Investimenti per un milione di euro. È promosso dalla Comunità del Garda.
Convegno a Salò. Interventi del CNR, Fondazione Cariplo, Regioni

Presentato il Sistema Culturale del Garda

Di Luca Delpozzo

Il Sis­tema Cul­tur­ale del Gar­da, cos­ti­tu­ito dal­la e dai Comu­ni ader­en­ti, è sta­to pros­en­ta­to a Salò durante il con­veg­no “Cul­tura e pae­sag­gio: risorse del Gar­da regione euro­pea”. Si trat­ta di un sis­tema di ges­tione uni­taria dei beni cul­tur­ali del­l’in­tero baci­no bena­cense, che com­prende aree delle province di Bres­cia, Verona, Man­to­va e Tren­to. Nel­l’an­no 2009 il Sis­tema si avvale di risorse per oltre un mil­ione di euro. Di questi, 480.000 euro sono sta­ti asseg­nati dal­la Fon­dazione Carip­lo. Tali risorse sono des­ti­nate a inter­ven­ti strut­turali su nuclei di pat­ri­mo­nio stori­co artis­ti­co par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­tivi e ad azioni azioni di stu­dio, piani­fi­cazione, comu­ni­cazione e didat­ti­ca dif­fuse sul­l’in­tero territorio.“Si trat­ta di un mod­el­lo di orga­niz­zazione e di ammin­is­trazione del tut­to inno­v­a­ti­vo, sia per l’ampiez­za del ter­ri­to­rio, sia per le forme di gov­er­nance e per le economie ges­tion­ali di scala che ven­gono sper­i­men­tate – ha spie­ga­to Rena­ta Sal­varani, pres­i­dente del­l’Osser­va­to­rio per il Ter­ri­to­rio e il Pae­sag­gio, che ha elab­o­ra­to il prog­et­to e che ne seguirà l’at­tuazione — . Inter­es­sa un’area ric­ca di risorse e di attiv­ità, dota­ta di una forte valen­za euro­pea e con­trad­dis­tin­ta da una com­po­nente tur­is­ti­ca ril­e­vante, sia dal pun­to di vista quan­ti­ta­ti­vo che eco­nom­i­co”. Il rap­por­to fra cul­tura, ter­ri­to­rio, econo­mia e occu­pazione è sta­to al cen­tro del convegno.“Il mod­el­lo orga­niz­za­ti­vo del­la Comu­nità del Gar­da, pen­sato cir­ca 60 anni fa, rap­p­re­sen­ta anco­ra un “unicum” nel nos­tro Paese: questo mod­el­lo, pri­ma anco­ra di essere un Ente, cos­ti­tu­isce il ten­ta­ti­vo politi­co e cul­tur­ale di un ter­ri­to­rio geografi­ca­mente, stori­ca­mente e cul­tural­mente omo­ge­neo ma divi­so in diver­si liv­el­li di Gov­er­no (tre Regioni, quat­tro Province, oltre 50 Comu­ni), di auto deter­mi­nar­si, dan­dosi una gov­er­nance che pos­sa affrontare e risol­vere i prin­ci­pali prob­le­mi e delin­eare un prog­et­to uni­tario di svilup­po – ha spie­ga­to Aventi­no Frau, pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, che ha coor­di­na­to i lavori -. Il Gar­da ha la for­tu­na di possedere risorse cul­tur­ali risalen­ti a tutte le epoche, sparse in modo uni­forme sul suo ter­ri­to­rio. Il ruo­lo prin­ci­pale del­la Comu­nità è quel­lo di tute­lare e ren­dere fruibile questo immen­so pat­ri­mo­nio e la creazione del Sis­tema Cul­tur­ale del Gar­da, gra­zie al con­trib­u­to del­la Fon­dazione del­la Carip­lo, va in ques­ta direzione”.