Sabato 1 settembre 2018, ore 21.15, Teatro al Castello di Desenzano del Garda (In caso di maltempo domenica 2 settembre)

Perfetta Letizia” musical sulla figura di San Francesco in Castello a Desenzano del Garda

Di Redazione

Nel­l’am­bito del­la Fes­ta patronale di S. Gio­van­ni Bat­tista, la tradizionale “Fes­ta del­l’an­i­tra”, l’Amministrazione comu­nale di Desen­zano del Gar­da pro­pone “Per­fet­ta Letizia”, un musi­cal che nar­ra con fres­chez­za alcunevi­cende del­la vita di San Francesco d’As­sisi, Patrono d’Italia.

Lo spet­ta­co­lo si pre­an­nun­cia coin­vol­gente dal pun­to di vista artis­ti­co ed emo­ti­vo, capace di con­quistare gli spet­ta­tori con la bravu­ra dei suoi artisti: attori in cos­tume, can­tan­ti solisti e coro, band musi­cale e bal­ler­ine acrobate.

Tut­to sarà suona­to e can­ta­to dal vivo dal­la com­pag­nia teatrale “Il Magi­co Baule”, nata negli anni 90 dal­l’es­pe­rien­za e pas­sione del mae­stro Mar­cel­lo Mer­li­ni, che porterà in sce­na cinquan­ta artisti, un grup­po che con­tem­pla per­sone dai 14 agli oltre 70 anni, prove­ni­en­ti dalle province di Bres­cia e Bergamo.

Dal­la spo­li­azione nel­la piaz­za di Assisi fino alla morte, il musi­cal riper­cor­rerà le ges­ta del San­to, con­cen­tran­dosi su tre motivi: la rin­un­cia a tut­ti i beni per arrivare all’essenziale, la ricer­ca di Dio attra­ver­so il con­tat­to con il prossi­mo e la natu­ra, il totale abban­dono nelle mani del Creatore.

Gli episo­di sig­ni­fica­tivi saran­no com­men­tati attra­ver­so gli occhi di cinque nar­ra­tori: il papà Pietro da Bernar­done, la mam­ma Madon­na Pica, la Povertà, San­ta Chiara e una rondinella.

Un per­cor­so di 20 can­zoni, che vogliono rap­p­re­sentare gli aspet­ti e la per­son­al­ità di Francesco, alcune trat­te dal musi­cal degli anni ’80 “Forza ven­ite gente”, altre com­poste apposi­ta­mente per lo spet­ta­co­lo, altre che fan­no parte del pat­ri­mo­nio del­la can­zone religiosa.

Lo spet­ta­co­lo è sta­to intera­mente ideato da Mar­cel­lo Mer­li­ni, che per scri­vere i testi ha fat­to rifer­i­men­to soprat­tut­to al libro “Io, Francesco” di fratel Car­lo Car­ret­to, con l’intento di lan­cia­re alcu­ni mes­sag­gi che riv­ivono ai nos­tri giorni con sor­pren­dente attual­ità: la forza riso­lu­ti­va del­la non-vio­len­za, il rispet­to per il cre­ato e le crea­ture, la povertà vista come imi­tazione di Cristo e forza lib­er­a­trice. Infat­ti, come dice l’autore del­lo scrit­to, Francesco, pur essendo un uomo ben col­lo­ca­to nel­la sto­ria, “lo puoi met­tere oggi come tipo dell’uomo mod­er­no che esce dal­la sua angos­cia e dal suo iso­la­men­to per riann­odare il dis­cor­so con la natu­ra, con l’uomo e con Dio”.

Con l’augurio che lo spet­ta­tore por­ti a casa un po’ di letizia ed un sorriso.