Situazione dell’aeroporto D’Annunzio di Montichiari
Tutti a terra da domenica i passeggeri per Roma. Come volevasi dimostrare, a Verona interessano unicamente i voli del Catullo e non certo il lancio di Montichiari.
E’ categorico il segretario regionale della Cisl trasporti, Dario Ballotta, che invita i bresciani a ribellarsi perché, per la realizzazione dell’aeroporto D’Annunzio di Montichiari, Camera di commercio e Provincia hanno tirato fuori 30 miliardi, che sono della comunità, con lo scopo di fornire un servizio, di dare lavoro, di assicurare sviluppo.
E ora che fine faranno quei soldi, oltre a non essere per niente redditizi? Unica soluzione per il sindacalista è il ritiro della concessione temporanea di gestione del D’Annunzio al Catullo da parte del ministero, con relativa gara.
«Alla quale concorreranno in molti perché la pista e il luogo sono molto interessanti». Ma nel paese della Bassa, anche se è primavera, è nebbia assoluta.
Tra scambi di accuse, voci che circolano e vengono smentite, tra speranze che hanno solo il colore dell’illusione, promesse che ormai suonano false, sul tabellone rimangono tristemente solo due voli per Londra, e i lavoratori, con la spada di Damocle della perdita del posto, stanno fermi due ore su ogni turno.
Situazione e prospettive future
Da Verona fanno sapere che «a breve termine non c’è sbocco», si cercano operatori ma non si trovano. È molto difficile: «Del resto anche Leali, un bresciano, se n’è andato con la sua Air Dolomiti».
L’assessore della Provincia, Vigilio Bettinsoli, incolpa i ritardi romani. Accuse di concorrenza sui charter, a suon di sconti, sono indirizzate a Orio al Serio.
Intanto il D’Annunzio affonda. L’unico ottimista, in questa situazione ingarbugliata, appare il sindaco di Montichiari Gianantonio Rosa: forse adesso che si tocca il fondo, qualcosa si muoverà, sostiene, «una scossa ci sarà».


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