Nuova proposta regionale per il Piano di Indirizzo Forestale del Parco Alto Garda Bresciano

Di Luigi Del Pozzo

Con una delib­era pro­pos­ta dal­l’asses­sore all’A­gri­coltura , la Giun­ta regionale si è espres­sa favorevol­mente alla dero­ga alle norme fore­stali region­ali pro­pos­ta per il Piano di Ind­i­riz­zo Fore­stale del­la Comu­nità Mon­tana Par­co Alto Gar­da Bres­ciano; dero­ga che vale 15 anni, con decorrenza
dal­l’ap­provazione defin­i­ti­va del Piano stes­so da parte del­la Provin­cia di Brescia.

— ha det­to l’asses­sore Fava — è deter­mi­na­ta nel­l’at­tuare una cor­ret­ta ges­tione del pat­ri­mo­nio fore­stale, val­oriz­zan­do al mas­si­mo, anche in prospet­ti­va futu­ra, la risor­sa leg­no, nel rispet­to delle diver­sità che carat­ter­iz­zano i nos­tri territori”.

L’ar­ti­co­lo 50, com­ma 6, del­la legge regionale 31 del 2008 per­me­tte ai Piani di ind­i­riz­zo fore­stale e ai Piani di ass­es­ta­men­to fore­stale di derog­a­re alle ‘Norme fore­stali region­ali’. Come da pras­si con­sol­i­da­ta, queste deroghe sono con­cesse esclu­si­va­mente per lim­i­tati aspet­ti tec­ni­ci oppor­tu­na­mente moti­vati per adattare la nor­ma­ti­va alle pecu­liar­ità del ter­ri­to­rio ogget­to di Piano. Con ques­ta dero­ga si sta­bilis­cono, quin­di, mod­el­li selvi­coltur­ali obbli­ga­tori nei casi in cui le attiv­ità selvi­coltur­ali siano sup­por­t­ate da tec­ni­ci com­pe­ten­ti, come nel caso di inter­ven­ti di grande entità o finanziati da con­tribu­ti pubblici.