La proposta della giunta è stata votata all’unanimità dal Consiglio comunale. Sirmione accetta il «time-out» Sospesa la decisione di uscire dalla Comunità del Garda, incontri in agenda

Maretta sulle ex scuole

04/08/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La può tirare un sospiro di sol­lie­vo. Per il momen­to. Su pro­pos­ta del­la giun­ta di Sirmione, vota­ta all’u­na­nim­ità in aula con­sil­iare, la minac­cia­ta usci­ta dal­l’ente comu­ni­tario res­ta per ora sospe­sa. La giun­ta Fer­rari non vol­e­va com­met­tere uno sgar­bo ver­so chi le ave­va chiesto il giorno pri­ma del con­siglio comu­nale di soprassedere, almeno fino a quan­do non si sarà tenu­ta l’assemblea stra­or­di­nar­ia di set­tem­bre ed il forum di fine anno per deciderne le sor­ti. Dunque, per ora Sirmione res­ta anco­ra nel­la Comu­nità del Gar­da sal­vo il caso, ha det­to l’asses­sore Gior­dano Sig­nori, «di ripro­porne l’us­ci­ta qualo­ra non dovessere emerg­ere nul­la di con­cre­to e di sod­dis­facente per il Comune». Del resto, ha com­men­ta­to anco­ra Sig­nori, «lo stes­so pres­i­dente del­l’ente Giuseppe Mongiel­lo con­cor­da con queste osser­vazioni quan­do con­di­vide l’e­si­gen­za di un rad­i­cale cam­bi­a­men­to del ruo­lo e delle fun­zioni comu­ni­tarie». Una tregua quin­di, non cer­to una retro­mar­cia. A provo­care la deci­sione di Sirmione di uscire dal­la Comu­nità del Gar­da è sta­to il con­comi­tante ingres­so del­la cit­tad­i­na nel neona­to Con­sorzio del­la Riv­iera del Gar­da e delle Colline Moreniche che aggre­ga i mag­giori Comu­ni del bas­so lago e del­l’en­troter­ra. In aggiun­ta all’e­si­gen­za di risparmi­are 28 mila euro di iscrizione alla Comu­nità. Intan­to, il dibat­ti­to politi­co nel­la peniso­la scalig­era con­tin­ua ad essere tor­ri­do. Il grup­po minori­tario di Donatel­la Gar­laschi ave­va chiesto di isti­tuire una com­mis­sione di indagine sul­la ven­di­ta delle ex scuole ele­men­tari. La pro­pos­ta è sta­ta boc­cia­ta a larga mag­gio­ran­za. Mas­si­mo Wilde, Lega Nord, ha crit­i­ca­to ques­ta pro­pos­ta per­ché «sia la Mag­i­s­tratu­ra che la Procu­ra del­la Corte dei Con­ti stan­no inda­gan­do sul caso dopo aver acquisi­to tut­ta la doc­u­men­tazione», ricor­dan­do inoltre che «pro­prio il con­sigliere del­la lista Per Sirmione, Mario Vis­con­ti, quan­do era asses­sore comu­nale, ave­va favorito la transazione per l’alien­azione delle scuole». Da ricor­dare anco­ra che l’asses­sore all’ur­ban­is­ti­ca Pier Lui­gi Bianchi ha cita­to in giudizio (con richi­es­ta di maxi ris­arci­men­to) alcu­ni espo­nen­ti del­la lista del­la Gar­laschi che, in cam­pagna elet­torale, avreb­bero usato «ter­mi­ni ritenu­ti diffam­a­tori sul­la vicen­da-scuole». Men­tre Sig­nori, inter­ve­nen­do nel dibat­ti­to, ha sot­to­lin­eato che «quel­lo delle ex scuole è sicu­ra­mente l’ar­go­men­to più inda­ga­to dal­la polit­i­ca locale, nell’85 l’al­lo­ra sin­da­co Far­i­oli isti­tuì una com­mis­sione d’indagine che si con­cluse con un nul­la di fat­to. I han­no acquisi­to alcu­ni atti, aspet­ti­amo con seren­ità». Ma lo scon­tro più acce­so si è reg­is­tra­to nel momen­to in cui è pas­sato ai voti l’af­fi­da­men­to di alcu­ni servizi pub­bli­ci (manuten­zione edilizia ordi­nar­ia degli immo­bili comu­nali, illu­mi­nazione e rete stradale pub­bli­ca) alla soci­età Sirmione Servizi, di cui il Comune detiene il pac­chet­to di mag­gio­ran­za. Sia Donatel­la Gar­laschi che Gabriele Busti han­no protes­ta­to a lun­go, pri­ma di uscire dal­l’aula con gli altri due con­siglieri, per il meto­do usato (il rego­la­men­to anziché gare d’ap­pal­to). Sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da anche il leghista Wilde.