La casa natale del pluricampione mondiale è ad Albarè. È il sogno di Sergio, il figlio del grande atleta per onorare la memoria dell’olimpionico

Museo dello sport Adolfo Consolini

27/07/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
B.B.

La memo­ria di Adol­fo Con­soli­ni, il grande olimpi­oni­co nati­vo di Coster­mano, sarà ono­ra­ta dal suo paese natale: il figlio del dis­cobo­lo, Ser­gio, sogna un museo del­lo sport e sul­la car­ri­era sporti­va di suo padre pro­prio a Gaz­zoli di Albaré, nel­la casa natale del cam­pi­one, che qui nacque nel 1917. «Mag­a­ri con una bib­liote­ca e cinete­ca del­lo sport ded­i­ca­ta ai gio­vani», dice Ser­gio Con­soli­ni, che sta a Mestre.Della sua let­tera, con le pro­poste per ten­er vivo il ricor­do dell’illustre gen­i­tore, ha dato notizia il sin­da­co Fioren­zo Loren­zi­ni nell’ultimo Con­siglio comunale.Di Con­soli­ni, e del­la sua tom­ba nel cimitero di Coster­mano, ave­va recen­te­mente par­la­to il con­sigliere comu­nale di oppo­sizione Fran­co Comenci­ni, che ave­va invi­ta­to l’amministrazione ad aver più cura del­la tom­ba del cam­pi­one. Il figlio Ser­gio ha volu­to pre­cis­are che, abi­tan­do a Mestre, non può con­trol­lare ogni giorno se i fiori sul­la grande tom­ba sono fres­chi. «Quale uni­co figlio», ha scrit­to Ser­gio Con­soli­ni nel suo mes­sag­gio let­to dal sin­da­co, «pos­so solo dire che il Comune di Coster­mano, nonos­tante nel tem­po siano cam­biati diver­si ammin­is­tra­tori, ha con­tin­u­a­to per 38 anni, 39 il prossi­mo dicem­bre, a rin­no­vare l’appuntamento fis­so dell’anniversario del­la morte, avvenu­ta il 17 dicem­bre 1969, con una com­mem­o­razione, pri­ma in chiesa e poi sul­la tom­ba. Tra gli ulti­mi cam­pi­oni pre­sen­ti alla cer­i­mo­nia ricor­do e ringrazio nuo­va­mente Sara Sime­oni, Erminio Azzaro, e Gae­tano Dal­la Pria, anch’egli discobolo».Il con­sigliere Giuseppe Pina­monte, col­le­ga di Comenci­ni, ha chiesto di spostare il bus­to mon­u­men­tale dal­la tom­ba. Ser­gio Con­soli­ni sot­to­lin­ea, che il prog­et­to per la real­iz­zazione del­la tom­ba era sta­to pre­dis­pos­to dall’architetto Cesare Mer­can­di­no di , «il cui figlio è docente del­la facoltà di architet­tura» e che «even­tu­ali mod­i­fiche dovreb­bero essere approvate dall’ideatore del prog­et­to, sen­ten­do mag­a­ri anche il sot­to­scrit­to». Si era pen­sato a un libro bronzeo con incise le tappe impor­tan­ti del­la car­ri­era di Con­soli­ni, le quat­tro Olimpia­di, i pri­mati del mon­do. Ben vengano altre pro­poste, «anche se un mio sog­no nel cas­set­to», con­clude Ser­gio Con­soli­ni, «sarebbe il museo».

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