L’Ospedale di Gavardo precisa.…

28/03/2020 in Attualità
Di Redazione

In rifer­i­men­to agli arti­coli appar­si sug­li organi di stam­pa in mer­i­to alla situ­azione dell’ospedale di Gavar­do lega­ta all’emergenza COVID19 si pre­cisa quan­to segue.

L’ospedale di Gavar­do, come tutte le strut­ture che accol­go­no pazi­en­ti affet­ti da COVID19, sta facen­do fronte ad un impor­tante incre­men­to delle richi­este di inter­ven­to.

La strut­tura dispone attual­mente di 128 posti let­to ded­i­cati a pazi­en­ti COVID19 di cui 6 di ter­apia inten­si­va e 8 nell’area OBI del Pron­to Soc­cor­so dove sono pre­sen­ti altre 17 barelle che garan­tis­cono sup­por­to res­pi­ra­to­rio con ossigeno.

L’ospedale assi­cu­ra a tut­ti i malati assis­ten­za adegua­ta e un’accoglienza rispet­tosa del­la dig­nità delle per­sone; l’accettazione ed il ricovero avven­gono in aree asso­lu­ta­mente deco­rose.

L’ospedale, che non pre­sen­ta caren­za di spazi, è sta­to rior­ga­niz­za­to in vari step trasfor­man­do i repar­ti di degen­za in repar­ti ded­i­cati ai pazi­en­ti covid.

È sta­to cre­ato un uni­co repar­to Polispe­cial­is­ti­co a media inten­sità di cura, dove ven­gono ricov­er­ate le per­sone non affette da COVID19 alle quali i pro­fes­sion­isti del­la varie spe­cial­ità – chirur­go, orto­pe­di­co, gine­col­o­go – garan­tis­cono assis­ten­za in base alla patolo­gia.

Per garan­tire la sicurez­za dei pazi­en­ti e degli oper­a­tori, sono sta­ti creati per­cor­si ded­i­cati ai pazi­en­ti pos­i­tivi sep­a­rati dai per­cor­si per i pazi­en­ti neg­a­tivi.

All’esterno del Pron­to Soc­cor­so è sta­ta instal­la­ta una ten­sostrut­tura che funge da fil­tro: qui i pazi­en­ti con sin­toma­tolo­gia sospet­ta covid ven­gono avviati ad un per­cor­so speci­fi­co sep­a­ra­to dal per­cor­so di col­oro che si pre­sen­tano per altre patolo­gie.

Inoltre sono sta­ti creati, in Pron­to Soc­cor­so, posti tem­po­ranei dove i pazi­en­ti ven­gono col­lo­cati in atte­sa di val­u­tazione che si rende nec­es­saria per pot­er stu­di­are ogni sin­go­lo caso ed evitare inutili ricov­eri.

Per pot­er garan­tire la miglior cura pos­si­bile a tut­ti i pazi­en­ti, la capac­ità ricetti­va del Pron­to Soc­cor­so è sta­ta ampli­a­ta con la creazione di tre aree a diver­sa inten­sità di cura, mod­u­la­ta in base alla grav­ità del­la malat­tia, dove oper­a­no H24 medici e infer­mieri con preparazione speci­fi­ca.

I pazi­en­ti ven­gono curati, sia in Pron­to Soc­cor­so che nei repar­ti di degen­za, in base alla gravi­ta del­la patolo­gia a sec­on­da che neces­siti­no o meno di assis­ten­za res­pi­ra­to­ria o di ricovero in ter­apia inten­si­va.

Gli oper­a­tori dispon­gono di dis­pos­i­tivi di pro­tezione indi­vid­uale adeguati, cer­ti­fi­cati sec­on­do la nor­ma­ti­va vigente e rispet­tosi delle dis­po­sizioni dell’OMS: mascher­ine chirur­giche per le aree no-covid, mascher­ine FFP2 per gli oper­a­tori delle aree covid dove sono disponi­bili anche calzari, cuffie, occhiali/visiere, guan­ti, cam­i­ci, sovra cam­i­ci e tute idrore­pel­len­ti.

A fronte di un aumen­ta­to cari­co di prestazioni si assiste ad una crit­ic­ità lega­ta alla indisponi­bil­ità degli oper­a­tori che, per i turni esten­u­an­ti, è in dif­fi­coltà e sem­pre più si ammala.

Nonos­tante l’importante afflus­so di pazi­en­ti, gli oper­a­tori stan­no rispon­den­do con grande sen­so di respon­s­abil­ità, dimostran­do un’en­co­mi­a­bile dedi­zione ver­so il pro­prio lavoro.