Il racconto dell’incontro con l’animale
Gianluigi Castellani: «Già una volta catturai un condor fuggito ma questa volta …». Il veterinario era lì per narcotizzare l’animale «ma era impossibile di notte e al buio». Il primo a vederlo – anzi: a vederlo, in tutta la possanza dei suoi 25 quintali – è stato il cane di casa. Ha abbaiato a più non posso, fino a svegliare Bianca, 72 anni, che se ne stava a letto in camera sua: d’altronde, l’una di notte era passata da un po’. La Bianca mette la faccia fuori per capire cos’abbia convinto il cane a ululare a quel modo, e vede «una bestia che mai». Allora», racconta, «chiamo mio figlio, che mi sta di sopra, e gli dico “guarda che c’è un rinoceronte in giardino»
Chiamate e sospetti
Ce n’è abbastanza per mettersi in moto. L’uomo, Claudio Castellani, chiama al telefono l’altro fratello, che abita in una casetta poco più in giù: «Svegliati», gli raccomanda, «che qua c’è una bestia, probabilmente un ippopotamo». Poco dopo, mentre Claudio va in macchina a prendere il fratello Gianluigi, la moglie chiama i carabinieri. Ma non appena comincia a dire che nel suo giardino c’è un ippopotamo, i militari si mettono a sondare la sua credibilità: «Signora», le chiedono, «quanti anni ha? Che giorno è oggi? È sicura di quello che sta dicendo?»
La conferma e l’intervento pubblico
La donna non si scompone, e spiega che la casa da cui sta chiamando è poco distante dal Parco Natura Viva. I conti, allora, cominciano a tornare: l’animale può essere fuggito, e la cosa merita, eccome, l’intervento della forza pubblica. L’ultima notte di Lolita, ippopotama di sei anni nata e cresciuta nel parco di Cesare Avesani, comincia così.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







