Ieri selezioni per andare a cantare allo «Zecchino d’Oro», stasera un’altra «gara» con spettacolo per i baby-interpreti: la più piccola ha solo tre anni

Piccole voci con grinta da «grandi»

28/08/2007 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
A.S.

«Abbi­amo can­ta­to il “Coc­co­drillo”, vogliamo vin­cere e ci sti­amo diver­tendo, ma adesso andi­amo a gio­care: non abbi­amo tem­po per le inter­viste», è l’esordio di Gior­gia Comenci­ni di Cavaion e Gaia Tabac­co di Mestre, entrambe di 4 anni, per niente inti­morite dal pal­cosceni­co. Poco più in là, Giulio di 6 anni, invece lo devono qua­si tirare per far­lo entrare alla pro­va di canto.Ieri infat­ti per tut­ta la gior­na­ta, nel­la cor­nice del cen­tro con­gres­si di Gar­da, si sono svolte le selezioni per la ser­a­ta di oggi: alle 21, infat­ti, in piaz­za del munici­pio (ma in caso di piog­gia tut­to si sposterà al cen­tro con­gres­si), si svolge «Ser­a­ta d’oro…Zecchino», con Cino Tor­torel­la ed il cele­bre mago Zurlì. Alla ser­a­ta parte­ci­pano 10–12 bam­bi­ni scelti tra i 150 che han­no parte­ci­pa­to ieri per tut­to il giorno alla pri­ma fase del­la selezione. Infat­ti tante sono state le ade­sioni, supe­ri­ori alle aspet­ta­tive, al pun­to che gli esam­i­na­tori dell’Antoniano Mad­dale­na Cat­ta­neo, Chan­tal Gen­ovesi e il pianista Emanuele Maz­zo­la, han­no dovu­to rin­viare a oggi la con­clu­sione delle selezioni. I parte­ci­pan­ti sono venu­ti infat­ti da tut­ta Italia: sopratut­to dal Vene­to, ma anche da altre Regioni come Lom­bar­dia, Lazio, Abruz­zo, Umbria, Trenti­no; molti comunque i verone­si, dei pae­si vici­ni a Gar­da e del com­pren­so­rio benacense.Tanti e davvero, alcu­ni, pic­coli: la più «gio­vane» Fed­er­i­ca Arpa­ia, 3 anni com­piu­ti a giug­no. Da Lec­co, invece, è arriva­ta Adele, 4 anni; inter­viene la zia: «È come se ne avesse 40, è già proi­et­ta­ta nel futuro ed è come una vec­chi­et­ta sag­gia, infat­ti quan­do man­gia il pane lo bagna nell’acqua». La mam­ma Ser­e­na, pre­cisa: «Otter­rà sicu­ra­mente qual­cosa per­chè è ita­lo-africana e proviene da una famiglia di musicisti e can­tan­ti. È una buona “gri­ot­ta”, il nome con cui sono conosciu­ti i can­tas­to­rie dell’Africa Nord Occi­den­tale». Altra «pic­co­la» sto­ria; Matilde Scarsi­ni, 7 anni e mez­zo (pre­cisa lei, con puntiglio fem­minile), di Castel­n­uo­vo del Gar­da: can­ta nel coro del paese insieme con la sorel­la Lucrezia di 10 anni. «Non sono per niente emozion­a­ta», spie­ga, «sono abit­u­a­ta ai sag­gi e ai pal­cosceni­ci: è da quan­do ho tre anni che fac­cio dan­za». I gen­i­tori infat­ti con­fer­mano: «È una can­te­ri­na, can­ta anche di notte».Arriva da Gar­da, infine, uno dei, tut­to som­ma­to, pochi maschi­et­ti: Mas­si­mo di Pietro. «Siamo quà, così abbi­amo deciso di provare», la sua moti­vazione. Sem­plice e chiara: per­chè no? Ques­ta sera del­la deci­na di bim­bi dai 3 ai 9 anni selezionati ieri, solo 2–3 acced­er­an­no alla finale, che si svol­gerà la pri­ma set­ti­mana di set­tem­bre a Bologna. Ci saran­no evi­den­te­mente le delu­sioni e le gioie, bag­nate di lacrime e di sor­risi. Pic­cole voci, anche se a sen­tir­li par­lare sem­bra­no davvero più «gran­di» di quan­to sono in realtà, che non pos­sono fare a meno di crescere. Saran­no famosi?