Via libera del Consiglio al progetto, che prevede anche un albergo Un’operazione-rilancio da 7,5 milioni di euro

Nuovo porto, largo ai lavori

18/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Moniga del Garda

Decol­la il prog­et­to del nuo­vo por­to di Moni­ga. Il Con­siglio comu­nale del­lo scor­so 12 agos­to, pre­siedu­to da Patrizia Avi­go, ha dato il via lib­era, assente un solo con­sigliere. Una ques­tione annosa, quel­la dell’approvazione del prog­et­to, con l’assegnazione dei lavori a una soci­età a parte­ci­pazione comu­nale. Il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni, nel­la det­tagli­a­ta relazione che ha aper­to i lavori, ha riper­cor­so tutte le fasi dell’operazione. Ha ricorda­to la pri­ma con­ven­zione del 1987 con la soci­età Gar­da Golf, che si è are­na­ta con il cam­bio dell’amministrazione. Era sta­ta poi adot­ta­ta una nuo­va con­ven­zione (mar­zo 2001) con la soci­età Olive­to al Por­to, che prevede­va la real­iz­zazione del­la strut­tura medi­ante una trasfor­mazione urban­is­ti­ca dell’area di pro­pri­età del­la soci­età stes­sa, mod­i­f­i­can­do la des­ti­nazione alberghiera in res­i­den­ziale (6200 metri cubi). L’attuale ammin­is­trazione ha approva­to in via defin­i­ti­va la con­ven­zione con la soci­età Olive­to al Por­to, mod­i­f­i­can­done sostanzial­mente le con­dizioni. L’assessore all’Urbanistica, Faus­to Dester, ha det­to che è sta­ta elim­i­na­ta total­mente la zona res­i­den­ziale, men­tre è sta­ta ripristi­na­ta la des­ti­nazione alberghiera. Inoltre, è sta­ta sep­a­ra­ta la pro­ce­du­ra urban­is­ti­ca da quel­la di costruzione del por­to. Il prog­et­to approva­to nell’ultimo con­siglio comu­nale ha le seguen­ti carat­ter­is­tiche: super­fi­cie 13.480 metri quadri, 188 nuovi posti bar­ca, cen­tro servizi (rimes­sag­gio, offic­i­na, mag­a­zz­i­no, parcheg­gio). La strut­tura è total­mente inter­ra­ta per una super­fi­cie di 1600 mq. In super­fi­cie sono pre­visti un edi­fi­cio com­mer­ciale e un edi­fi­cio pub­bli­co per com­p­lessivi 600 metri qua­drati. «Col­le­gate al por­to sono pre­viste impor­tan­ti real­iz­zazioni — ha spie­ga­to l’assessore Gio­van­ni San­dri­ni -, tra cui il col­lega­men­to fra cen­tro stori­co e por­to con la costruzione del mar­ci­apiede; il col­lega­men­to tra via del Por­to e via Maz­zane in modo da ren­dere pedonale la parte a lago; la costruzione di un nuo­vo mar­ci­apiede a lago. «Le strade e i mar­ci­apie­di saran­no dotati di illu­mi­nazione, fog­natu­ra, arredo urbano e sot­toservizi. Inoltre, è pre­vista la costruzione di una piazzetta e di 200 nuovi parcheg­gi pub­bli­ci. Cos­to com­p­lessi­vo dell’operazione: 1 mil­ione 100.000 euro a cari­co del­la soci­età con­ces­sion­ar­ia». Polli­ni ha sot­to­lin­eato che «la nuo­va strut­tura sarà dota­ta di un alber­go di grande qual­ità con una sala con­gres­si di cui si sente la neces­sità. La con­ven­zione approva­ta prevede che dei 188 posti bar­ca, una quar­an­ti­na saran­no di pro­pri­età del Comune; i restanti ver­ran­no acquisi­ti dal Comune dopo trent’anni. Il cen­tro servizi passerà al Comune dopo 50 anni, ma è pre­vista una clau­so­la di riscat­to antic­i­pa­to da parte del Comune (rispet­ti­va­mente dopo 20 anni per i posti bar­ca e dopo 30 per il cen­tro servizi). «La real­iz­zazione del por­to — ha con­clu­so il sin­da­co — è pre­vista nell’arco di tre anni. La costruzione e la ges­tione delle strut­ture sono state asseg­nate a una soci­età denom­i­na­ta Moni­ga Por­to srl, che ha tra i soci fonda­tori la soci­età Edilquat­tro srl (spe­cial­iz­za­ta nel­la costruzione di por­ti), il Comune di Moni­ga, la soci­età Olive­to al Por­to». Il 20% del cap­i­tale è ris­er­va­to a chi­unque abbia inter­esse a parte­ci­pare a questo impor­tante prog­et­to, in modo di allargare la base sociale. Il prog­et­to ha trova­to l’adesione e l’accordo di tut­ti i pro­pri­etari delle aree inter­es­sate, che le han­no messe a dis­po­sizione. «Ques­ta maxi real­iz­zazione com­porterà un inves­ti­men­to com­p­lessi­vo di 7 mil­ioni 500 mila euro — rimar­ca il sin­da­co — e rap­p­re­sen­terà un’opera di grande inter­esse gen­erale, capace di favorire un nuo­vo svilup­po tur­is­ti­co e occu­pazionale, di razion­al­iz­zare la doman­da dell’utenza nau­ti­ca, di ridurre al min­i­mo il sac­ri­fi­cio ambi­en­tale, di esaltare al mas­si­mo il para­metro di dotazione di infra­strut­ture. Un’opera che farà più bel­la, più armo­niosa, più impor­tante Moniga».