La scommessa di Comincioli. Il frantoio che spreme solo polpa garantisce un prodotto eccezionale. L’extravergine «denocciolato» è la nuova frontiera della qualità

Olive senza nocciolo per un olio speciale

29/11/2001 in Economia
Di Luca Delpozzo

L’extravergine «denoc­ci­o­la­to», ulti­ma fron­tiera dell’olio di oli­va di alta qual­ità, sta per arrivare anche in Valte­n­e­si: pro­mo­tore dell’iniziativa è Gian­fran­co Com­in­ci­oli, pro­dut­tore vitivini­co­lo fra i più conosciu­ti e sti­mati del com­par­to garde­sano, e pro­tag­o­nista nei mesi scor­si di un inves­ti­men­to che promette di portare il nome e l’immagine dell’olio del Gar­da nel­la fas­cia eco­nomi­ca­mente e qual­i­ta­ti­va­mente alta del mer­ca­to degli extravergine. Un mer­ca­to che va facen­dosi sem­pre più red­di­tizio, soprat­tut­to dopo l’entrata in vig­ore del­la Dop Gar­da Bres­ciano: il mar­chio ha por­ta­to ad un aumen­to notev­ole delle quo­tazioni dell’extravergine, soprat­tut­to se cer­ti­fi­ca­to, su liv­el­li pari a 32–35 mila lire al litro, e sta spin­gen­do in maniera notev­ole la mes­sa a dimo­ra di nuove piante, a rit­mi che, sec­on­do alcune stime, sono di cir­ca 8–10 mila nuove piante annue. Il tut­to in un com­par­to, la Valte­n­e­si, che già pro­duce il 50% dei 4000 quin­tali prodot­ti dal Gar­da bres­ciano: la pro­duzione lom­bar­da, per fare il paragone, non va oltre i 5500 quin­tali. Sono i numeri di un com­par­to sicu­ra­mente anco­ra di nic­chia, ma decisa­mente vitale, nel quale l’iniziativa di Com­in­ci­oli appare des­ti­na­ta ad aprire un nuo­vo capi­to­lo. Il nuo­vo fran­toio, esclu­si­va­mente azien­dale, è entra­to in fun­zione pro­prio in questi giorni in occa­sione del­la cam­pagna di rac­col­ta 2001, e per il bas­so Gar­da è una novità: real­iz­za­to da un’azienda toscana spe­cial­iz­za­ta in attrez­za­ture di pic­cole e media dimen­sione, è un inves­ti­men­to tec­no­logi­ca­mente all’avanguardia che con­ta in Italia non più di una deci­na di esem­plari. Total­mente infor­ma­tiz­za­to e gestibile anche a dis­tan­za tramite com­put­er, carat­ter­iz­za­to anche da alcune mod­i­fiche par­ti­co­lari decise pro­prio da Com­in­ci­oli, il fran­toio ha già sus­ci­ta­to gli entu­si­as­mi del mae­stro Lui­gi Veronel­li, che ha par­la­to dell’investimento del pro­dut­tore garde­sano in un arti­co­lo sul Cor­riere del­la Sera. Tut­to questo gra­zie alla grande novità del­la denoc­ci­o­latu­ra. «La vera inno­vazione di ques­ta macchi­na è la capac­ità di sep­a­rare dal­la pas­ta il noc­ci­oli­no, che por­ta tan­nic­ità e pic­cole quan­tità di olio di semi nell’extravergine fran­to tradizional­mente — spie­ga Com­in­ci­oli -. Ciò per­me­tte di avere in lavo­razione esclu­si­va­mente la pol­pa, e quin­di di ottenere olio di oli­va puro al 100%. «L’obiettivo di questo inves­ti­men­to, che per una pic­co­la azien­da come la nos­tra non è sta­to uno scher­zo, è quel­lo di val­oriz­zare il più pos­si­bile l’olio nel­la sua essen­zial­ità, rius­cen­do ad estrar­lo sen­za che vengano aggiun­ti altri ele­men­ti». Il denoc­ci­o­la­to ver­rà mes­so in ven­di­ta dal 2002 uni­ca­mente in bot­tigli­ette da 250 ml: Com­in­ci­oli si coordinerà per la com­mer­cial­iz­zazione con il grup­po di pro­dut­tori che oper­a­no con ques­ta tec­ni­ca, e il prodot­to è des­ti­na­to ai cir­cuiti ris­tora­ti­vo-gas­tro­nomi­ci di alta gam­ma. L’iniziativa, se azzec­ca­ta, potrebbe agevol­mente portare rif­lessi pos­i­tivi sul mer­ca­to delle olive: un mer­ca­to che ha in Pueg­na­go e San Felice, dove sono a dimo­ra oltre 80 mila piante, i suoi cen­tri nevral­gi­ci. «La selezione del prodot­to base dovrà essere più rig­orosa, ma le quo­tazioni, oggi sulle 170–180 mila lire al quin­tale, ne risen­tireb­bero sicu­ra­mente — dice Com­in­ci­oli -. Ed anche questo potrebbe dare nuo­va remu­ner­a­tiv­ità ai pro­dut­tori di olive del­la Valte­n­e­si». x

Valentino Rodlfi

Commenti

commenti