“I beni cul­tur­ali, con­siderati come un ele­men­to di estremo rilie­vo per la cresci­ta del­la cul­tura e del­la qual­ità del­la vita dei cit­ta­di­ni, pos­sono favorire lo svilup­po di alcune inizia­tive eco­nomiche sul ter­ri­to­rio lom­bar­do; una adegua­ta val­oriz­zazione dei beni cul­tur­ali potrebbe infat­ti rap­p­re­sentare un volano per lo svilup­po del­la cul­tura e delle fil­iere ad essi con­nes­si (tur­is­mo, for­mazione, intrat­ten­i­men­to) – ha affer­ma­to Mariel­la Enoc, vicepres­i­dente del­la Fon­dazione Carip­lo -. Pro­prio a par­tire dal­la ric­chez­za ed unic­ità delle risorse cul­tur­ali cus­todite sul ter­ri­to­rio, la Fon­dazione Carip­lo si pro­pone di atti­vare, pro­muo­vere e sostenere il proces­so di cresci­ta cul­tur­ale, econo­mia e sociale del paese sia attra­ver­so la val­oriz­zazione delle dotazioni cul­tur­ali pre­sen­ti sul territorio”.La tutela del pae­sag­gio, come pat­ri­mo­nio e risor­sa comune, è sta­ta pos­ta come esi­gen­za primaria.“Il degra­do del ter­ri­to­rio che ha carat­ter­iz­za­to il nos­tro Paese nel sec­on­do dopoguer­ra non è frut­to solo di opere pub­bliche sbagli­ate, o di una spec­u­lazione pri­va­ta che non ha conosci­u­to lim­i­ti e con­trol­lo, ma innanz­i­tut­to di una cat­ti­va polit­i­ca cul­tur­ale, che ha por­ta­to a una erra­ta piani­fi­cazione e ges­tione del ter­ri­to­rio. Oggi è nec­es­sario quin­di ripen­sare a fon­do le politiche che inci­dono sul ter­ri­to­rio, met­ten­do al cen­tro il tema del pae­sag­gio cul­tur­ale e dei sis­te­mi ter­ri­to­ri­ali, e soprat­tut­to coni­u­gan­do l’aspetto del­lo svilup­po eco­nom­i­co con quel­lo del­la fruizione estet­i­ca e cul­tur­ale”, ha sostenu­to nel­la sua relazione Rober­to de Mat­tei, vicepres­i­dente del CNR con del­e­ga per i Beni Culturali.Ai lavori del con­veg­no sono inter­venu­ti rap­p­re­sen­tan­ti dei baci­ni region­ali a cui fa rifer­i­men­to il lago: Gia­co­mo San­ti­ni, Sen­a­to del­la Repub­bli­ca, Provin­cia Autono­ma di Tren­to; Fos­co Mag­a­rag­gia e Mar­ile­na Bag­gio, , Direzione Cul­ture e Iden­tità; Clara Per­anet­ti, Direzione Gen­erale Cul­tura, Regione del Veneto.Il prog­et­to del Sis­tema Cul­tur­ale del Gar­da Inter­es­sa cir­ca un centi­naio tra castel­li intera­mente con­ser­vati e resti arche­o­logi­ci di strut­ture for­tifi­cate, altret­tante pievi e chiese romaniche, ville e palazzi risalen­ti ai sec­oli in cui il lago era inser­i­to nei domi­ni del­la Serenis­si­ma e negli itin­er­ari europei del grand tour. Sono inserite anche limon­aie e aree di inter­esse pae­sag­gis­ti­co e archeologico.Si si aggiunger­an­no, in una fase suc­ces­si­va di attuazione, oltre 200 tra musei, rac­colte e collezioni, attual­mente gesti­ti in modo par­cel­liz­za­to da sin­goli enti o sogget­ti pro­pri­etari. Il Sis­tema Cul­tur­ale del Gar­da si con­figu­ra come fun­zione e azione per­ma­nente del­la Comu­nità del Gar­da.