Parla l’architetto Gian Carlo Bertoli, consulente urbanistico del comune, che ha in serbo molti progetti «Si va verso una saturazione, forti pressioni per nuove zone edificabili»

Prg, «la cittadina ha sete di aree»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Piani di lot­tiz­zazione nel cas­set­to, la minac­cia di una nuo­va cola­ta di cemen­to, for­ti pres­sioni sul­l’am­min­is­trazione comu­nale per pot­er costru­ire. Argo­men­ti che ten­gono ban­co nel­la “cap­i­tale” del Gar­da da tem­po. E un piano rego­la­tore prossi­mo ad essere pre­sen­ta­to alla popo­lazione. A Desen­zano, dunque, si avvic­i­na la sta­gione forse più impor­tante per il suo futuro e per quel che res­ta del suo ter­ri­to­rio. Non sono man­cate da parte del­la giun­ta Pien­az­za critiche a quel­la pas­sa­ta per alcune vari­anti che sareb­bero state con­cesse «con trop­pa dis­in­voltura». Affron­ti­amo il tema ambi­en­tale e pae­sis­ti­co con l’ar­chitet­to Gian Car­lo Bertoli, milanese, già fun­zionario del­la , uno dei due esper­ti pae­sis­ti­co-ambi­en­tali del Comune. Gli doman­di­amo subito qual è la situ­azione, sot­to questo pro­fi­lo, del­la cit­tà garde­sana. «La rispos­ta deve essere arti­co­la­ta su due filoni: il pri­mo è la ges­tione ordi­nar­ia dei prog­et­ti edilizi e la val­u­tazione pre­ven­ti­va dei piani attua­tivi, il sec­on­do è rap­p­re­sen­ta­to da ciò che esiste sul ter­ri­to­rio e ciò che si può anco­ra fare, nonché dalle incog­nite del piano rego­la­tore in ges­tazione. La qual­ità dei prog­et­ti comunque che esamino insieme al col­le­ga Seri­no per poi riferirne alla Com­mis­sione Edilizia, è medi­a­mente buona sia per­ché non man­cano eccel­len­ti prog­et­tisti, sia per­ché la doman­da di appar­ta­men­ti, soprat­tut­to nelle zone ambi­en­tal­mente più pre­giate, è dis­pos­ta a pagare cifre ele­vate ma esige qual­cosa di bel­lo esteti­ca­mente per la qual­ità del­la vita. Purtrop­po, ci sono le note dolen­ti — con­tin­ua Bertoli — dovute ad una legge regionale che ha per­me­s­so di mod­i­fi­care le cop­er­ture per ren­dere abit­abili i sot­totet­ti. Inter­ven­ti di questo genere scon­vol­go­no spes­so il con­sol­ida­to equi­lib­rio tra edi­fi­ci, orig­i­nano costruzioni di dimen­sione ecces­si­va per il lot­to su cui insistono e sono fonte di con­tenzioso tra vici­ni. In questi casi si cer­ca di con­tenere l’im­pat­to del piano aggiun­to, con creazione di ter­razzi perime­trali, final­iz­za­ti all’ar­retra­men­to e, quin­di, alla minore vis­i­bil­ità del nuo­vo ele­men­to ver­ti­cale». Ci sono prog­et­ti inter­es­san­ti in arri­vo? «I pri­mi che mi ven­gono in mente sono il vali­do prog­et­to di recu­pero e val­oriz­zazione del com­p­lesso di architet­tura ver­na­co­lare Bago­da, la sis­temazione del­l’arredo a verde attorno al cen­tro com­mer­ciale “Le Vele” che, come richiesto dal Comune, doterà gli spazi di grade­v­ole sos­ta anche l’àm­bito sot­tostante il viadot­to fer­roviario. Poi l’in­ter­ven­to sul­l’Ho­tel May­er in pieno cen­tro che recu­per­erà spazi interni sen­za mod­i­fi­care l’aspet­to este­ri­ore». Par­liamo ora degli inter­ven­ti di enti pub­bli­ci: cosa bolle in pen­to­la? «L’arredo a verde delle nuove rota­to­rie, da parte del Comune, poi la passeg­gia­ta a lago in fase di attuazione, il recu­pero di Vil­la Brunati e par­co attiguo. Pos­i­ti­va anche la soluzione architet­ton­i­ca data alla nuo­va piaz­za di San Mar­ti­no deel­la Battaglia. Ho invece for­ti per­p­lessità — ril­e­va l’es­per­to ambi­en­tal­ista — sul­l’in­ser­i­men­to ambi­en­tale del­l’in­cu­ba­toio itti­co alla Pun­ta del Vò e sul­l’am­pli­a­men­to sco­las­ti­co di via Sirmione. E’ sbaglia­to chi­ud­ere un occhio, o anche due, quan­do si trat­ta di edi­fi­ci pub­bli­ci, al con­trario questi inter­ven­ti dovreb­bero essere il buon esem­pio qual­i­ta­ti­vo. Anche il nuo­vo edi­fi­cio sco­las­ti­co provin­ciale di via Michelan­ge­lo, oltre che col­lo­ca­to in un àmbito non ido­neo, che per­al­tro dove­va essere man­tenu­to nel­la sua des­ti­nazione di verde pub­bli­co ined­i­fi­ca­bile, è una strut­tura esager­a­ta, per la quale dovreb­bero essere pen­sati inter­ven­ti di mime­tiz­zazione». Qual è il futuro di Desen­zano? «Non pos­so par­lare di scelte del futuro prg, ma non si può non pren­dere atto del­la grande forza attrat­ti­va di Desen­zano che divo­ra entro breve tem­po ogni pos­si­bil­ità edi­fi­ca­to­ria. Sec­on­do me, entro la fine del 2005, ver­ran­no real­iz­zate tutte le pos­si­bil­ità edi­fi­ca­to­rie, sia res­i­den­ziali che pro­dut­tive introdotte dal­la pas­sa­ta ammin­is­trazione Anel­li nel­la pri­mav­era 2002. Tut­to ciò — affer­ma Bertoli — porterà ad una notev­ole mod­i­fi­ca del­la fisiono­mia del­la cit­tà, in par­ti­co­lare nel­la zona per­ifer­i­ca di Riv­oltel­la e nel­la zona del Desen­zani­no ver­so il Monte Corno. Fin d’o­ra l’am­min­is­trazione è sot­to­pos­ta a for­ti pres­sioni per nuove aree edi­fi­ca­bili e cer­ca di legare questo “sac­ri­fi­cio” alla con­tem­po­ranea acqui­sizione gra­tui­ta di aree pre­giate da des­tinare a servizi pub­bli­ci». Ultimis­si­ma doman­da: cosa ne pen­sa del­la dis­cus­sa altez­za degli alberghi? «Il prob­le­ma va affronta­to e risolto tenen­do pre­sente le carat­ter­is­tiche del­la zona. Se nelle zone interne, come l’ho­tel “Nazionale”, non vi sono preclu­sioni ambi­en­tali al rag­giung­i­men­to del quar­to piano, sul fronte lago sarebbe invece oppor­tuno che gli edi­fi­ci non superassero i tre piani. Cer­to esiste il prece­dente del­l’ho­tel “Fran­coli” di Riv­oltel­la, in fase di real­iz­zazione, dove sem­bra — con­clude Bertoli — che i piani siano cinque, però per i due nuovi alberghi recen­te­mente approvati nel trat­to tra Riv­oltel­la e Sirmione, si è per­sa una pos­si­bil­ità che pote­va essere ottenuta».

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