Il primo vino del 2000 ad entrare nel giro della consumazione, è il Chiaretto

Ottimi i vini del Garda, stagione ’99

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Di Luca Delpozzo
Carlo Bresciani

Dopo il ’99, le altre qual­ità di prodot­to con le uve del­l’ul­ti­ma del ‘900, sono in atte­sa di entrare, nel 2000, nelle case dei con­suma­tori. Inten­di­amo par­lare di quel­li prodot­ti sul­la spon­da bres­ciana del lago di Gar­da, che fan­no parte del “Con­sorzio Gar­da Clas­si­co Doc”, che si estende da Limone a Desen­zano (il Lugana fa parte di un altro Consorzio).Il pres­i­dente del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co Doc, San­dro Redael­li De Zinis, ha fat­to notare come il pri­mo vino del 2000 ad entrare nel giro del­la con­sumazione, è il che prati­ca­mente è pron­to dal mese di feb­braio. A Pasqua invece toc­cherà ai vini bianchi, quin­di a mag­gio-giug­no al vino Rosso; al quale seguirà il Rosso Supe­ri­ore che per statu­to del Con­sorzio deve avere almeno due anni di invec­chi­a­men­to, men­tre per il Grop­pel­lo bisogn­erà atten­dere il mese di set­tem­bre. I vini Rossi del Gar­da Clas­si­co Doc, ven­gono prodot­ti con le uve San­giovese, Grop­pel­lo, Bar­bera, e Marze­mi-no: quel­li Bianchi con il Ries­ling ed il Chardon­nay. Poi ci sono altre qual­ità di uve prodotte nel­la zona, ma in quan­tità non deter­mi­nan­ti per la Doc.La quan­tità di uva prodot­ta nel­la zona di com­pe­ten­za del Con­sorzio, si aggi­ra sui 37 mila quintali.“Comunque tut­ti o qua­si si ori­en­tano ver­so la qual­ità del prodot­to — affer­ma il pres­i­dente — tan­to è vero che ci sono almeno una venti­na di aziende pro­dut­tri­ci, che nel mese di luglio diradano l’u­va, taglian­do e toglien­do quin­di una buona quan­tità di grap­poli dalle viti. Questo sig­nifi­ca rin­un­cia­re ad una mag­giore quan­tità di uva, nei con­fron­ti di una supe­ri­ore qual­ità, che in defin­i­ti­va paga sem­pre. Infat­ti, da qualche tem­po a ques­ta parte, c’è sem­pre mag­gior atten­zione per i vini del Gar­da. Tan­to è vero che sono state o vinte medàglie d’oro per la queli­ta a Bor­deaux, Asti, Tor­giano, Stra­m­ag­giore. E questo con decine di aziende: vuoi dire che non dipende soltan­to dal­la bravu­ra del pro­dut­tore in can­ti­na, ma soprat­tut­to dalle carat­ter­is­tiche agget­tive del territorio”.L’operato del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co Doc, non si limi­ta a tute­lare tutte le pro­duzioni di uve e del­la trasfor­mazione in vino, ma anche alla val­oriz­zazione del prodot­to e del ter­ri­to­rio. Per quan­to riguar­da la pro­duzione del­l’ul­ti­ma anna­ta del ‘900 riferi­ta all’u­va, è sta­ta buona e pos­i­ti­va, nonos­tante qualche grand­i­na­ta qua e là, che ha col­pi­to pro­prio nel peri­o­do del­la rac­col­ta, si può dire, alcu­ni vigneti del­la Valtenesi.“Ottimi vini quin­di si stan­no pro­ducen­do per il 2000 anche se, dopo le gran­di annate del ’97 e ’98, non ci si aspet­ta­va cer­to una terza buona anna­ta, che dif­fi­cil­mente si verifica.

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