Gruppo di San Giovanni: il bilancio degli interventi portati a termine negli ultimi 12 anni. Prossimo obiettivo: recuperare i gradoni dell’entrata e i banchi

Palude, rinasce la chiesetta

19/07/2006 in Attualità
A Affi, Ala
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Dod­i­ci anni fa a Pueg­na­go una quar­an­ti­na di cit­ta­di­ni decis­ero di dare vita al grup­po di San Gio­van­ni. Obi­et­ti­vo: adop­er­ar­si per sis­temare la pic­co­la chieset­ta nel cuore di Palude. Di pas­si in avan­ti, da allo­ra, ne sono sta­ti fat­ti tan­ti. Qualche giorno fa, in occa­sione del­la fes­tiv­ità di san Gio­van­ni Bat­tista, il grup­po ha allesti­to la tradizionale fes­ta per rac­cogliere fon­di da des­tinare alla ristrut­turazione del pic­co­lo edi­fi­cio reli­gioso. La man­i­fes­tazione è sta­ta anche un’ottima occa­sione per fare un pun­to del­la situ­azione in vista degli impeg­ni futuri. «La chiesa di San Gio­van­ni Bat­tista in Palude era in pes­sime con­dizioni – ha rac­con­ta­to il pres­i­dente, Gio­van­ni – il tet­to sta­va crol­lan­do, così come il por­tone. Abbi­amo allo­ra deciso che bisog­na­va recu­per­are ques­ta bellez­za artis­ti­ca del nos­tro ter­ri­to­rio, la cui costruzione è costa­ta tan­ta fat­i­ca ai nos­tri ante­nati. Un architet­to spe­cial­iz­za­to allo­ra ha pre­dis­pos­to un prog­et­to, e un po’ per vol­ta sti­amo por­tan­do a com­pi­men­to il recu­pero del­la strut­tura orig­i­nale». «Sostanzial­mente, sti­amo inter­ve­nen­do sen­za apportare mod­i­fiche e sot­to lo stret­to con­trol­lo del­la Soprint­en­den­za dei beni architet­toni­ci — ha con­tin­u­a­to -. Inter­ven­ti impor­tan­ti, che han­no con­sol­ida­to l’edificio e fat­to in modo che il ter­re­mo­to del novem­bre 2004 non provo­casse alcun dan­no allo struttura».E così piano piano, un anno dopo l’altro, sono sta­ti ripor­tati alla luce tan­ti pic­coli gioiel­li del­la chieset­ta, sor­ta pre­sum­i­bil­mente (non si è anco­ra rius­ci­ti ad indi­vid­uare la data pre­cisa) nel 1400, ma sul­la quale sono sta­ti effet­tuati inter­ven­ti suc­ces­sivi nel Sei­cen­to e nel Set­te­cen­to, anco­ra vis­i­bili nel­la torre campanaria.La chiesa sorge a fian­co di «vil­la Palude», la casa del «sig­norot­to» del­la zona, dove sono con­ser­vati gli archivi con i doc­u­men­ti orig­i­nali dell’epoca. Ha con­dot­to parte del­la sua ricer­ca stor­i­ca pro­prio qui Gabriele Boc­chio, autore di «Pueg­na­go, appun­ti di sto­ria e arte». Il vol­ume — pre­sen­ta­to ai cit­ta­di­ni in occa­sione dell’ultima fes­ta di San Gio­van­ni — illus­tra le bellezze architet­toniche e artis­tiche delle diverse frazioni del paese, sen­za tralas­cia­re, nat­u­ral­mente, l’edificio reli­gioso di Palude, una vera e pro­pria «chicca».In questi anni il grup­po di San Gio­van­ni è rius­ci­to a sis­temare il tet­to del­la chiesa. Pur ristrut­tura­to, oggi ha pro­prio l’aspetto di una vol­ta, con le travi in leg­no. Un inter­ven­to impor­tante è sta­to por­ta­to a ter­mine anche sul por­tone d’entrata, in noce. Sono sta­ti riu­ti­liz­za­ti gli antichi car­di­ni e, apposi­ta­mente in un maglio di Bien­no, sono sta­ti real­iz­za­ti chio­di da 12 cen­timetri, e non da 8 come quel­li in cir­co­lazione. La chiesa è sta­ta dota­ta anche di un pre­ciso sis­tema d’allarme. L’interno è sta­to dip­in­to in calce, come si face­va un tem­po, e sono sta­ti ripor­tati allo splen­dore orig­i­nale i can­de­lieri intagliati in leg­no e la croce in lam­i­na di rame sbalza­ta e cesel­la­ta. Gli inter­ven­ti più sig­ni­fica­tivi si sono con­cen­trati sul recu­pero del Paliot­to in leg­no intaglia­to e dip­in­to del sec­on­do quar­to del dici­as­settes­i­mo sec­o­lo, del­la tela di Giro­lamo Rossi raf­fig­u­rante il «Bat­tes­i­mo del Cristo con Madon­na e San Sebas­tiano» dip­in­ta ad olio nel 1603 e del­la splen­di­da soasa, risalente al 1733, che la incor­ni­cia, real­iz­za­ta in leg­no intaglia­to poli­cro­mo dal­la nota bot­te­ga valsab­bina di Francesco e Gian­Bat­tista Pialor­si «Boscaì» di Lev­range. Sono sta­ti recu­perati infine anche i dip­in­ti, che si trovano a fian­co del­la pala, di Bernardi­no Podavi­ni ded­i­cati a «Sant’Antonio da Pado­va» e al «Bam­bi­no e San Lui­gi Gon­za­ga». Il grup­po di San Gio­van­ni si è già impeg­na­to molto e la chieset­ta di Palude sta tor­nan­do a nuo­va vita. Ma in vista ci sono già nuovi tra­guar­di. Gra­zie alla som­ma rica­va­ta con l’ultima edi­zione del­la fes­ta, l’obiettivo per l’anno prossi­mo è portare a ter­mine il recu­pero dei gradoni dell’entrata e dei banchi.

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