C’è maretta tra Amministrazione e alunni dell’istituto comprensivo. Sciopero del pasto contro le tariffe troppo onerose e le agevolazioni sospese

Mensa, i genitori sul piede di guerra

Di Luca Delpozzo
Diego Albano

Il con­tenzioso tra i rap­p­re­sen­tan­ti dei gen­i­tori del­l’is­ti­tu­to com­pren­si­vo 1 (che annovera la scuo­la ele­mentare Cesare Bat­tisti, le scuole mater­ne “Rodari”, “Grole” , “Belvedere”, la scuo­la media “Padre Costan­zo Beschi”) e l’am­min­is­trazione comu­nale iniz­iò a Gen­naio, quan­do il comune mod­i­ficò le tar­iffe per la men­sa sco­las­ti­ca degli asili nido e delle scuole ele­men­tari. A fronte di un aumen­to del 12,13% (che com­portò un innalza­men­to del­la tar­if­fa mas­si­ma a 5 euro a pas­to), del­l’ab­bas­sa­men­to del­la fas­cia Isee esente a 4091 euro e del­l’ab­o­lizione del­lo scon­to in prece­den­za ris­er­va­to al sec­on­do figlio, i rap­p­re­sen­tan­ti dei gen­i­tori pre­sen­tarono al sin­da­co e agli asses­sori una petizione accom­pa­g­na­ta da 610 firme. Come rispos­ta, l’am­min­is­trazione ripristinò lo scon­to ris­er­va­to al sec­on­do figlio, ma las­ciò intat­te le restanti quote, negan­do ai rap­p­re­sen­tan­ti l’in­nalza­men­to del­la fas­cia esente a 5134 euro, in base cioè ad un «adegua­men­to auto­mati­co all’in­flazione». Oper­azione inutile sec­on­do l’asses­sore all’istruzione Erminia Bon­giorno Che­li, per­ché «in base alle cer­ti­fi­cazioni isee le riduzioni ven­gono auto­mati­ca­mente appli­cate alle fasce più deboli». Riguar­do allo scon­to del 10% sulle famiglie numerose, l’asses­sore pre­cisa che «gra­zie ad una entra­ta impre­vista per il comune abbi­amo deciso di ripristi­narlo per andare incon­tro alle richi­este dei gen­i­tori in ques­ta dif­fi­cile con­giun­tu­ra. Si trat­terà ora di rivedere le fasce con il bilan­cio del­l’an­no prossi­mo, non poten­do essere mod­ifi­cate durante l’an­no sco­las­ti­co». Nel frat­tem­po è scat­ta­ta la protes­ta. Giovedì scor­so è sta­to orga­niz­za­to uno “sciopero men­sa”, al quale han­no ader­i­to cir­ca il 70% dei gen­i­tori. I bam­bi­ni non han­no così man­gia­to in men­sa, e alcu­ni (cir­ca 200) han­no con­suma­to il pran­zo al par­co “Pas­tore”. Sod­dis­fat­ti i rap­p­re­sen­tan­ti del com­pren­si­vo 1: «C’è sta­ta una grande parte­ci­pazione. Questo è un seg­nale impor­tante diret­to all’am­min­is­trazione, alla quale chiedi­amo di rivedere le pro­prie posizioni. La men­sa non è un servizio sec­on­dario, soprat­tut­to nelle scuole mater­ne, dove, data la pre­sen­za del­l’in­seg­nante, rap­p­re­sen­ta comunque un momen­to didattico».