Contatti in corso tra municipalizzata e Comunità montana che ha chiesto un parere

Pale eoliche del Baldosolo con il «sì» europeo

21/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Potrebbe essere l’Azienda gen­erale dei servizi munic­i­pal­iz­za­ti (Agsm) a fare il cen­si­men­to chiesto dal­la Comu­nità mon­tana del Bal­do per indi­vid­uare la zona o le zone più «vocate» a un impianto eoli­co nel rispet­to di pae­sag­gio e natu­ra. I ver­ti­ci dell’azienda non si sbi­lan­ciano. Pri­ma vogliono rispon­dere al pres­i­dente comu­ni­tario Cipri­ano Castel­lani che ha chiesto lo studio.Intanto però l’ingegner Mar­co Giusti, diri­gente dei servizi tec­ni­ci, spie­ga: «In provin­cia, e nel Bal­do Gar­da, sti­amo già facen­do nos­tre val­u­tazioni per conoscere i siti più idonei agli aero­gen­er­a­tori», fa sapere. «Ovvi­a­mente non si potran­no met­tere in pia­nu­ra». Per­ché «è logi­co, non c’è ven­to. Quin­di van­no posti in mon­tagna o, meglio, sui crinali». «Un prog­et­to è già sta­to avvi­a­to a Riv­o­li e comu­ni­ca­to in assem­blea pub­bli­ca». E ora il cen­si­men­to con la Comu­nità: «L’iter autor­iz­za­ti­vo per una cen­trale eoli­ca spet­ta alla Regione, che sente Comu­ni e comu­nità mon­tane», spie­ga. «Sarem­mo comunque feli­ci di con­di­videre il nos­tro lavoro, l’analisi del ter­ri­to­rio, con la Comu­nità mon­tana, che si può fare promotrice».Dopo Riv­o­li, anche Affi (non nel­la Comu­nità del Bal­do) e Bren­zone han­no segui­to l’idea di dare spazio a un «cam­po eoli­co». Questo Comune ha ipo­tiz­za­to le con­tes­tate 3 o 5 tor­ri vici­no al Rifu­gio Chierego. Giusti non com­men­ta Il suo parere, invece, segue una cate­na di ragion­a­men­ti, che non si sgan­cia dal decre­to del 17 otto­bre 2007 del min­is­tero dell’Ambiente. È lo stes­so cita­to da Castel­lani, anche se per ricor­dare che l’area indi­vid­u­a­ta da Bren­zone è una Zsc (Zona spe­ciale di con­ser­vazione) e rien­tra in un Sic. «Nei Sic e nelle Zps l’Unione euro­pea vieta si creino campi eoli­ci sopra deter­mi­nate dimen­sioni per motivi d’impatto ambi­en­tale», spie­ga Giusti. «Per impianti minori l’Ue chiede invece una val­u­tazione dell’impatto ambi­en­tale e una nat­u­ral­is­ti­ca, che ten­ga con­to delle specie veg­e­tali o ani­mali ogget­to del­la pro­tezione». Quel decre­to è diver­so, più severo.«Anche per le diret­tive che si occu­pano di tute­lare habi­tat il nos­tro Paese ha con la Com­mis­sione un con­sis­tente con­tenzioso», ricor­da Giusti. «Il min­istro Pec­o­raro Scanio ha vara­to questo decre­to che, tra l’altro, sospende la real­iz­zazione di cen­trali eoliche nelle Zps. È però molto dis­cus­so nel­lo stes­so mon­do ambi­en­tal­ista, che è diviso».Si è comunque a un pun­to di non ritorno: «Gli impianti eoli­ci in Italia si devono fare per con­tribuire a evitare dis­pendio ener­geti­co, pro­durre ener­gia puli­ta e ridurre le emis­sioni di Co2. E per­ché il Paese s’è impeg­na­to nei con­fron­ti di Brux­elles a real­iz­zare 12 mila megawatt di poten­za eoli­ca in 10 anni, 12 mila aero­gen­er­a­tori che, da qualche parte, si devono fare».Sul Bal­do? Si pos­sono real­iz­zare dove c’è ven­to, quin­di non nel­la Bas­sa; in una zona con­net­tibile con la rete elet­tri­ca dove arriv­i­no strade per trasportare il mate­ri­ale per il cantiere e l’impatto nat­u­ral­is­ti­co sia accetta­bile e la popo­lazione fac­cia reg­is­trare consenso».Sulla stazione ipo­tiz­za­ta al Chierego (di cui non è incar­i­ca­ta l’Agsm), com­men­ta: «Ci sono strade? Spes­so han­no un impat­to molto più scon­vol­gente degli aero­gen­er­a­tori. O si porterà tut­to con l’elicottero? Sono però cer­to che chi segue il prog­et­to stia facen­do l’iter di legge». Chi­ude assi­cu­ran­do che, col pres­i­dente Castel­lani, l’Agsm è in contatto.[FIRMA]

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