E' il terzo riconoscimento ottenuto dall'enologo gardesano, di Moniga del Garda

Mattia Vezzola “Miglior enologo 2014”

30/05/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

E’ Mat­tia Vez­zo­la, enol­o­go garde­sano di fama inter­nazionale, il miglior enol­o­go ital­iano. E’  sta­to nom­i­na­to e pre­mi­a­to  a Roma come miglior enol­o­go ital­iano dell’anno, in occa­sione del­la sedices­i­ma edi­zione degli Oscar del Vino 2014, orga­niz­zata da Fran­co M. Ric­ci di Biben­da e dal­la Fon­dazione Ital­iana Som­me­lier. Assieme a Vez­zo­la han­no rice­vu­to l’ambito riconosci­men­to altri 20 vigneron che si sono dis­tin­ti come pro­dut­tori dei migliori vini di qual­ità. La pre­mi­azione è avvenu­ta duran­te una pres­ti­giosa ser­ata ospi­tata nel­la splen­di­da cor­nice del Salone delle fes­te dell’hotel Cav­a­lieri a Roma.

Vez­zo­la è tito­lare di Costari­pa, la nota azien­da vitivini­co­la di Moni­ga del Gar­da (Bres­cia) lead­er dei vini Rosé. La pre­mi­azione romana con­fer­ma il suc­ces­so che i vini rosé del­la Valte­n­e­si stan­no riscuo­ten­do in tut­ti il mon­do, con­qui­s­tan­do il gus­to dei con­suma­tori in Ital­ia e all’estero. Pro­prio la set­ti­mana prossi­ma, dal 6 all’8 giug­no, si ter­rà  a Moni­ga del Gar­da, in casa Mol­men­ti, l’appuntamento “Ital­ia in Rosa” ded­i­cata ai Chiaret­ti e Rosé garde­sani, nazion­ali ed inter­nazion­ali.

In Valte­n­e­si ogni anno ven­gono prodot­te un mil­ione e tre­cen­tomi­la bot­tiglie, con un export del 35 per cen­to. In Ital­ia la pro­duzione annua di Rosé è di cir­ca 20 mil­ioni di bot­tiglie e oltre un quar­to del­la pro­duzione nazionale arriva sui mer­cati ingle­si, amer­i­cani, rus­si, tedeschi e giap­pone­si. A tes­ti­mo­ni­an­za di come questi del­i­cati vini siano apprez­za­ti anche a liv­el­lo inter­nazionale.

Ringrazian­do gli orga­niz­za­tori per l’importante riconosci­men­to, Mat­tia Vez­zo­la ha dichiara­to: «Lo san­no anco­ra in pochi, ma la riv­iera bres­ciana del Gar­da è la ter­ra dei grandi rosé. Un’oasi mediter­ranea dove la pro­duzione di vini rosa è una tradizione rad­i­cata da sem­pre e cod­i­fi­cata oltre un sec­olo fa, pro­prio a Moni­ga del Gar­da, dal sen­a­tore veneziano Pom­peo Mol­men­ti con l’invenzione del Chiaret­to. Quan­do si par­la di rosati ital­iani di grande tradizione, il Gar­da è in pri­mo piano insieme al Salen­to».

Quat­tro le tipolo­gie : un Brut Rosé che Vez­zo­la, da spe­cial­is­ta delle bol­licine, pro­duce sul Gar­da fin dal lon­tano 1973; due Chiaret­ti Gar­da Clas­si­co, ovvero il Rosama­ra 2010 ed il robus­to Mol­men­ti 2008 (l’unico Chiaret­to affi­na­to al 100% in leg­no e pro­pos­to dopo tre anni di invec­chi­a­men­to) ed un vino da dessert rosa da soli 9,5 gradi bat­tez­za­to Pal­mar­genti­na.

Una pro­duzione che con­ta oltre 170 mila bot­tiglie sul totale di cir­ca 400 mila pezzi prodot­ti annual­mente, e che Vez­zo­la vuol fare diventare il bigli­et­to da vis­i­ta non solo del­la sua azien­da, ma anche di un ter­ri­to­rio, di un trend e di uno stile che sem­bra des­ti­na­to a dom­inare i con­sumi enoici del 2011.

«Mi auguro davvero che nel futuro dell’Italia ci sia più rosé – ha con­clu­so Vez­zo­la – e che alla fine tri­on­fi la piacev­olez­za di un vino trop­po spes­so erronea­mente con­sid­er­a­to come una sec­on­da scelta».

Enol­o­go dell’anno 2004 e 2008 e aut­en­ti­co “guru” delle bol­licine di Fran­ci­a­cor­ta, nonché grande appas­sion­a­to di vini “rosa”, Mat­tia Vez­zo­la è ideatore e pro­dut­tore del vino meta­bol­i­co che coni­u­ga un’alta qual­ità vitivini­co­la a prin­cipi nutri­tivi per pre­venire malat­tie meta­boliche come dia­bete mel­li­to, iperten­sione arte­riosa e obe­sità. Questo vino, pre­sen­ta­to alla stam­pa un anno fa, e già in prece­den­za con la pre­sen­za del cele­bre, scom­par­so, car­di­ol­o­go Cris­tian Barnard, si basa sulle linee guida del­la “Cuci­na Lin­eare Meta­bol­i­ca “del­lo chef Luca Bar­bi­eri e del pro­fes­sore Clau­dio Mac­ca , noto nutrizion­ista degli Spedali Civili di Bres­cia.

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