Provincia di Brescia e Fondazione Il Vittoriale degli Italiani premiano la ricerca italiana nel mondo

Premio Genio Vagante all’astrofisica Eleonora Troja

Di Redazione

Da anni i gior­nali sono pieni di polemiche sui “Cervel­li in fuga”: gio­vani iper-qual­i­fi­cati che, pro­prio in quan­to tali, trovano il dovu­to riconosci­men­to delle loro poten­zial­ità in ogni parte del mon­do, ma non in casa. Bril­lan­ti, sono spin­ti dall’intraprendenza ma anche dai prob­le­mi di una soci­età che li ha all­e­vati e for­mati, ma che non è in gra­do di met­tere pien­amente a frut­to le loro capac­ità. In com­pen­so, ci resti­tu­is­cono in pres­ti­gio ciò che abbi­amo per­so con la loro pre­sen­za nel Paese. “Arma la pro­ra e sal­pa ver­so il mon­do”, dice­va un mot­to dan­nun­ziano: con­tro le polemiche che vedono in questi gio­vani l’espressione mas­si­ma del fal­li­men­to del Paese, il ha dunque isti­tu­ito il Pre­mio Genio Vagante, per sta­bilire un legame vir­tu­oso fra l’Italia e questi suoi nuovi, eccel­len­ti, rap­p­re­sen­tan­ti nel mon­do.

La sec­on­da edi­zione del pre­mio, che con­siste in una scul­tura real­iz­za­ta apposi­ta­mente dal mae­stro Ugo Riva, vedrà dunque quest’anno per la pri­ma vol­ta Provin­cia di Bres­cia e Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani uni­ti nel riconosci­men­to di tal­en­ti che, pur con il rimpianto di non essere potu­ti sboc­cia­re “in casa”, han­no il grande mer­i­to di portare il seme dell’eccellenza ital­iana nel mon­do.

La cer­i­mo­nia di con­seg­na del riconosci­men­to, asseg­na­to quest’anno all’astrofisica Eleono­ra Tro­ja, che lavo­ra negli Sta­ti Uni­ti, alla NASA, si svol­gerà nel­la Sala Con­sil­iare del Bro­let­to (Piaz­za Duo­mo, Bres­cia) alle ore 12 del 14 Dicem­bre, alla pre­sen­za di: (Pres­i­dente Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani), Annun­zi­a­to Vardè (S.E. Prefet­to di Bres­cia), Ste­fano Bruno Gal­li (Asses­sore all’Autonomia e Cul­tura ), Samuele Alghisi (Pres­i­dente Provin­cia di Bres­cia), (Sin­da­co di Bres­cia), Giampiero Cia­pani (Sin­da­co di Salò), Mau­r­izio Tira (Ret­tore Statale di Bres­cia), Mario Tac­col­i­ni (Proret­tore Cat­toli­ca del Sacro Cuore), Ugo Riva (autore del­la scul­tura Genio Vagante), Nico­let­ta Bon­tem­pi (Pres­i­dente Fon­dazione Provin­cia di Bres­cia Even­ti).

Eleono­ra Tro­ja nasce nel 1981 a Paler­mo, dove con­segue la matu­rità clas­si­ca, segui­ta da lau­rea e mas­ter in Fisi­ca e Astrofisi­ca e, infine, dal dot­tora­to di ricer­ca. Nel 2009, la svol­ta: la NASA le offre una bor­sa di stu­dio. Nove anni dopo, è anco­ra in Amer­i­ca, dove è ricer­ca­trice di astrono­mia all’Università del Mary­land e lavo­ra al NASA God­dard Space Flight Cen­ter, uno dei mag­giori lab­o­ra­tori di scien­ze del­lo spazio al mon­do, dove dal 2015 è Research Sci­en­tist allo Swift Guest Inves­ti­ga­tor Pro­gram.

Così il Pres­i­dente del­la Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani Gior­dano Bruno Guer­ri“L’anno scor­so asseg­nam­mo il pre­mio a Mon­tre­al, quest’anno la cer­i­mo­nia si svolge a Bres­cia, alla pre­sen­za delle mag­giori autorità cit­ta­dine, per indi­care il legame – che aus­pi­co sem­pre più stret­to e fat­ti­vo – fra il capolu­o­go, la Provin­cia, il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani e Gar­daMu­sei”.

Così il Pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia Samuele Alghisi “E’ con grande piacere che la sala con­sil­iare di Palaz­zo Bro­let­to ospi­ta il Pre­mio Genio Vagante, che ha lo scopo di unire l’Italia ai suoi nuovi rap­p­re­sen­tan­ti nel mon­do. Ed Eleono­ra Tro­ja va il nos­tro gra­zie per­ché il suo tal­en­to ha per­me­s­so di fare pas­si avan­ti nell’astrofisica. Le cronache spes­so ci par­lano di gio­vani lau­re­ati che espa­tri­ano per lavoro. Purtrop­po, se si fa un con­fron­to tra le pro­poste di lavoro ital­iane e le occa­sioni all’estero, il nos­tro Paese ne esce scon­fit­to. Questo per­ché la ten­den­za è che i gio­vani più bril­lan­ti tro­vi­no fuori dall’Italia un pri­mo impiego più promet­tente e dif­fi­cil­mente torni­no, con­tin­uan­do la loro car­ri­era all’estero. Ma mi piace pen­sare che Eleono­ra, che ha deciso di tornare in Italia, forte dei tra­guar­di rag­giun­ti, sia un esem­pio e una sper­an­za per tut­ti noi. E forse l’idea che ci siamo fat­ti di un’Italia che for­ma i gio­vani e poi li fa fug­gire va un po’ riv­ista. Come sostiene Domeni­co De Masi, soci­ol­o­go del lavoro e pro­fes­sore emer­i­to del­la Sapien­za di Roma, cre­do anche io che  per ogni cervel­lo ci sia un pos­to accogliente da qualche parte nel mon­do. La mobil­ità intel­let­tuale, infat­ti, carat­ter­iz­za tutte le soci­età postin­dus­tri­ali e non dipende forse dal fat­to che l’Italia non sia in gra­do di tenere con sé i suoi figli. Oggi emi­gra­no anche i gio­vani lau­re­ati amer­i­cani, diri­gen­dosi ver­so la Cina o il Giap­pone, ed emi­gra­no anche i gio­vani lau­re­ati cine­si, diri­gen­dosi ver­so l’America o l’Europa. Forse siamo sem­plice­mente di fronte, oggi,  a un mon­do com­pet­i­ti­vo e i nos­tri ragazzi ne san­no cogliere le oppor­tu­nità. Ed Eleono­ra ne è un esem­pio. L’esempio di una gio­vane don­na cor­ag­giosa, indipen­dente, tenace, tal­en­tu­osa, che con le sue ricerche e i suoi suc­ces­si ha rap­p­re­sen­ta­to l’Italia all’estero con orgoglio, vin­cen­do impor­tan­ti sfide e che a nome di tut­to il ter­ri­to­rio bres­ciano ringrazio, con­grat­u­lan­do­mi con lei per i gran­di obi­et­tivi rag­giun­ti”.