Navigazione interdetta ai motoscafi con la licenza. Ulteriore giro di vite per le barche a motore nella fascia costiera

Ordinanza del comune per evitare rischi

05/08/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Un gran polverone per col­pa di una licen­za. L’Am­min­is­trazione comu­nale del­l’al­to lago, ulti­mo lem­bo di ter­ri­to­rio veronese a con­fine con il Trenti­no, ha vieta­to la di tutte le imbar­cazioni a motore nel­la fas­cia costiera com­pre­sa entro i tre­cen­to metri dal­la spi­ag­gia. Nul­la di nuo­vo, ver­rebbe da dire, con­sid­er­a­to che si trat­ta esat­ta­mente di quan­to già pre­vis­to dalle leg­gi sul­la nav­igazione. La novità sta nel fat­to che il divi­eto è este­so anche alle barche oper­a­tive, cioè quelle che han­no licen­za di eser­cizio pub­bli­co. Il provved­i­men­to non vale per le unità in servizio di trasporto pub­bli­co non di lin­ea, e ovvi­a­mente la . «Non abbi­amo fat­to altro che ripren­dere una vec­chia ordi­nan­za degli anni ’90 emana­ta per vietare le evoluzioni delle moto d’ac­qua nel­lo spec­chio d’ac­qua anti­s­tante le rive comu­nali», tiene a pre­cis­are il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di. Il prob­le­ma è tor­na­to a… gal­la per­ché la Provin­cia di Tren­to ha con­ces­so a una imbar­cazione la licen­za di com­mer­cio. «In prat­i­ca qua­si ogni giorno il con­du­cente di un cata­ma­ra­no con due motori di notev­ole poten­za, peren­nemente acce­si per tenere drit­ta l’im­bar­cazione, si por­ta­va a cinque-dieci metri dal­la riva per vendere pani­ni e bib­ite», con­tin­ua il pri­mo cit­tadi­no. Forte del­la licen­za, il tito­lare del cata­ma­ra­no prove­niente da Riva pote­va quin­di elud­ere il divi­eto di nav­igazione all’in­ter­no del­la fas­cia costiera. «Io stes­so ho vis­to con i miei occhi situ­azione di reale ris­chio per l’in­co­lu­mità dei bag­nan­ti. Peri­co­lo procu­ra­to delle eliche dei motori sem­pre attive», riprende Lom­bar­di. «In pochi giorni siamo sta­ti som­mer­si dalle giuste proteste di per­sone che han­no denun­ci­a­to situ­azioni estrema­mente impru­den­ti per l’in­co­lu­mità pub­bli­ca. «C’è addirit­tura chi ha seri­amente minac­cia­to l’am­bu­lante in bar­ca. I vig­ili munic­i­pali poi più volte sono inter­venu­ti com­mi­nan­do anche multe salate». Tut­to ciò non è però servi­to a bloc­care il com­mer­cio itin­er­ante. Ulti­mo rime­dio, nec­es­sario, l’or­di­nan­za in vig­ore già da alcu­ni giorni. Rimane da capire per­ché la Provin­cia di Tren­to, nelle cui acque garde­sane è in vig­ore il divi­eto asso­lu­to alla nav­igazione a motore, abbia clas­si­fi­ca­to il cata­ma­ra­no come unità oper­a­ti­va autor­iz­za­ta a sco­raz­zare par­al­le­la­mente alla spi­ag­gia den­tro la zona di rispet­to asso­lu­to. In atte­sa degli svilup­pi c’è ora da anno­tare che nel ter­ri­to­rio lacuale di Mal­ce­sine le imbar­cazioni a motore pos­sono sola­mente entrare ed uscire in lin­ea per­pen­di­co­lare alla fas­cia costiera per diriger­si al por­to, alle basi del­la Fraglia del­la Vela e Alla Madonnina.

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