In risposta alle lettere del comitato sorto in difesa di Piazza d’Armi nuove interrogazioni alla Soprintendenza

Parcheggio, scrive il ministero «Dateci notizie sul progetto»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Anche il min­is­tero per i Beni e le attiv­ità cul­tur­ali si sta inter­es­san­do del prog­et­to per la real­iz­zazione di un parcheg­gio sot­ter­ra­neo in piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, o piaz­za d’Armi. Il diret­tore del servizio I — pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co del dicas­t­ero, ha scrit­to alla Soprint­en­den­za per i beni architet­toni­ci e per il pae­sag­gio di Verona e alla Direzione regionale per i beni cul­tur­ali e pae­sag­gis­ti­ci del Vene­to: la let­tera fa rifer­i­men­to alla seg­nalazione invi­a­ta a Roma dal comi­ta­to civi­co Piaz­za d’Armi, con­trario all’ipotesi del parcheg­gio, e invi­ta «gli uffi­ci in ind­i­riz­zo a vol­er fornire aggior­nate notizie al riguar­do nonché ogni utile ele­men­to ed osser­vazione in mer­i­to al sud­det­to prog­et­to». Il parcheg­gio sot­ter­ra­neo rien­tr­erebbe in un più ampio prog­et­to, che ad oggi è in fase pre­lim­inare, di riqual­i­fi­cazione di tut­ta piaz­za d’Armi. Per val­utare ques­ta ipote­si, nei mesi scor­si, la piaz­za è sta­ta ogget­to di uno sca­vo, coor­di­na­to dal­la Soprint­en­den­za, volto a ver­i­fi­care la pre­sen­za, nel sot­to­suo­lo, di siti di inter­esse arche­o­logi­co. L’area inda­ga­ta è sta­ta ricop­er­ta alcune set­ti­mane or sono, e la piaz­za oggi è ritor­na­ta alla sua attuale fun­zione di parcheg­gio. L’ipotesi prog­et­tuale de parcheg­gio sot­ter­ra­neo ha sus­ci­ta­to non poche polemiche: il comi­ta­to piaz­za d’Armi, dal can­to suo, ha pro­mosso una rac­col­ta di firme e ha invi­a­to seg­nalazioni alle Soprint­en­den­ze sia provin­ciale e che regionale e ha scrit­to anche al min­is­tero com­pe­tente, appun­to quel­lo ai Beni e alle attiv­ità cul­tur­ali. Il grup­po con­sil­iare Aril­i­ca, che sta all’opposizione, ha pre­sen­ta­to il 3 feb­braio un’interrogazione con­sil­iare e il 3 mar­zo ha scrit­to agli uffi­ci com­pe­ten­ti — min­is­tero, Soprint­en­den­ze, Comune e Coman­do nucleo tutela pat­ri­mo­nio dei — chieden­do copia del­la doc­u­men­tazione esistente sul prog­et­to pre­lim­inare di riqual­i­fi­cazione di piaz­za d’Armi e degli atti ammin­is­tra­tivi, che autor­iz­zano la Sovrin­ten­den­za arche­o­log­i­ca ad effet­tuare gli scavi. Sul­la natu­ra e sul­la moti­vazione degli scavi di piaz­za d’Armi è arriva­ta la rispos­ta del soprint­en­dente reggente Marisa Rigo­ni, del­la Soprint­en­den­za per i Beni arche­o­logi­ci del Vene­to, che ha sede a Pado­va. La let­tera, data­ta 22 mar­zo, pre­cisa: «Gli scavi effet­tuati nel­la piaz­za in ogget­to si inscrivono nell’ambito del­la pro­ce­du­ra di ver­i­fi­ca arche­o­log­i­ca pre­ven­ti­va det­ta­ta dal­la legge 25 giug­no 2005 n.109, art.2‑ter e 2‑quater». Il diri­gente spie­ga altresì: «Tale legge impone che i lavori pub­bli­ci (com­pre­si quel­li real­iz­za­ti in project financ­ing) siano pre­ce­du­ti da accu­rate indagi­ni pre­ven­tive di carat­tere arche­o­logi­co volte a ver­i­fi­care, in fase prog­et­tuale, la situ­azione del sito per quan­to riguar­da le preesisten­ze antiche per la val­u­tazione delle Soprint­en­den­ze com­pe­ten­ti». A ques­ta comu­ni­cazione ha fat­to segui­to una nuo­va richi­es­ta di Aril­i­ca, che è sta­ta invi­a­ta nei giorni scor­si alla sola soprint­en­dente Rigo­ni. «Aven­do da Lei con­fer­ma che ci tro­vi­amo all’interno di una fase di prog­et­tazione che coin­volge il sito in esame», si legge nel­la let­tera, «rite­ni­amo che nel caso in ogget­to manchi­no alcu­ni ele­men­ti che con­sen­tano di avere un quadro esat­to del pro­ced­i­men­to di accer­ta­men­to in cor­so». Aril­i­ca chiede dunque di ottenere una rispos­ta ai seguen­ti que­si­ti: «Sul­la base di quale provved­i­men­to ammin­is­tra­ti­vo sono iniziati gli scavi arche­o­logi­ci? Ovvero, esistono altri provved­i­men­ti oppure autor­iz­zazioni che pre­ce­dono quel­lo del­la Giun­ta munic­i­pale di Peschiera del Gar­da del 19 dicem­bre 2005? Come si sono potu­ti iniziare gli scavi pri­ma di questo provved­i­men­to?». Aril­i­ca pros­egue: «Sul­la base di quale prog­et­to e di quale elab­o­ra­to grafi­co sono state effet­tuate le indagi­ni nel sot­to­suo­lo? Nel caso esista tale doc­u­men­tazione di prog­et­to, chi l’ha pre­sen­ta­ta e in che data? A quan­to ammon­tano i costi sostenu­ti per gli scavi, chi pagherà l’intervento e sul­la base di quale con­trat­to? Qual é l’esito delle indagi­ni archeologiche?».

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