Il Tribunale delle acque decreta che la Maratona è del Demanio e della Regione

Nella guerra del portovince il Pirellone

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’area por­tuale del­la Mara­tona, oggi occu­pa­ta dal Dopola­voro Fer­roviario, appar­tiene al Demanio Regionale e non dunque alle Fer­rovie del­lo Sta­to. L’ha deciso, dopo una lun­ga querelle sfo­ci­a­ta in un ricor­so pro­pos­to dal­la soci­età Ferservizi ter­ri­to­ri­ale di Verona e da Rfi (Rete fer­roviaria ital­iana), la terza sezione civile del Tri­bunale delle acque pub­bliche pres­so la Corte d’appello di . Il col­le­gio, com­pos­ta dal pres­i­dente Faus­to Mar­i­ani e dai con­siglieri Anto­nio Pis­apia (esten­sore) e Ste­fano Mam­bret­ti (giu­dice tec­ni­co), ha inoltre con­dan­na­to le due soci­età fer­roviarie a rifondere alla ed all’Agenzia del Demanio, entrambe cos­ti­tu­ite­si in giudizio, cir­ca 7.200 euro alla pri­ma e 6.850 alla sec­on­da, oltre le spese d’ufficio.Si chi­ude così un esten­u­ante con­tenzioso che si pro­trae da decen­ni, per­ché nes­suno nel pas­sato si era mai pre­so la briga di per­fezionare gli atti di trasfer­i­men­to del demanio dal­lo Sta­to alle Regioni a statu­to ordi­nario. Il per­ché di tan­ta incertez­za sul­la pro­pri­età dell’area por­tuale (si trat­ta di una striscia sul lato ovest del­la darse­na Mara­tona) è sta­to causato dal­la man­ca­ta delim­i­tazione del por­to pri­ma del 1972, anno in cui i beni e le pro­pri­età del­la pas­sarono alla Lom­bar­dia. Solo suc­ces­si­va­mente, l’allora capo dell’ispettorato di Por­to di Desen­zano Giuseppe Maz­zuc­chel­li ripro­pose la delim­i­tazione dell’intero por­to con­globan­do anche il map­pale in dis­cus­sione. Avver­so a quel decre­to non venne mai oppos­to ricor­so. Le Fer­rovie un tem­po ne ave­vano l’utilizzo per­ché la Mara­tona era uno sca­lo mer­ci dove ter­mi­na­va la lin­ea e veni­vano effet­tuate le oper­azioni di cari­co e scari­co dei treni. Sti­amo par­lan­do del dopoguer­ra. Negli anni suc­ces­sivi il Dopola­voro fer­roviario di Verona chiese ed ottenne di pot­er fruire di alcune con­ces­sioni in acqua e sul­la ter­rafer­ma, dove da tem­po per­al­tro era­no col­lo­cate una gru di alag­gio e pic­coli box per depos­i­to. Negli anni Set­tan­ta, intan­to, la Fraglia Vela gra­zie ad una con­ces­sione rilas­ci­a­ta dal­la Regione Lom­bar­dia, col­lo­ca­va una ses­san­ti­na di ormeg­gi i soci e la sede nau­ti­ca. Tra i due vici­ni non è mai cor­so buon sangue. E negli ulti­mi anni il Dopola­voro ha riven­di­ca­to la pro­pri­età di quel map­pale, fino ad arrivare ad un ricor­so giudiziario; il cui esi­to gli è sta­to però sfavorevole.