio porterà sulla pista del «D’Annunzio» la corrispondenza aerea da tutta Italia. Previsti investimenti per dieci milioni, quaranta le assunzioni a tempo pieno

Le poste fanno volare l’aeroporto

03/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi

Un inves­ti­men­to di dieci mil­ioni di euro per le attrez­za­ture e il poten­zi­a­men­to delle infra­strut­ture del­lo sca­lo; una ses­san­ti­na di addet­ti con man­sioni e orari dif­feren­ziati, equiv­alen­ti a 40 assun­zioni a tem­po pieno (1,5 mil­ioni di euro l’anno); una movi­men­tazione gior­naliera di 110mila chilo­gram­mi di pos­ta. Sono i gran­di numeri del prog­et­to «» che da gen­naio trasformerà l’aeroporto «» di Mon­tichiari, per cinque giorni la set­ti­mana, dal lunedì al ven­erdì, nel pun­to nazionale di smis­ta­men­to del­la cor­rispon­den­za aerea. Tredi­ci voli in arri­vo e altret­tan­ti in parten­za. Orario di lavoro: dalle 23 alle due di notte. Decol­li not­turni quin­di, e già i Comu­ni del­la zona alzano la guardia, pre­oc­cu­pati dai rumori causati dall’andirivieni dei veliv­oli. Entro un mese si conoscerà invece il nome del vet­tore a cui saran­no affi­dati i col­lega­men­ti; nel frat­tem­po l’aeroporto bres­ciano sta effet­tuan­do la selezione del per­son­ale. A con­ti fat­ti, gra­zie al servizio postale Mon­tichiari scalerà le clas­si­fiche degli aero­por­ti ital­iani, col­lo­can­dosi nel 2007 al 4° pos­to per movi­men­tazione mer­ci, dietro Malpen­sa, Berg­amo, Roma Fiu­mi­ci­no. Sul ver­sante finanziario i dieci mil­ioni di euro nec­es­sari all’adeguamento delle strut­ture aero­por­tu­ali vedran­no un esbor­so di 5,1 mil­ioni di euro del Cat­ul­lo di Verona e 4,9 di com­pe­ten­za del D’Annunzio, soci­età, lo ricor­diamo, con­trol­la­ta dal­lo stes­so Cat­ul­lo con l’85 per cen­to e il restante 15 sud­di­vi­so tra Provin­cia di Bres­cia e Cam­era di com­mer­cio. Il con­to eco­nom­i­co riv­ela che il «Prog­et­to Poste» porterà al D’Annunzio guida­to da Ugo Gus­sal­li Beretta ricavi per 4,3 mil­ioni di euro e costi pari a 3,4 mil­ioni per un utile pri­ma degli ammor­ta­men­ti e degli oneri finanziari pari 872mila euro e un utile ante-imposte di 650mila euro; il car­go frut­terà ricavi per 3,1 mil­ioni di euro a fronte di costi per 1,4 e un utile ante-imposte di 1,3 mil­ioni di euro. In totale, il D’Annunzio nel solo com­par­to mer­ci ricaverà 7,4 mil­ioni di euro con­tro 4,9 mil­ioni di costi. L’utile ante-imposte sfior­erà i due mil­ioni di euro, con ben­efi­cio per il Cat­ul­lo (azion­ista del D’Annunzio), che godrà di una riduzione delle perdite e un effet­to con­sol­ida­to pari a 816mila euro. Cer­to i con­ti del D’Annunzio chi­ud­er­an­no in rosso anche il 2006, ma sec­on­do le pre­vi­sioni l’anno suc­ces­si­vo, pro­prio gra­zie alle eccel­len­ti per­for­mance del com­par­to mer­ci, dimezzerà le perdite, a cir­ca 2milioni di euro sec­on­do le proiezioni. Det­to dei numeri, gli ammin­is­tra­tori del D’Annunzio rimar­cano la valen­za polit­i­ca e d’immagine dell’operazione: un impor­tante bigli­et­to da visi­ta che ele­va lo sca­lo bres­ciano allo sta­tus di aero­por­to di ril­e­van­za nazionale, favoren­do il com­ple­ta­men­to delle fun­zioni aero­por­tu­ali (Vig­ili del fuo­co, Polar­ia, oper­a­tiv­ità 24ore) deci­sive per atti­rare traf­fi­co anche nel set­tore passeggeri.

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