Il direttore del Parco natura viva: «Caricava i carabinieri, ho detto di sparare». «È stato abbattuto», spiegano allo zoo «prima che piombasse in autostrada».

L’ultima notte di Lolita.

04/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Federica Sgaggio

Gian­lui­gi Castel­lani: «Già una vol­ta cat­turai un con­dor fug­gi­to ma ques­ta vol­ta …». Il vet­eri­nario era lì per nar­co­tiz­zare l’animale «ma era impos­si­bile di notte e al buio». Il pri­mo a ved­er­lo — anzi: a ved­er la , in tut­ta la pos­san­za dei suoi 25 quin­tali — è sta­to il cane di casa. Ha abba­ia­to a più non pos­so, fino a sveg­liare Bian­ca, 72 anni, che se ne sta­va a let­to in cam­era sua: d’altronde, l’una di notte era pas­sa­ta da un po’. La Bian­ca mette la fac­cia fuori per capire cos’abbia con­vin­to il cane a ulu­lare a quel modo, e vede «una bes­tia che mai. Allo­ra», rac­con­ta, «chi­amo mio figlio, che mi sta di sopra, e gli dico “guar­da che c’è un rinoceronte in gia­rdi­no”». Ce n’è abbas­tan­za per met­ter­si in moto. L’uomo, Clau­dio Castel­lani, chia­ma al tele­fono l’altro fratel­lo, che abi­ta in una caset­ta poco più in giù: «Sveg­liati», gli rac­co­man­da, «che qua c’è una bes­tia, prob­a­bil­mente un ippopota­mo». Poco dopo, men­tre Clau­dio va in macchi­na a pren­dere il fratel­lo Gian­lui­gi, la moglie chia­ma i . Ma non appe­na com­in­cia a dire che nel suo gia­rdi­no c’è un ippopota­mo, i mil­i­tari si met­tono a son­dare la sua cred­i­bil­ità: «Sig­no­ra», le chiedono, «quan­ti anni ha? Che giorno è oggi? È sicu­ra di quel­lo che sta dicen­do?» La don­na non si scom­pone, e spie­ga che la casa da cui sta chia­man­do è poco dis­tante dal . I con­ti, allo­ra, com­in­ciano a tornare: l’animale può essere fug­gi­to, e la cosa meri­ta, eccome, l’intervento del­la forza pub­bli­ca. L’ultima notte di Loli­ta, ippopota­ma di sei anni nata e cresci­u­ta nel par­co di Cesare Avesani, com­in­cia così.

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