Coldiretti: «Serve una sanatoria fiscale»

Per ulivi e vigneti 14 milioni di danni

11/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Valtenesi

Oltre quat­tordi­ci mil­ioni di euro di perdite. Trem­i­lanove­cen­to quin­tali di uve di orig­ine con­trol­la­ta e 5980 quin­tali di prodot­ti ordi­nari spaz­za­ti via da ven­to e gran­dine. Il rac­colto di oltre cen­tocinquan­tami­la piante di olive com­pro­mes­so. E’ questo, sec­on­do il cen­si­men­to del­la , il con­to pre­sen­ta­to dal mal­tem­po a olivo­coltori e viti­coltori del Bres­ciano. Cal­coli che riguardano il «dan­no emer­gente» ovvero il rac­colto per­so e non pren­dono in con­sid­er­azione il lucro ces­sante, ovvero i guasti per­ma­nen­ti sulle piante. Sec­on­do le riv­e­lazioni del­la Coldiret­ti il set­tore mag­gior­mente mes­so in crisi dal­la gran­dine è quel­lo vitivini­co­lo dell’area del­la Valte­n­e­si e di Bot­ti­ci­no dove com­p­lessi­va­mente il dan­no è di 7 mil­ioni e 838 mila euro. Fra i pae­si più col­pi­ti, Padenghe (2 mil­ioni e 190 mila euro) e Pueg­na­go (2 mil­ioni e 124300 euro), che han­no vis­to azzer­are la pro­duzione di uve «do» e ordi­nar­ie. Stes­so dis­cor­so per Bot­ti­ci­no che deve fron­teggia­re un deficit di 441.504.000 euro. Nel­la zona del­la Fran­ci­a­cor­ta, che lamen­ta 3 mil­ioni e 470563 euro di dan­ni, i vigneti mag­gior­mente com­pro­mes­si sono con­cen­trati a Corte Fran­ca (oltre 888 mila euro di perdite pari al 20% del rac­colto), anche se in rap­por­to all’area di pro­duzione spic­cano i guasti di Roden­go Saiano (80% di vigne per­dute pari a 454 739 euro) e Gus­sa­go (80% del­la com­pro­mes­sa per oltre 107 mila euro di dan­ni). Per quan­to riguar­da la pro­duzione des­ti­na­ta a vini a denom­i­nazione d’origine con­trol­la­ta le ricadute sul mer­ca­to, avvertono le asso­ci­azioni dei con­suma­tori met­ten­do in guardia da rin­cari ingius­ti­fi­cati, sono des­ti­nate a man­i­fes­tar­si nel­la prossi­ma sta­gione. Sul fronte degli oliveti il record di dan­ni spet­ta a Pueg­na­go a cui pochi minu­ti di tem­pes­ta sono costa­ti 828 mila euro pari al 100% del­la pro­duzione sta­gionale di olive. Ridotte a zero anche le colti­vazioni di Bot­ti­ci­no (14.400 euro di perdite), Cal­vagese (34.200 euro), Maner­ba (576 mila euro), Moni­ga (185.400 euro), Polpe­nazze (522 mila euro). Di fronte a questo bilan­cio, la Coldiret­ti, oltre a quan­to pre­vis­to dal­la Legge 185/92 ha pro­pos­to una piattafor­ma d’interventi per con­sen­tire il maten­i­men­to del­la liq­uid­ità azien­dale nelle imp­rese agri­cole messe in crisi dal­la gran­dine. In pri­mo luo­go si chiede la sospen­sione e il dif­fer­i­men­to dei ter­mi­ni rel­a­tivi ai ver­sa­men­ti trib­u­tari, prev­i­den­ziali ed assis­ten­ziali. «Il dovu­to potrebbe essere con­sol­ida­to e rateiz­za­to in cinque-dieci anni a par­tire dal 2004» spie­ga Francesco Fer­rari pres­i­dente del­la Coldiret­ti che aus­pi­ca inoltre la sospen­sione per due anni del paga­men­to delle rate delle oper­azioni cred­i­tizie di finanzi­a­men­to (com­p­rese quelle ver­so Ismea) e loro postergazione a fine ammor­ta­men­to. Nel­la piattafor­ma di sosteg­ni finanziario-trib­u­tario c’è inoltre il con­sol­i­da­men­to dei deb­iti a breve ter­mine e delle espo­sizioni ban­car­ie per presti­ti e mutui da cinque a dieci anni con 1–2 anni di pre-ammor­ta­men­to. Il cos­to di queste oper­azioni per la Pub­bli­ca ammin­is­trazione — osser­va la Coldiret­ti di Bres­cia -, sarebbe solo quel­lo degli oneri finanziari che ne derivano. Potrebbe essere per­tan­to sfrut­ta­ta al mas­si­mo la leva finanziaria, con tem­pi bre­vis­si­mi e quin­di con la mas­si­ma effi­ca­cia. «Per questi inter­ven­ti — spie­ga Fer­rari -, abbi­amo pro­pos­to una azione con­cer­ta­ta e speci­fi­ca da parte degli Enti locali (Regione, Provin­cia e Cciaa) in modo da mas­simiz­zare le risorse disponi­bili ed offrire ulte­ri­ori pos­si­bil­ità di inter­ven­to alle imp­rese sot­to l’aspet­to ges­tionale e del­la finan­za azien­dale in par­ti­co­lare, con­sid­er­a­to la crit­ic­ità di cash-flow che sarà prodot­ta per almeno i prossi­mi 2 anni».

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