Quando nasce un bimbo anche il parroco si commuove e ne da pubblica notizia con il suono a «festa» delle campane della chiesa parrocchiale.

Parroco e sindaco uniti nell’annunciare una nuova nascita

03/06/2000 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

La popo­lazione di Lazise, come per gli altri Comu­ni riv­ieraschi, è in con­tin­ua fles­sione. Le nascite in par­ti­co­lare non sup­plis­cono ai deces­si, di gran lun­ga supe­ri­ori, almeno in questo ulti­mo decen­nio, rispet­to ai nuovi nati. «Non rius­ci­amo più a sos­ti­tuire i nos­tri… pezzi di ricam­bio », sostiene un anziano pesca­tore del luo­go, « cosa invece che suc­cede­va negli anni 50 e 60».E infat­ti indub­bio che la cresci­ta del­la popo­lazione locale, sta­tis­tiche alla mano, cresce di misura ogni anno, ma sola­mente per l’im­mi­grazione. Immi­grazione data in mas­si­ma parte dagli extra­co­mu­ni­tari che ten­dono ad inse­di­ar­si in maniera rego­la re pres­so le nos­tre zone, ric­che di benessere e di serenità.Per tornare per un momen­to alle nascite, c’è da reg­is­trare una novità nel­la ges­tione ammin­is­tra­ti­va del­l’even­to, oggi divenu­to «una rar­ità» nel tes­su­to sociale e famil­iare del­la gente di Lazise.Quando nasce un bim­bo anche il par­ro­co si com­muove e ne da pub­bli­ca notizia con il suono a «fes­ta» delle cam­pane del­la chiesa par­roc­chiale. Non vol­e­va essere da meno il pri­mo cit­tadi­no. Ha quin­di pre­so l’inizia­ti­va ed ha pre­so car­ta e pen­na per man­dare subito alla famiglia del nuo­vo cit­tadi­no di Lazise le pro­prie felic­i­tazioni accom­pa­g­nate da quel­la del­la intera ammin­is­trazione. Non si è lim­i­ta­to sola­mente a questo. Ha dato «ordine» al fun­zionario del­lo sta­to civile e del­l’ana­grafe di esporre ad una nuo­va bacheca pub­bli­ca l’even­to, dis­tinguen­do tra fem­min­uc­ce e maschi­et­ti, con un carteg­gio ed un fioc­co diver­so l’uno dall’altro.E sicu­ra­mente un nuo­vo modo di accogliere la vita e i nuovi cit­ta­di­ni di Lazise, che inor­goglisce la civi­ca Ammin­is­trazione ma che val­oriz­za l’even­to anche pres­so le famiglie lacisien­si, spes­so protese, almeno nei mesi .estivi, all’alacre attiv­ità pro­dut­ti­va e spes­so dis­trat­te e poco attente agli svilup­pi del­la vita di tut­ti i giorni, anche del vici­no o del­l’am­i­co del­la por­ta accanto.Sergio Bazerla