Servizi sociali, Amministrazione comunale, associazioni del territorio e forze dell’ordine impegnati con assoluta dedizione per dare un “lieto fine” alla vicenda della famiglia marocchina, dopo una lunga ed estenuante “trattativa”

Lonato del Garda: Casa Gratitudine accoglie Faitha e le sue bambine  

18/03/2016 in Attualità
Di Redazione

Si è con­clu­so ieri con una soluzione con­di­visa il caso del­lo sfrat­to di una famiglia marocchi­na, che ha visti impeg­nati con asso­lu­ta dedi­zione i e l’Amministrazione comu­nale di Lona­to del Gar­da per trovare un inter­ven­to real­is­ti­co in rispos­ta alle neces­sità, soprat­tut­to, di tutela dei tre minori coin­volti.

La sig­no­ra Faitha e le sue tre bam­bine, pro­tag­o­niste di un episo­dio di sfrat­to per morosità con sca­den­za 16 mar­zo, da ieri sera sono ospi­ti di Casa Grat­i­tu­dine, gra­zie alla col­lab­o­razione dell’Associazione Grat­i­tu­dine di Desen­zano, che si è resa disponi­bile a ospitare le quat­tro per­sone per un peri­o­do con­corda­to, dopodiché la madre potrà decidere se trasferir­si in Maroc­co, suo Paese d’origine dove la don­na dichiara di avere una famiglia, o in Bel­gio, dove il mar­i­to si è trasfer­i­to in cer­ca di lavoro.

Il nucleo famil­iare pro­tag­o­nista del­la vicen­da era già noto ai Servizi sociali e in cari­co agli uffi­ci sin dal 2009, sup­por­t­a­to sia a liv­el­lo prog­et­tuale che eco­nom­i­co. Il padre da mesi è all’estero e la mam­ma, con prob­le­mi di salute, è rimas­ta sola (anche se con una rete parentale) con tre bam­bine di 2, 3 e 6 anni da accud­ire.

Il Comune di Lona­to, sot­to­lin­ea l’assessore ai Servizi sociali Michela Mag­a­g­not­ti, non ha mai las­ci­a­to sola ques­ta famiglia, né in pas­sato né ora. Ogni azione intrapre­sa per aiutare il nucleo marocchi­no è dimostra­ta e dimostra­bile con atti uffi­ciali, deposi­tati. Purtrop­po, in più occa­sioni, ci siamo resi con­to che adul­ti non col­lab­o­ran­ti non agis­cono per il bene dei loro figli e la trat­ta­ti­va si è riv­e­la­ta molto fati­cosa».

Nonos­tante tut­ti gli inter­ven­ti e gli aiu­ti, ai quali han­no con­tribuito fat­ti­va­mente anche le asso­ci­azioni di volon­tari­a­to di Lona­to e Desen­zano, la situ­azione non si è mai evo­lu­ta in sen­so pos­i­ti­vo, arrivan­do per­ciò all’ultimo peri­o­do, tra gen­naio e feb­braio 2016, con con­tin­ue pro­poste non accettate da Faitha. Per l’ufficio comu­nale, cer­care di trovare una soluzione è sta­to un esten­u­ante lavoro di con­trat­tazione con una per­sona che non ha dimostra­to coeren­za nelle richi­este di sosteg­no, mod­i­f­i­can­do giorno dopo giorno gli accor­di pre­si e pre­sen­tan­do ogni vol­ta nuove e diverse richi­este.

«Appog­gio pien­amente il lavoro svolto dalle assis­ten­ti sociali – com­men­ta l’assessore ai Servizi sociali Michela Mag­a­g­not­ti – che si sono prodi­gate per ore nel cer­care di trovare una soluzione per tenere uni­ta la mam­ma e le sue bam­bine. La situ­azione non era di cer­to facile e si è purtrop­po arrivati a ridos­so del­lo sfrat­to, non per volon­tà dell’amministrazione né dell’ufficio, ma per­ché la famiglia, se pur sen­ti­ta più volte in questi ulti­mi mesi, non ha mai accolto le pro­poste avan­zate dal Comune».

L’Ufficio Servizi sociali, rimar­ca l’assessore, «gior­nal­mente deve far fronte a situ­azioni di emer­gen­za più o meno gravi e il nos­tro impeg­no è costante per dare risposte con­crete e trovare soluzioni appro­pri­ate, con­sideran­do anche la situ­azione eco­nom­i­ca attuale».

Il sin­da­co di Lona­to del Gar­da, dot­tor , in mer­i­to alla vicen­da aggiunge: «La nos­tra Ammin­is­trazione sostiene e ringrazia l’Ufficio Servizi sociali per l’impegno pro­fu­so nel gestire il caso e tute­lare i minori coin­volti, nos­tri concit­ta­di­ni ital­iani. Alla fine la soluzione è arriva­ta: l’accordo è sta­to rag­giun­to ieri in tar­da mat­ti­na­ta. Dato che una delle figlie del­la sig­no­ra fre­quen­ta la pri­ma ele­mentare, si è con­venu­to di garan­tire allog­gio e man­ten­i­men­to del nucleo fino al ter­mine dell’anno sco­las­ti­co; per ora la sis­temazione è pres­so Casa Grat­i­tu­dine, immo­bile di pro­pri­età comu­nale sit­u­a­to a Sede­na, già con­fis­ca­to alla crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta e ora sede di una casa di accoglien­za per mamme e donne vit­time di vio­len­za o in dif­fi­coltà socio-eco­nomiche, gesti­to dall’Associazione Grat­i­tu­dine».

Fini­ta la scuo­la, a giug­no Faitha potrà decidere, comu­ni­can­do­lo con un mese di anticipo e per avere even­tuale aiu­to nec­es­sario ai Servizi sociali, se tornare con le figlie in Maroc­co o rag­giun­gere il mar­i­to in Bel­gio. La sis­temazione del­la don­na e delle tre bimbe a Casa Grat­i­tu­dine è sta­ta com­ple­ta­ta ieri sera alle 19. Il “lieto fine” alla vicen­da è arriva­to gra­zie all’impegno con­giun­to di Comune e asso­ci­azioni, e l’amministrazione comu­nale ringrazia per la fat­ti­va col­lab­o­razione la pres­i­dente Adileia Antunes e le volon­tarie di Casa Grat­i­tu­dine e il luo­gote­nente dei di Lona­to Giuseppe Tai­et­ti nonché tutte le forze dell’ordine atti­va­mente coin­volte.